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I fratelli Karamazov

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Discussione: Dostoevskij, Fedor - I fratelli Karamazov

  1. #1
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    Predefinito Dostoevskij, Fedor - I fratelli Karamazov

    Da Wikipedia:
    Nei primi capitoli l'autore presenta i personaggi iniziando dal vecchio Fedor Pavlovic, padre dei fratelli e proprietario in un distretto di provincia, tipo d'uomo volgare e dissoluto, atto solo a volgere a suo vantaggio gli avvenimenti.
    Convolò a nozze con Adelaide Ivanovna Mjusov, una fanciulla di temperamento romantico che lo sposa per liberare il suo spirito prigioniero di un ambiente familiare dispotico e non per vero amore. Ella abbandonerà il marito e il figlioletto Dimitrij che verrà allevato presso parenti rivelando subito contrastanti sentimenti.

    Da un secondo matrimonio, con Sofia Ivanovna, nacquero Ivàn e Alessio. La donna era dolce e aveva colpito Fedor per la sua bellezza, ma il comportamento rozzo e insensibile che egli dimostrava nei suoi confronti, fecero ammalare la poveretta che presto morì.

    Ivàn cresce chiuso in sé stesso, intelligente, scettico seppur assetato di fede. Alessio o Aleksej era diverso ed era entrato in un monastero per fuggire dalla malizia umana. Di carattere leale cercava la verità nella fede e per essa era disposto a sacrificare ogni cosa:

    ...Aleksej aveva scelto la vita contraria a quella di tutti gli altri, ma con lo stesso ardente desiderio di compiere un atto eroico immediato. Non appena, dopo serie meditazioni, fu persuaso dell'immortalità e dell'esistenza di Dio, disse naturalmente a sé stesso: "Voglio vivere per l'immortalità e non accetto nessun compromesso intermedio"... Ora sembrava persino strano ad Aljoscia continuare la vita di prima.

    Il fratello maggiore Dimitrij, che ha, oltre il motivo degli interessi, altre ragioni per odiare suo padre, è il primo a confessarsi con lui.

    Dimitrij aveva conosciuto, mentre era nell'esercito Katerina Ivanovna, una fanciulla molto bella che aveva bisogno di un prestito per il padre. Dimitrij la invita a casa sua pensando di ricattarla, ma alla presenza della giovane, comprendendone subito l'animo nobile, si ravvede per il pensiero vigliacco che aveva avuto, le consegna la somma e, con un profondo inchino, l'accompagna nell'anticamera. La fanciulla lo guardò dapprima con occhio scrutatore e poi, impetuosamente ma dolcemente, gli si inginocchiò ai piedi, toccando, all'uso russo la terra con la fronte. Poi balzò in piedi e corse via.

    Dopo poco tempo, Caterina restituisce la somma e confessa a Dimijtri il suo amore. Si fidanzano, ma poco dopo il fidanzamento Dimijtri si innamora, di un amore tutto passionale, di una bellissima donna, Grusenka, che ha rancore verso gli uomini che le hanno fatto del male. Ma in questo torbido amore Dimijtri incontra un rivale proprio in suo padre, il vecchio Feodor, che vuole sposare Grusenka.

    Intanto Caterina Ivanovna è attratta da Ivàn che la ricambia. Alijoscia nel frattempo conosce Iliuscia, il figlio d’un vecchio capitano che Dimitrij ha profondamente offeso e che è molto abbattuto per l’umiliazione subita dal genitore. Iliuscia malato e dall'animo generoso e fiero commuove Alijoscia che ha pietà del piccolo e vuole farsi perdonare l’offesa del fratello.

    Alijoscia conosce Lisa che si innamora di lui e glielo svela con una lettera. Il giovane, piacevolmente sorpreso, si lascia andare alle nuove sensazioni.

    Un giorno Ivàn si confida con Alijoscia. Nascono le pagine più tormentate del romanzo che riflettono le idee di Dostojevski sulla natura umana e sul destino degli uomini. Alle domande se esiste Dio, perché c’è il dolore e che cosa è la libertà, Ivàn propone al fratello la trama di un suo poemetto in cui appaiono le linee d’una soluzione a quei difficili problemi. A ciò è dedicato il capitolo de "Il Grande Inquisitore", considerato una delle massime vette del romanzo.

