TRAMA:

Akim Smirnov è l'eroe sovietico della corsa allo spazio, ma qualcosa in lui dopo la missione si è rotto, e non pare probabile che possa tornare a volare, cosa che invece il governo vorrebbe. Frank Jones, psicologo, è forse il solo uomo che potrebbe aiutarlo a elaborare un trauma quasi impossibile da isolare e comprendere, ma oltrepassare la cortina di ferro significherebbe tradire il proprio paese. La storia dell'incontro di due destini, tra cosmonauti, guerra fredda e un mondo in rapido cambiamento, nel capolavoro di Toni Bruno, che scrive, disegna e colora duecento pagine memorabili e magistrali.

COMMENTO:
Le aspettative per questa graphic-novel erano veramente altissime, per quanto parlare di grandi altezze mentre si discute di un fumetto che parla di cosmonauti sia quantomeno ridicolo. Insomma, un fumetto che parla di Guerra Fredda, del primo cosmonauta sovietico ad andare in orbita e alla corsa alla conquista dello spazio fra Stati Uniti e Unione Sovietica, attacchi di panico, nevrosi, ansia, uno psicologo americano preso e trasportato dall'altra parte del mondo per aiutare un cosmonauta sovietico... c'erano tutti gli elementi per poter gridare al capolavoro. E il fumetto mi è piaciuto, mi è piaciuto davvero tanto, giuro.
Eppure, c'è qualcosa che non va. Forse proprio le aspettative esagerate, forse le recensioni entusiaste che mi avevano preparato ad aspettarmi una di quelle letture che ti aprono la scatola cranica e il cuore e prendono residenza fissa dentro di te. Non è stato così. Non è stato così, e non so nemmeno di chi sia la colpa - se ci sia una colpa . Sicuramente l'aver diluito così tanto la lettura (ho impiegato un tempo per i miei standard infinito per portare a termine questo fumetto) e i motivi che mi hanno portato a leggere così poco hanno contribuito di molto a destabilizzarmi, a farmi perdere la concentrazione e a non piegarmi del tutto alla lettura. O forse c'è anche qualche altra cosa: sì, perché indubbiamente gli argomenti in ballo in questo fumetto erano tantissimi, le potenzialità infinite, e riuscire a tenere insieme tutto dando il giusto peso ad ogni cosa non è stato facile.
C'è tantissimo in questo fumetto, e tutto è trattato con molta cura, questo lo riconosco, ma comunque mi sembra che manchi qualche cosa. O meglio, che Bruno abbia cercato di mettere fin troppa carne al fuoco, finendo per non dedicare abbastanza attenzione ad ogni particolare.
Si parla di Storia, e si raccontano due storie, e alla fine qualche dettaglio viene a perdersi (ripeto,magari è stata solo una lettura distratta, dovuta ad un periodo particolarmente stressante), però avrei voluto di più. Avrei voluto di più su tutti i fronti: sul cosmonauta che ormai porta sulle spalle l'aspettativa di un'intera nazione, e non può cedere alla pressione sociale per sottrarsi al vessillo che si è ritrovato cucito sulle spalle. Avrei voluto di più sul giovane psicologo americano che conosce il russo e viene dal Massachussetts ma non sa guidare un trattore. Infine, avrei voluto di più sulla Storia, quella per eccellenza, che plasma e modella ogni individualità con la sua sola presenza. Invece, nonostante io riconosca la profondità della narrazione e la cura nel delineare la psicologia dei protagonisti e i piccoli dettagli di trama, qualcosa sfugge. Sfugge alle aspettative, quantomeno, perché in fondo, se non avessi sentito nessuno urlare al capolavoro, avrei trovato questo fumetto decisamente buono.

Mi è piaciuto molto lo stile grafico di Bruno (nonostante questo sia un parere da prendere totalmente con le pinze, perché leggo fumetti da molto poco e non so praticamente niente di disegno): l'ho trovato molto cinematografico, ci sono tavole struggenti ed estremamente incisive.

In linea generale, devo dire che ho trovato “Da quassù la Terra è bellissima” un fumetto estremamente audace e per molti versi decisamente ben riuscito, nonostante qualche occasione sprecata.