Intorno a un caso di cronaca si dipana la storia di un uomo che va ammazzando giudici e di un poliziotto che diventa il suo alter ego, in un paese del tutto immaginario e che tuttavia ricorda molto da vicino l'Italia, la Sicilia. Qui non vi sono più idee, i principi vengono calpestati, le ideologie si risolvono in mere denominazioni del gioco delle parti in politica, e su tutto domina un potere che "sempre più digrada nella impenetrabile forma di una concatenazione che approssimativamente possiamo dire mafiosa". Quello che doveva essere un "divertimento", una parodia, diviene un racconto molto serio via via che si delinea la successione di assassinii e funerali che scandisce la vita pubblica. (ibs.it)

Sciascia riesce a dare fascino letterario alle trame politiche e criminose della nostra Italia, dove tutto ciò che accade non è come pare accadere, ma ci sono più versioni e interpretazioni tanto che la "verità" che arriva a noi è solitamente quella più lontana dagli accadimenti reali. Alla fine non è importante che si giunga ad una conclusione perché l'interesse del lettore sta tutto nel comprendere come mai non si arriverà mai ad una conclusione. Parodia geniale del reale.