    Intanto gli eventi maturano e Ivàn, che si è costruito una sua filosofia sul destino dei Karamàzov, pensa di uccidere il padre. Smerdjakov, figlio naturale di Fedor che questi tiene in casa come un servo, se ne accorge e spinto dallo stesso Ivàn, si prepara ad agire.


    La prima pagina della prima edizione di I Fratelli KaramazovIntanto Dimitrij sa che suo padre vuole sposare Gruscenka e vorrebbe fuggire lontano con la fanciulla, ma prima deve compiere un dovere. Deve restituire a Caterina Ivanovna una somma di tremila rubli ma non sa dove trovare il denaro. Non esita a rivolgersi a molte persone che lo respingono e lo gettano nella disperazione.

    Si arma quindi di un pestello di bronzo e corre alla casa del padre deciso ad ucciderlo nel caso fosse con Gruscenka. Ma, attraverso la finestra illuminata, vede il padre da solo e allora si allontana stravolto e colpisce con il pestello un servitore che cercava di fermarlo.

    Corre da Gruscenka ma gli dicono che è partita per Mokroje insieme ad un uomo. Dimitri pensa che è meglio uccidersi. Con i soldi che avrebbe dovuto restituire a Caterina compra liquori e dolci e poi con una carrozza si fa condurre a Mokroje dove intende trascorrere la notte nei bagordi e poi uccidersi. Ma a Mokroje trova Gruscenka insieme ad un vecchio amante che vuole sottrarre alla giovane del denaro. Riesce a smascherarlo e con Gruscenka trascorre la notte bevendo al suono della musica zigana. All’alba la polizia fa irruzione nella camera e lo arresta accusandolo di omicidio. Infatti il vecchio padre Feodor è stato ucciso e si sospetta di Dimitrij. Nessuno, tranne Ivàn, sospetta di Smerdjakov che è il vero colpevole.

    Da questo momento il racconto si impernia sul processo a cui è sottoposto Dimitrij e i momenti psicologici dei vari personaggi colpiti dal dramma vengono studiati dal narratore con grande precisione.

    A predominare è il dramma interno di Ivàn che, attraverso lunghi e snervanti soliloqui, si convince delle proprie gravi responsabilità. A Smerdjakov, che gli mostra i denari presi a Feodor, Ivàn esterna i suoi dubbi che colpiscono l’animo già molto debole di Smerdjakov che si uccide.

    Ivàn al processo, che è descritto con minuzia in un variare continuo di prospettive, confessa la verità ma non viene creduto e Dimitrij viene condannato ai lavori forzati.

    Nell’epilogo il sipario cala su una situazione indefinita, la quale lascia intravvedere solo una debole speranza. Ivàn, in preda ad un grave attacco di febbre cerebrale, si trova a casa di Caterina Ivanovna. Egli, prevedendo l’attacco, aveva predisposto per iscritto il piano di fuga per Dimitrij al momento in cui lo avrebbero trasferito in Siberia. Caterina, che si è impegnata con lui, ha un commovente incontro con Dimitrij per organizzare il piano. Intanto Gruscenka è ora fortemente innamorata di Dimitrij ed è pronta a seguirlo ovunque.

    L’ultimo capitolo racconta i funerali del povero Iliuscia in un piccolo dramma di ragazzi che riflette il torbido dramma dei grandi.


    E' veramente un romanzo stupendo, che riprende temi più volte affrontati dal grande Dostoevskij (il delitto, il pentimento, la passione, la fede, .....)......nonostante la "mole" è un testo talmente coinvolgente che ne terminavo la lettura solo quando gli occhi (e soprattutto la testa) non reagivano più alla mia volontà! Nel complesso è anche molto scorrevole (ad eccezione di una parte a mio parere troppo particolareggiata sulla vita dello starec e su alcune disquisizioni "religiose" di Ivan, uno dei fratelli) e descrive con molta precisione la complessa psicologia dei personaggi (il primo testo che ho acquistato è corredato di una splendida analisi di Freud sui fratelli karamazov). Viene considerato il testo più significativo di Dostoevskij; personalmente, tra questo e Delitto e castigo non saprei quale mettere al primo posto!!!

