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Discussione: Parole stonate 4

  1. #1
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    Predefinito Parole stonate 4

    Buonasera,
    volete proporre qui i vostri testi preferiti o comunque quelli che sentite il desiderio di commentare qui?
    Prego ... una proposta a ciascuno, poi cantiamo tutti insieme ...

  2. #2
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    Predefinito Ivan Graziani - Firenze (canzone triste)

    Firenze lo sai
    non è servita a cambiarla
    la cosa che ha amato di più
    è stata l’aria
    lei ha disegnato
    ha riempito cartelle di sogni
    ma gli occhi di marmo
    del Colosso Toscano
    guardano troppo lontano.
    Caro il mio Barbarossa
    studente in filosofia
    con il tuo italiano insicuro
    certe cose le sapevi dire
    oh lo so, lo so, lo so, lo so bene
    lo so, una donna da amare in due
    in comune fra te e me
    ma di tempo ce n’è in questa città
    fottuti di malinconia e di lei.
    Per questo canto una canzone triste
    triste, triste, triste come me
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei.
    Ricordo i suoi occhi
    strano tipo di donna che era
    quando gettò i suoi disegni
    con rabbia giù da Ponte Vecchio
    – io sono nata da una conchiglia – diceva
    – la mia casa è il mare
    e con un fiume, no
    non la posso cambiare -.
    Caro il mio Barbarossa
    compagno di un’avventura
    certo che se lei se n’è andata
    no, non è colpa mia
    oh lo so, lo so, lo so
    la tua vita non cambierà
    ritornerai in Irlanda
    con la tua laurea in filosofia
    ma io che farò in questa città?
    Fottuto di malinconia e di lei.
    Per questo canto una canzone triste
    triste, triste, triste come me
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei….
    Ultima modifica di alessandra; 11-07-2017 alle 03:54 PM.

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  4. #3
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    Predefinito La luce dell'est - Lucio Battisti

    La nebbia che respiro ormai
    si dirada perché davanti a me
    un sole quasi bianco sale ad est
    La luce si diffonde ed io
    questo odore di funghi faccio mio
    seguendo il mio ricordo verso est
    Piccoli stivali e sopra lei
    una corsa in mezzo al fango e ancora lei
    poi le sue labbra rosa e infine noi
    Scusa se non parlo ancora slavo
    mentre lei che non capiva disse bravo
    e rotolammo fra sospiri e "da"
    Poi seduti accanto in un'osteria
    bevendo un brodo caldo che follia
    io la sentivo ancora profondamente mia
    Ma un ramo calpestato ed ecco che
    ritorno col pensiero.
    E ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me.
    Le foglie ancor bagnate
    lascian fredda la mia mano e più in là
    un canto di fagiano sale ad est
    qualcuno grida il nome mio
    smarrirmi in questo bosco volli io
    per leggere in silenzio un libro scritto ad est
    Le mani rosse un poco ruvide
    la mia bocca nell'abbraccio cercano
    il seno bianco e morbido tra noi
    Dimmi perché ridi amore mio
    proprio così buffo sono io
    la sua risposta dolce non seppi mai!
    L'auto che partiva e dietro lei
    ferma sulla strada lontano ormai
    lei che rincorreva inutilmente noi
    Un colpo di fucile ed ecco che
    ritorno col pensiero
    e ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me

  5. #4
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    La stazione di Zima- Roberto Vecchioni



    La Stazione Di Zima

    C'è un solo vaso di gerani
    dove si ferma il treno,
    e un unico lampione
    che si spegne se lo guardi,
    e il più delle volte

    non c'è ad aspettarti nessuno,
    perché è sempre troppo presto
    o troppo tardi.
    -Non scendere- mi dici,-
    continua con me questo viaggio!-
    e così sono lieto di apprendere
    che hai fatto il cielo
    e milioni di stelle inutili
    come un messaggio,
    per dimostrarmi che esisti,
    che ci sei davvero:
    ma vedi, il problema non è
    che tu sia o non ci sia:
    il problema è la mia vita
    quando non sarà più la mia,
    confusa in un abbraccio
    senza fine,
    persa nella luce tua
    sublime,
    per ringraziarti
    non so di cosa e perché

    Lasciami
    questo sogno disperato
    di esser uomo,
    lasciami
    quest'orgoglio smisurato
    di esser solo un uomo:
    perdonami, Signore,
    ma io scendo qua,
    alla stazione di Zima.

