Molte persone ritengono che picchiare, punire, sgridare, minacciare i bambini sia una necessità educativa. Non si tratta solo di situazioni estreme e difficili, come sostengono i mass media e una certa cultura psicologica; molti genitori abusano in questo modo dei propri figli, causando loro grossi problemi di relazione con gli adulti e con il gruppo dei pari, oltre ad altre importanti difficoltà comportamentali.Questo volume si propone di allertare psicologi, insegnanti, educatori, genitori e quanti lavorano attorno a questi problemi sui danni che atteggiamenti aggressivi possono causare nei bambini, e sollecita ad essere più comprensivi, attenti e rispettosi nei confronti dei più piccoli. Il libro parte dalla descrizione storica dei metodi punitivi e di correzione dei bambini, per dimostrare che l'idea che si debba picchiare per il bene del bambino è falsa. La seconda parte del libro pone invece l'attenzione sulle conseguenze psico-fisiche e sociali e delinea gli aspetti della funzione genitoriale, della relazione adulto-bambino e della valutazione di questa relazione. Tutto il lavoro è accompagnato da schede e criteri di valutazione della funzione educativa e del rapporto adulto-bambino. (quarta di copertina)

L'argomento è delicato e importante, la lettura è interessante per l'inquadramento delle ricerche sul tema della violenza verso i minori, in particolar modo quella famigliare. Manca l'approfondimento per cui non è utile come strumento operativo.