I genitori del piccolo Mario devono partire per un convegno, o forse semplicemente prendersi il tempo per capire se il loro matrimonio è arrivato al capolinea. Perciò il bambino viene lasciato alle cure di un nonno praticamente sconosciuto, un vecchio illustratore, burbero e affaccendato, che vive da molti anni a Milano. Tra quattro mura e un balcone, nell'arco di settantadue ore si svolge questo racconto affilato, il perfido e divertente scontro tra un nonno stanco e distratto e un piccolo gendarme petulante e vitalissimo. Nella partita che si gioca fra loro, tra alleanze, rivalità e giochi non sempre divertenti, è la vita che si specchia in tutte le sue forme: la vita trascorsa e quella in potenza, la vita dura e beffarda di Napoli che riaccoglie l'uomo dopo tanti anni, la vita della casa che sembra risvegliarsi piano piano, piena di echi e di fantasmi. Dopo il successo di Lacci, uno dei maestri della letteratura contemporanea torna a raccontare la durezza dei legami famigliari. E lo fa con un romanzo tesissimo, che ci fa sorridere continuamente ma non ci risparmia la dissezione precisa delle nostre paure, del nostro smarrimento di fronte alla tenacia della vita dentro e dopo di noi.

ho scelto questo libro perché l'immagine di copertina l'ha fatta un mio amico, inoltre ho conosciuto Starnone tramite l'Internazionale e da tempo volevo leggere un suo romanzo...
alla fine però non sono riuscita a farmi un'idea precisa dello scrittore e del suo stile: a tratti mi è piaciuto, in altri momenti no. Mi è piaciuto l'argomento, lo svolgersi degli eventi, il plot della storia... non ho amato la caratterizzazione dei personaggi, il bambino in particolare a tratti mi è sembrato riuscito a tratti meno, o forse solo perché descritto dalla visione del nonno e quindi incompleto... Per tutto il romanzo ho avuto come l'impressione che lo stile fosse stato troppo purificato, depurato da espressioni forse dialettali... mi sono piaciute molte metafore, ma meno la scelta lessicale...
in ogni caso è una lettura piacevole, molto breve, merita un'occasione.