  2. #2
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    Romanzo questo in cui si crede, in cui ci si immerge nella visione della vita di Dostoevskij. Un romanzo di perchè più che di risposte. La trama è da noir ma è quella che forse ha meno importanza rispetto alla profondità e alla ricerca sui grandi temi dell'esistenza. Come anche per altri suoi capolavori I fratelli Karamazov non si legge ma si vive.

  3. #3
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    Citazione Originariamente scritto da elena Vedi messaggio
    ...personalmente, tra questo e Delitto e castigo non saprei quale mettere al primo posto!!!
    Mah...diciamo che il Delitto ha un equilibrio formale che i Karamazov non hanno e forse questo depone a favore della superiorità del primo.
    E' una lotta tra colossi, intendiamoci.
    Anche qui, mille post potrebbero spendersi. Un romanzo epocale, con personaggi fantastici...scene madri e tanta febbre nervosa che fa tanto Russia del XIX secolo.
    Come molti sapranno I fratelli Karamazov avrebbero dovuto far parte di una trilogia in cui Alesa sarebbe stato il protagonista.
    Giochetto: quale pensate sarebbe stata la sorte dei tre fratelli? Sarebbe riuscito Dimitri a fuggire alla pena e riparare in America? E Ivan, sarebbe sopravvissuto alla follia?

    Elenù, una piccola tirata d'orecchi : hai raccontato (e svelato) troppo...dai, in fondo è anche un noir...ci mancava solo che riportavi le ultime frasi del romanzo.

  4. #4
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    non mi ero resa conto di aver "svelato" molto....veramente io mi sono limitata a copiare Wikipedia ..........
    ...per quanto riguarda il giochetto.....mi incuriosisce tanto ma in realtà mi butto .....so della trilogia con protagonista Alesa.......ma non conosco alcuna "indiscrezione" sul contenuto......ecco il mio finale:
    - Alesa è l'indiscusso protagonista......lo dice l'autore già nelle prime pagine.....quindi dopo tante peripezie, ripensamenti, titubanze e pentimenti......ne esce sicuramente con l'abito giusto da "eroe";
    - Dimitri.....non può arrivare in America! In fondo in fondo anche se non "proprio" colpevole ....è troppo passionale e sanguigno.....per poter abbandonare la sua terra (in fondo il suo progetto è fuggire per poi ritornare).....quindi resta in Russia, sconta la pena (forse non tutta!) e.......torna alle sue abitudine ( o forse ripercorre le abitudini paterne!);
    - Ivan deve necessariamente guarire dalla sua febbre cerebrale! E' una figura che a me piace troppo per pensare che finisca completamente pazzo........quindi superato il momento di profonda debilitazione fisica e psichica......si riappropria dei suoi interessi culturali....anzi amplia ed approfondisce la sua cultura a 360°......e si ritira in una bella casa della campagna russa....in compagnia di una donna all'altezza della sua figura!


    .......e vissero tutti felici e contenti !!!

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da elena Vedi messaggio
    .......e vissero tutti felici e contenti !!!
    E vabbè, ma allora tu li vuoi sotterrare nella naftalina.
    Addirittura il povero Ivan trasformato in un borioso signorotto di campagna.

    Mah...Alesa sarà stato anche "l'uomo nuovo" per Fedor, ma dei tre fratelli, anzi dei quattro, mi sembra quello meno interessante.
    Su Dimitri, io ce lo vedo in terra americana con la sensuale Grushenka e combinare i soliti casini.
    Mentre Ivan....beh....Ivan è davvero la chiave di volta del romanzo, secondo me. Probabile che, se ne avesse avuto il tempo, Dostoevskji l'avrebbe messo a riposo tra le cure, non meno nevrotiche, di Katerina Ivanovna e poi abbandonato. Ma trasformato in un borghese innocuo proprio no.

    Ho sempre pensato che il personaggio che avrebbe avuto uno sviluppo sostanzioso in questa ipotetica trilogia sarebbe stato il giovane Kolja Krasotin.
    Possiede tra l'altro alcune delle caratteristiche più evidenti nei tre fratelli e potrebbe anche rappresentarne la sintesi.

