GiÓ con questo suo primo romanzo Hjalmar S÷derberg suscit˛ scandalo, guadagnandosi la fama di scrittore cinico e in qualche modo sovversivo. A distanza di pi¨ di un secolo dalla pubblicazione, rileggendo queste pagine che restano tra le pi¨ belle della letteratura a cavallo del secolo, riesce per˛ difficile credere che una storia di giovanili sviamenti - raccontati senza indulgere a facili moralismi, ma anche senz'ombra di compiacimento - potesse suscitare reazioni tanto violente. Non si fatica invece a pensare che l'accanimento dei critici fosse piuttosto sollecitato da un altro aspetto dell'opera, che ancora oggi provoca, se non scandalo, certo disagio e forse sgomento. Ed Ŕ l'acuta e netta percezione del grande vuoto che circonda l'uomo, della sua solitudine senza possibile redenzione di fronte all'esistenza e agli interrogativi che essa pone; come se fosse in viaggio, in una terra incognita, senza mappe e strumenti di orientamento, e neppure mete che valga la pena di raggiungere. (da IBS)

Ho scelto questo romanzo attirata dal titolo e poi mi era utile anche per inserirlo nella Sfida RC essendo l'autore del Nord Europa (precisamente della Svezia), per˛ alla fine tutti questi smarrimenti non li ho trovati, o almeno non erano come mi aspettavo io.
Lo stile Ŕ comunque scorrevole, asciutto e forse poco coinvolgente, e per certi versi la lettura non mi Ŕ dispiaciuta.

Trama: il protagonista Ŕ un giovane ventenne che studia per diventare un medico ed Ŕ innamorato di una ragazza, anche se poi prova attrazione per un'altra appena conosciuta. A ci˛ si aggiunge il bisogno di maggior denaro di quello che gli passa il padre e che per procurarselo si mette nei guai, da qui il suo smarrimento...

Citazioni:

Veniva sopraffatta da un brivido di angoscia ogni volta che pensava a tutto il male che il giorno dopo o il prossimo anno ci possono riservare, senza che noi lo sappiamo o possiamo far qualcosa.
Aveva soltanto sentito, come gli capitava a volte, l'impellente bisogno di stare da solo e di girovagare in mezzo alla gente, seguendo il proprio capriccio.