In un locale, un uomo osserva una bella donna che ha tutta l'aria di aspettare ansiosamente qualcuno. Dopo avere scambiato qualche parola con un conoscente, l'uomo si avvicina a lei. Ma non si tratta di un comune abbordaggio...
Un noir incalzante, assai disturbante, psicologicamente e spesso gratuitamente crudo, narrato dal punto di vista del carnefice, il quale detiene il potere più o meno per tutta la durata del libro. E' il racconto di una tortura psicologica che parte dall'incontro - non casuale - tra due personalità notevoli e ben tratteggiate.
La prima parte, quella che si svolge nel locale, è strepitosa, poi forse dà un po' meno di quanto promette, ma mi è piaciuto comunque molto, nel suo essere terrificante. L'autore - che fa parte del collettivo Sabot, creato da Massimo Carlotto, del quale è allievo e si vede - non manca di sottolineare in maniera particolareggiata la potenza malefica della tecnologia, precisando fin dove questa può arrivare.
Si divora perché la tensione è continua. Di certo non ci si annoia. Breve e scorrevole. Consigliato, ma non a chi si lascia sconvolgere facilmente.