Elizabeth, lasciata la famiglia e l'Irlanda per vivere una vita più autonoma, deve ritornare a Dublino perché la madre è morente. La donna non può parlare, e scrive lettere alla figlia nel tentativo di riprendere il colloquio con lei interrotto anni prima. Elizabeth le legge a poco a poco, superando gli antichi dissidi, riscoprendo un intenso legame affettivo che la legava alla madre e ritrovando al tempo stesso un dialogo commosso con il fratello.

Il tipo di lettura che non amo molto perché lo trovo eccessivamente virato all'introspezione femminile di maniera. C'è tutto per farsi sentire a posto ma è quel tutto che scorre molto in superficie.