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Discussione: 218° MG - Ebano di R. Kapuściński

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  1. #1
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    Predefinito 218° MG - Ebano di R. Kapuściński

    Aperto...
    si inizia oggi.
    Non sono sicura che il titolo del mini gruppo vada bene, non so a che numero siamo arrivati. Minerva, ci puoi aiutare tu?

    Per ora siamo io, Spilla e Valuzza, aspettiamo fiduciose nuove adesioni.

    A domani per i primi commenti, spero.

    Francesca
    Ultima modifica di Minerva6; 08-01-2017 alle 12:23 PM. Motivo: Edit titolo

  2. #2
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    Il numero è esatto, ho corretto il cognome dell'autore, per gli accenti, ma solo per eccesso di pignoleria , ovviamente facendo copia e incolla . E vi ho messo in rilievo.
    Buona lettura

  3. #3
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    Eccomi. Stamattina ho letto le prime pagine.
    Credo sarà un'ottima lettura perché:
    - le descrizioni sono attente ma non eccessivamente lunghe, delineano ambienti e persone con precisione senza cadere nel prolisso
    - l'autore inserisce tutto: ambiente, persone, aspetti istituzionali
    - i capitoli sono brevi

    L'Africa mi interessa, ogni tanto cerco di capire cosa sia (senza mai riuscirci), perciò sono entusiasta di aver scovato questo libro e di poterlo leggere con Francesca.
    Io procederò senza fretta.
    Francesca, tu come l'hai scoperto?

  4. #4
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    Eccomi.
    Inizio rispondendo alla domanda di Spilla su come ho scoperto questo libro.
    Quest'anno per la sfida "mille libri da leggere prima di morire" ho letto "Cuore di tenebra" di Conrad.
    E' un libro che mi ha affascinato molto, sia per il contenuto che per lo stile, è stato il mio primo assaggio di Africa profonda, del cuore nero, di "tenebra" di questo immenso continente.
    Mi ha dato l'occasione per riflettere su quanto poco conosco l'Africa, questo blocco sconosciuto, impenetrabile che spesso percepiamo come un tutt'uno, ma che in realtà è qualcosa complesso e intricato, non solo nelle sue giungle e deserti immensi, ma anche nella natura dell'umanità che lo popola.
    Così quando ho visto il sondaggio per questo GL e ho letto la trama di questo libro, ho capito che faceva al caso mio.
    Non riesco molto a concentrarmi a leggere saggi, faccio fatica, non ho molta memoria, la memoria mi si fissa attraverso storie e racconti. Quindi un libro così, che si presenta come un libro che racconta una realtà attraverso incontri con persone e luoghi, sembra proprio fatto per me.
    Un'altra cosa che mi ha intrigato è che l'autore fosse polacco, mi sembrava un contrasto forte, un bianco che più bianco non si può, abituato a climi gelidi, immerso in questa negritudine e questo calore.
    E devo dire che è amore a prima vista!!!!
    Ho letto i primi due capitoli: come ha detto Spilla, stile scorrevole, descrizioni ben fatte e chiare. Ottima la divisione in piccoli capitoli e in paragrafi, aiuta moltissimo la lettura.
    Interessante il primo impatto dell'autore con i luoghi e le persone, il suo sentirsi fuori luogo, sgraziato e estraneo, pieno di paure, laddove gli "indigeni" (intesi come gente del luogo) sono a casa, con grazia e naturalezza.
    Ed ecco subito il primo incontro con Kofi Baako.
    Mi è piaciuto il racconto di questo incontro, perché kapuscinski non dà alcun giudizio, ha uno sguardo preciso e limpido, senza sovrastrutture, descrive il primo ministro della pubblica istruzione del Ghana per quello che è, nella sua ingenuità, nella sua spacconeria.
    Penso che l'autore abbia una grande capacità di cogliere l'essenza vera delle persone che incontra e di restituirla intatta al lettore, solo dal racconto del suo incontro.
    Illuminante nel II capitolo la descrizione di come gli Africani intendano la realtà, della suddivisione fra cose tangibili, cose spirituali e mondo degli antenati.
    Così come bellissimo anche la parte su come viene inteso il tempo da questi popoli, racchiuso in una frase dirompente:
    Se ci rechiamo in un villaggio dove nel pomeriggio deve tenersi una riunione e nel luogo stabilito non troviamo nessuno, non ha senso chiedere: "quando comincia la riunione?". La risposta è risaputa: "quando la gente sarà riunita"

    Per una come me che per lavoro arriva ad avere fino a 4 riunioni al giorno una frase del genere racchiude molti risvolti.

