Quattro banditi occasionali (un pittore fallito, un disoccupato, un calciatore finito per un incidente, un giovane esaltato) rapinano la cassa di uno stadio. Non la fanno franca: il calciatore viene arrestato perché tradito dall'amante; l'operaio è smascherato a causa di un suo litigio con un tramviere e muore suicida; il pittore è ucciso dal proprietario di una imbarcazione con la quale sta tentando la fuga all'estero e l'ultimo dei quattro è arrestato dopo uno spettacolare tentativo di suicidio.

Il film di Germi è un misto tra noir, melodramma e neorealismo ed è propria questa ambiguità e incertezza a renderlo interessante perché ogni avvenimento non è mai scontato se non il cupo determinismo che i disgraziati qualsiasi cosa facciano rimangono tali e pagano duramente il loro desiderio di riscatto, anche se vanno contro la legge la solidarietà e la compassione è dalla loro parte. Altro aspetto interessante è l'uso della città, qui una Roma metropolitana e periferica che sembra una città completamente tanto è fredda, distaccata, labirintica. Eccezionali le vedute e le riprese sui casermoni. Siamo a cavallo tra il dopoguerra e il boom economico, nella terra di nessuno. Film e regista che non si sa bene ancora perché non viene recuperato e valorizzato appieno.