"Ci sono storie talmente terribili da colpire il cuore di chi ha il coraggio di stare ad ascoltare. La storia di Isabelle, per esempio. Una bambina di appena sei anni costretta a subire l’abuso del padre che, protetto dal silenzio, profana il suo corpo e la sua anima. Una storia sporca che si trascina finché, raggiunta l’adolescenza, Isabelle trova il coraggio di ribellarsi e di denunciare il suo violentatore. La galera per il mostro che l’ha messa al mondo, però, non basta a cancellare un male così grande. Anche perché lo stupratore se la cava soltanto con sei anni di prigione. Isabelle cresce ma l’orrore che ha vissuto è sempre dentro di lei. È quell’orrore che, da ragazza, la spinge verso il baratro della prostituzione. Ed è sempre quell’orrore a impedirle di vivere con serenità qualunque relazione sentimentale e a renderle impossibile accettare anche la sola idea di diventare madre. La prima volta avevo sei anni è un grido di dolore e di vendetta, è un atto di accusa troppo spesso ignorato, è un lamento scarno e feroce al tempo stesso. Un libro sincero, terribile e disperato. Ma necessario. Fondamentale per capire come troppo spesso il lupo cattivo ha il volto insospettabile delle persone che ci sono più care."

Un pugno nello stomaco questa storia,un libro brutale che racconta la storia di una sopravvisuta alle ripetute violenze del padre e all'indifferenza della madre.
Un libro dall'impatto forte,che affronta un tema spinoso.
Definirlo bello non è possibile,perchè quello che ha passato l'autrice è tutto fuorchè bello,ma è decisamente un libro toccante,che fa riflettere.
Ho trovato sconcertante soprattutto la seconda parte,perchè la violenza esiste,è una verità appurata e disgusta,ma il rifuuto delle persone a riconoscerla è sconcertante,il muro di indifferenza e di silenzio, che questa ragazza si è trovata ad affrontare è inquietante.