  6. #6
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    Questo libro racconta l'uomo in tutto e per tutto.Sono presenti e vengono trattate quasi tutte le emozioni che un essere umano è in grado di provare.Forse per questo motivo è considerato il capolavoro di Dostoevskij,non saprei.Sta di fatto che molte delle emozioni provate dai personaggi vengono efficacemente trasmesse al lettore e questo per me è il massimo possibile cui uno scrittore possa aspirare.
    Sublime,ma non perfetto,perchè ha dei cali di tono qua e là; ma la perfezione,come ha detto qualcuno,alla lunga stanca,perchè non varia mai
    Voto: 5/5.

  7. #7
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    credo che sia una grande "opera", nel senso letterario del termine. Raggiunti livelli di grande profondità e aulicità in molti punti, in particolare nella leggenda del grande inquisitore. Rispetto agli altri libri di Dostoevskij però perde un po' di impatto,e l'analisi psicologica dei personaggi è meno profonda.
    Un libro più da studiare che da leggere.
    Voto 4/5

  8. #8
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    Basterebbe La leggenda del Grande Inquisitore, secondo me una delle pagine più alte della letteratura d'ogni tempo e d'ogni Paese, per fare de "I Fratelli Karamazov" il capolavoro di Dostoevskij, superiore ai pur immensi "Delitto e Castigo", "I Demoni" e "L'idiota".
    Grazie Elena, per averlo ricordato e messo in evidenza nel Forum

  9. #9

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    Commentare un'opera come I fratelli Karamazov è una cosa quasi impossibile: dopo 130 anni credo che non sia ancora stato sezionato a fondo. A mio modesto avviso, il lettore occidentale che si avvicina a questo romanzo deve farlo spogliandosi di tutto, pertanto dimenticate Manzoni, Stendhal, Balzac, Woolf ecc... Non confrontatelo con nessun'altra opera, se non scritta dallo stesso Dostoevskij dopo il 1866 (anno di pubblicazione di Delitto e castigo). Vorrei partire da un'osservazione: I fratelli Karamazov è un libro scritto irrimediabilmente male. Il russo di Dostoevskij è asfissiante, dilatato, ripetitivo. Il periodo è interrotto spesso da frasi intercalanti, assolutamente ridondanti di informazioni e la sintesi non è un dono del buon Fedor. Ma forse non si poteva fare altrimenti: una caratterizzazione così profonda dei personaggi e delle idee, non può che essere scritta con uno stile del genere.
    Il romazo è la summa del pensiero teologico di Dostoevskij, e primo di una serie di romanzi sulla figura del Grande Peccatore che avrebbe dovuto vedere nelle vesti di protagonista il minore dei fratelli Aleksej Karamazov (Alëša). I fratelli Karamazov, nelle intenzioni dell'autore, avrebbe dovuto sviluppare e sondare la figura dell'Ateo, ruolo che in un primo tempo avrebbe dovuto essere affidato al vecchio e laido Fëdor Pavlovič, (il padre), piuttosto che a un uomo colto e raffinato come Ivan.
    I personaggi sono spesso dei discendenti diretti di quelli biblici: Giobbe è l'antenato di Ivan, San Paolo di Zosima, gli apostoli di Alëša. Tuttavia il grande romanziere russo non si limita a ispirarsi alla Bibbia, ma continua a sviluppare uno dei suoi temi più cari: l'uomo del sottosuolo, impersonato da Smerdjakov che fugge e si rifugia dai grandi eventi che gli accadono attorno attraverso la sua malattia mentale.
    L'atmosfera che avvolge i personaggi è da romanzo noir e Dostoevskij si destreggia funambolicamente fra i generi più diversi: il giallo, il fantastico riprendendo il tema del doppio (pesantemente influenzato da Poe), la disputa filosofica, il dramma sacro. I fratelli Karamazov è un'opera grandiosa e unica, senz'altro un libro da portare su un'isola deserta e un titolo da includere nella lista dei libri da presentare come prova dell'ingegno umano.

  10. #10
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    Ho cercato di "affrontare" Dostoevskij, così come altri scrittori russi, diverse volte, ma non sono mai riuscita a finirli. Non è sicuramente per la mole enorme della maggior parte dei più famosi classici russi, perché di libri molto lunghi ne ho letti tanti e per la maggior parte mi sono piaciuti. In più c'è una cosa strana che ho notato: i libri russi all'inizio mi prendono tantissimo e poi mi stancano, con tutti gli altri all'inzio faccio un po' fatica e dopo non smetterei mai di leggere.
    Mah... chissà...

