Francia. Venerdì 13 marzo 1758. Un giovane cavaliere percorre al galoppo la foresta che costeggia il fiume. È diretto alla casa del padre, uno dei più famosi maestri d'arme che la Francia abbia mai avuto, e nonostante una gentildonna, esperta in arti divinatorie, gli abbia sconsigliato di mettersi in viaggio in quel giorno funesto, il giovane procede tranquillo. D'un tratto uno sparo lo sfiora alla tempia, il balzo del cavallo lo scaraventa al di là della spalletta del ponte e precipita nell'acqua. A stento riesce a mettersi in salvo, mentre dalla macchia vede uscire due uomini armati. Sa di non avere nemici, chi può volere la sua morte? In un alternarsi di agguati e duelli, fughe rocambolesche e travolgenti storie d'amore, è con la perfida Fabienne, potentissima e crudele, che Ségonzac dovrà giocarsi la sua stessa felicità. (quarta di copertina)

Interessante romanzo di avventura ambientato nella Francia del Settecento, scritto molto bene. Ongaro sa tenere incollato il lettore alla pagina con continui colpi di scena, riproponendo il feuilleton ottocentesco con arguto e sapiente mestiere. Uno scrittore da riscoprire perché forse non valorizzato come sarebbe giusto fosse,