    Francesca

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  6. #5
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    Anche io sono colpita da questi aspetti dell'Africa, che ho talvolta incontrato nei racconti di qualche missionario. Una diversa concezione del tempo, del lavoro, di cosa significhi "obiettivo". Credo che avremmo tutti moltissimo da imparare dall'Africa (e invece l'Africa si sta occidentalizzando... che disastro )

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  8. #6
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    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Anche io sono colpita da questi aspetti dell'Africa, che ho talvolta incontrato nei racconti di qualche missionario. Una diversa concezione del tempo, del lavoro, di cosa significhi "obiettivo". Credo che avremmo tutti moltissimo da imparare dall'Africa (e invece l'Africa si sta occidentalizzando... che disastro )

    Ho già letto questo libro e vi seguirò con grande interesse.

    E' vero; oggi l'Africa si sta occidentalizzando, ma credo che sui lunghi tempi saremo noi ad "africanizzarci". E l'Africa tornerà a essere Africa, anche se un po' meno rispetto a oggi. Le condizioni di vita dell'Africa nera sono inimmaginabili e quando avranno assaggiato la "bella vita" non torneranno manco morti a fare quella che fanno oggi.

    I motivi di una tendenza a rovescio, secondo me, sono svariati e tutti legati l'uno all'altro: la tendenza demografica, innanzitutto, parla chiaro. Non voglio sparare cifre di cui non sono a conoscenza, ma tra qualche generazione l'Europa, come storia, come cultura, come "luogo sociale", non esisterà più. Sarà qualcosa da studiare sui libri di scuola. Nel terzo mondo si fanno cinque (?) figlia a coppia, nel primo zero virgola qualcosa. Se a questo aggiungiamo il fatto che la nostra terra è più ricca, climaticamente migliore, più adatta alle coltivazioni e ci sono condizioni sociali decisamente migliori rispetto all'inferno su terra che vediamo nei telegiornali, il conto è fatto.

    A me dispiace che l'Europa sia destinata a sparire. Così come mi dispiacerebbe se sparisse la cultura centro africana, quella iraniana, quella araba o quella cinese. Dirò una cosa originale: il mondo è bello (bellissimo) perché vario. E perdere la varietà è sempre un peccato.

    Non solo a causa di pressioni esterne l'uomo europeo sparirà. Nel breve tempo, credo, dovrà reinventarsi e avvicinarsi a quei modelli che molti guardano con gli occhi fuori dalle orbite e che invece erano i nostri di cent'anni fa. Non si può più andare avanti così, con questo modello di vita basato sull'usa e getta. Devo semplificare, diversamente scrivo fino a domattina. Non rimpiango i tempi che furono e che non ho mai visto. Anzi. Ma è indubbio che oggi, da noi, le situazioni, i contesti, i consumi, i modi di vivere siano improntati a un consumismo sfrenato che rappresenta la vera novità dei nostri tempi.

    Non è solo l'ambiente, in quanto ecosistema, a risentirne. Anzi. L'ambiente direi che se ne frega. Ha tempi talmente lunghi che le nostre scoreggine di auto e industrie di qualche decennio gli fanno un baffo. Siamo noi le vittime e i carnefici di noi stessi. Abbiamo inventato la plastica, che è un prodotto rivoluzionario meraviglioso, e la utilizziamo in modi paradossali. La plastica è un elemento praticamente infinito e noi la utilizziamo proprio a rovescio. Per il "packaging" come si dice oggi. Per le buste, gli involucri, le superfici. Che buttiamo subito. Utilizziamo un prodotto straordinario, infinito, per l'usa e getta. Stessa cosa per il vetro. A volte siamo così stupidi da non crederci. E' il modo di utilizzo della plastica a essere completamente errato, non la plastica in sè.

    Anche nei rapporti umani buttiamo tutto; i matrimoni, gli amici, i genitori.

    In Africa non si butta via niente e se vogliamo sopravvivere a loro (dal punto di vista culturale intendo) che comanderanno in Europa entro breve, dovremo tornare e essere gli africani che siamo sempre stati, mentre loro tenderanno a esserlo un po' meno.

    Scusate l'invasione, ma l'argomento è di quelli che mi appassiona.

  9. The Following User Says Thank You to Zingaro di Macondo For This Useful Post:


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