  11. #11
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    Citazione Originariamente scritto da Dory Vedi messaggio
    Ho cercato di "affrontare" Dostoevskij, così come altri scrittori russi, diverse volte, ma non sono mai riuscita a finirli. Non è sicuramente per la mole enorme della maggior parte dei più famosi classici russi, perché di libri molto lunghi ne ho letti tanti e per la maggior parte mi sono piaciuti. In più c'è una cosa strana che ho notato: i libri russi all'inizio mi prendono tantissimo e poi mi stancano, con tutti gli altri all'inzio faccio un po' fatica e dopo non smetterei mai di leggere.
    Mah... chissà...
    Ho trovato utile, per prepararmi alla lettura dei grandi romanzi di Dostoevskij, leggere (tanti anni fa) un piccolo libro di René Girard: "Dostoevskij: dal doppio all'unità". L'editrice SE lo ha ripubblicato recentemente, e si trova in rete con lo sconto del 50% (dovrebbe essere acquistabile con 8 euro). Lo raccomando vivamente: sapere quale impresa di riflessione sulla libertà e sull'identità umana ha compiuto Dostoevskij, e come essa sia applicabile a ciascun lettore del nostro tempo e della nostra cultura occidentale (e Girard lo fa comprendere con chiarezza, piacevolmente, scorrevolmente) può fornire un'ottima motivazione per superare le difficoltà di opere colossali come "I fratelli Karamazov".

  12. #12
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    Citazione Originariamente scritto da oea Vedi messaggio
    Ho trovato utile, per prepararmi alla lettura dei grandi romanzi di Dostoevskij, leggere (tanti anni fa) un piccolo libro di René Girard: "Dostoevskij: dal doppio all'unità". L'editrice SE lo ha ripubblicato recentemente, e si trova in rete con lo sconto del 50% (dovrebbe essere acquistabile con 8 euro). Lo raccomando vivamente: sapere quale impresa di riflessione sulla libertà e sull'identità umana ha compiuto Dostoevskij, e come essa sia applicabile a ciascun lettore del nostro tempo e della nostra cultura occidentale (e Girard lo fa comprendere con chiarezza, piacevolmente, scorrevolmente) può fornire un'ottima motivazione per superare le difficoltà di opere colossali come "I fratelli Karamazov".
    Che bello!! Grazie davvero per il consiglio Oea!!
    Lo leggerò certamente!!

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da oea Vedi messaggio
    Ho trovato utile, per prepararmi alla lettura dei grandi romanzi di Dostoevskij, leggere (tanti anni fa) un piccolo libro di René Girard: "Dostoevskij: dal doppio all'unità". L'editrice SE lo ha ripubblicato recentemente, e si trova in rete con lo sconto del 50% (dovrebbe essere acquistabile con 8 euro). Lo raccomando vivamente: sapere quale impresa di riflessione sulla libertà e sull'identità umana ha compiuto Dostoevskij, e come essa sia applicabile a ciascun lettore del nostro tempo e della nostra cultura occidentale (e Girard lo fa comprendere con chiarezza, piacevolmente, scorrevolmente) può fornire un'ottima motivazione per superare le difficoltà di opere colossali come "I fratelli Karamazov".
    grazie, cercavo anche io qualcosa di semplice prima di rileggere i fratelli K. che me li dipanasse un pochino nei significati profondi

  14. #14
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    Questo romanzo è semplicemente magnifico. La trama ha poca importanza ed è solo un pretesto per parlarci dell'animo umano con i sui innumerevoli aspetti è la storia della sua guerra interiore, quella tra la passione ed il suo Dio.

    Non dico altro dovrete leggerlo per saperne di più

  15. #15
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    Mi ha deluso.... aspettavo molto di più da questo libro....
    Non ho ancora finito di leggerlo (mi mancano ultime cento pagine), ma non credo che riuscirà a riscatarsi con il finale...
    Ho trovato i personaggi troppo sureali (forse meglio dire ireali?), quasi come le caricature, piutosto che i personaggi veri, e non aprofonditi in tutte le sfaciature di quale è costruita una persona.... c'è molto di grotesco nelle situazioni, e nei stessi personaggi, che mi infastidisce...
    Aproposito di grotesco, c'è una domanda che mi perseguita: perchè Dostoevskij aveva dato il suo nome personale, Fedor, al padre Karamazov...?

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