Nella Trieste del 1911, il 16enne Ernesto vive con la madre nella casa amministrata dagli zii e tutori Giovanni e Regina. Poco interessato allo studio del violino, molto supeficialmente di idee socialiste, ebreo di scarsa fede, Ernesto lavora in qualità di praticante di commercio presso Carlo Wilder, velleitario scrittore e venditore di farina all'ingrosso. Incaricato di tenere i conti e di dirigere gli operai al lavoro, il giovanottello fa amicizia con un facchino 28enne che non fatica molto a sedurlo e convincerlo a provare i piaceri omosessuali. Più per l'innata pigrizia che per fuggire a quel nuovo amico particolare, Ernesto si fa licenziare da Wilder. Ripreso lo studio del violino e il gusto per le compagnie borghesi, Ernesto in occasione di un concerto fa amicizia con Emilio Luzzato, un suo coetaneo e, improvvisatosi maestro, incomincia a frequentare la ricchissima famiglia ebrea. In casa Luzzato il nuovo venuto diviene pomo della discordia tra Emilio, detto Ilio, e la sorella gemella, Rachele. Passando al di sopra delle proprie contorte esperienze sessuali, stimolato dalla famiglia, felice di una così alta conquista, Ernesto finisce per legarsi a Rachele che gli verrà offerta in sposa.

Tratto da un romanzo autobiografico incompiuto e pubblicato postumo di Umberto Saba che porta il medesimo titolo è un film sorprendente per come tratta l'argomento dell'omosessualità e della identificazione sessuale nell'adolescenza, siamo nel 1978 ne le scene esplicite di rapporti sessuali tra un uomo adulto e un adolescente sono sicuramente anticipatorie per i tempi. Tanto anticipatore che penso sia un film pochissimo visto. Non ho letto il romanzo per cui non posso fare un confronto ma il film di Samperi è senz'altro molto interessante e con un cast di tutto rispetto.