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Vicolo Cannery

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Discussione: Steinbeck, John - Vicolo Cannery

  1. #1
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    Predefinito Steinbeck, John - Vicolo Cannery

    Ho finito giorni fa di leggere Vicolo Cannery, romanzo dello scrittore statunitense John Steinbeck pubblicato nel 1945. L'ho trovato molto gradevole.

    Si ambienta a Monterey negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, in particolare in Vicolo Cannery.
    Questo vicolo, che è un po' il protagonista del romanzo, è abitato da tipologie molto variegate di personaggi con la caratteristica comune di vivere alla giornata, persone semplici ma libere dalle convenzioni e capaci di grandi slanci di generosità. Questo romanzo è un gioiellino, è un mosaico di storie intrecciate tra loro con agrodolce umorismo.

    Incollo per voi l'incipit del libro.

    Il Vicolo Cannery a Monterey in California è un poema, un fetore, un rumore irritante, una qualità della luce, un tono, un'abitudine, una nostalgia, un sogno. Raccolti e sparpagliati nel Vicolo Cannery stanno scatole di latta e ferro e legno scheggiato, marciapiedi in disordine e terreni invasi da erbacce e mucchi di rifiuti, stabilimenti dove inscatolano le sardine coperte di ferro ondulato, bagni pubblici, ristoranti e bordelli, e piccole drogherie zeppe, e laboratori e asili notturni. I suoi abitanti sono, come disse uno una volta, «Bagasse, ruffiani, giocatori, e figli di mala femmina», e intendeva dire: tutti quanti. Se costui avesse guardato attraverso un altro spiraglio avrebbe potuto dire: «Santi e angeli e martiri e uomini di Dio», e il significato sarebbe stato lo stesso.

  2. #2
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    Predefinito Vicolo Cannery

    Ottimo romanzo. Non il migliore di Steinbeck. Un calderone di personaggi che a Cannery Road vivono la loro vita fra piccole gioie e amarezze quotidiane. Personaggi simpatici e insoliti. Personaggi che Steinbeck ogni tanto tira fuori dal suo cappello come un mago da circo.
    Ottimo romanzo, si; anche divertente, ma preferisco lo Steinbeck impegnato. Quello che è diventato col tempo il mio scrittore preferito. Quello di "Al Dio sconosciuto", "Furore", "La battaglia", "La valle dell'Eden"...

  3. #3
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  4. #4
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    Non l'ho letto ma amo molto Steinbeck, recensione e incipit mi hanno convinto a metterlo in wish!

  5. #5
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    Ho avuto un'estate talmente stressante e faticosa da smarrire persino il piacere della lettura, beh in questo devo dire di averci messo anche del mio con la scelta di una serie di libri che si è rivelata davvero pessima, perciò avevo bisogno di un libro che, non solo mi riappacificasse con la vita, ma soprattutto mi facesse riscoprire il piacere di leggere. Sono andata sul sicuro scegliendo un autore che amo. Vicolo Cannery, lo dico subito, NON è il più bel libro di Steinbeck, ma è ugualmente un buon libro. A leggerlo mi sono tornati in mente diversi libri di Pratolini su alcuni quartieri di Firenze. E' un libro che non ha una vera e propria trama, quanto piuttosto è un insieme di istantanee sugli abitanti di questo Vicolo e su alcune vicende che li vedono coinvolti. Personaggi divertenti quelli che abitano Vicolo Cannery, all'apparenza assurdi, sopra le righe, eppure a ben pensarci in ogni quartiere di qualsiasi città è possibile trovare un Mack, un Lee Chong o un Dottore. Forse oggi sarebbe più difficile però trovarvi un gofer, strano su questi animaletti ho visto tante volte dei documentari senza mai riuscire a ricordarmi questo loro strano nome, dovevo leggermi questo libro perché il nome mi si imprimesse bene nella memoria, anche questo in fondo è uno dei Meriti dei libri.
    Ultima modifica di bouvard; 10-09-2015 alle 05:46 PM.

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  7. #6
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    Steinbeck ha una lucidità di scrittura che sorprende sempre, la capacità di trasmettere messaggi, descrivere psicologie e fenomeni sociali, deninciare, anche, facendo trapelare però il tutto attraverso storielle quasi scanzonate, aneddoti su piccole cose. Rimane un Grande, dunque.
    Eppure anche io non sono riuscita ad amare alla follia questo libro. Troppo simile a Pian della Tortilla, quasi un suo proseguimento. Troppo "sgranato" , privo di trama. Troppo esasperato il ruolo di perdigiorno dei "miserabili" descritti. Non so, non mi ha coinvolto, né convinto

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