    Alla stazione di Zima
    qualche volta c'è il sole:
    e allora usciamo tutti a guardarlo,
    e a tutti viene in mente
    che cantiamo la stessa canzone
    con altre parole,
    e che ci facciamo male
    perché non ci capiamo niente.

    E il tempo non s'innamora
    due volte
    di uno stesso uomo;
    abbiamo la consistenza lieve
    delle foglie:
    ma ci teniamo la notte, per mano,
    stretti fino all'abbandono,
    per non morire da soli
    quando il vento ci coglie:
    perché vedi, l'importante non è
    che tu ci sia o non ci sia:
    l'importante è la mia vita
    finché sarà la mia:
    con te, Signore
    è tutto così grande,
    così spaventosamente grande,
    che non è mio, non fa per me

    Guardami,
    io so amare soltanto
    come un uomo:
    guardami,
    a malapena ti sento,
    e tu sai dove sono...
    ti aspetto qui, Signore,
    quando ti va, alla stazione di Zima.

  6. #5
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    Solo noi tre? Se non arrivano altre proposte domani iniziamo i commenti

  7. #6
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    Predefinito Il testamento di Tito di De André

    Non avrai altro Dio, all'infuori di me,

    spesso mi ha fatto pensare:

    genti diverse, venute dall'est

    dicevan che in fondo era uguale.

    Credevano a un altro diverso da te,

    e non mi hanno fatto del male.

    Credevano a un altro diverso da te

    e non mi hanno fatto del male.

    Non nominare il nome di Dio,

    non nominarlo invano.

    Con un coltello piantato nel fianco

    gridai la mia pena e il suo nome:

    ma forse era stanco, forse troppo occupato

    e non ascoltò il mio dolore.

    Ma forse era stanco, forse troppo lontano

    davvero, lo nominai invano.

    Onora il padre. Onora la madre

    e onora anche il loro bastone,

    bacia la mano che ruppe il tuo naso

    perché le chiedevi un boccone:

    quando a mio padre si fermò il cuore

    non ho provato dolore.

    Quando a mio padre si fermò il cuore

    non ho provato dolore.

    Ricorda di santificare le feste.

    Facile per noi ladroni

    entrare nei templi che rigurgitan salmi

    di schiavi e dei loro padroni

    senza finire legati agli altari

    sgozzati come animali.

    Senza finire legati agli altari

    sgozzati come animali.

    Il quinto dice "non devi rubare"

    e forse io l'ho rispettato

    vuotando in silenzio, le tasche già gonfie

    di quelli che avevan rubato.

    Ma io, senza legge, rubai in nome mio,

    quegli altri, nel nome di Dio.

    Ma io, senza legge, rubai in nome mio,

    quegli altri, nel nome di Dio.

    Non commettere atti che non siano puri

    cioè non disperdere il seme.

    Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:

    poi la voglia svanisce ed il figlio rimane

    e tanti ne uccide la fame.

    Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,

    ma non ho creato dolore.

    Il settimo dice "non ammazzare"

    se del cielo vuoi essere degno.

    guardatela oggi, questa legge di Dio,

    tre volte inchiodata nel legno.

    guardate la fine di quel nazareno,

    e un ladro non muore di meno.

    Guardate la fine di quel nazareno,

    e un ladro non muore di meno.

    Non dire falsa testimonianza

    e aiutali a uccidere un uomo.

    Lo sanno a memoria il diritto divino

    e scordano sempre il perdono.

    Ho spergiurato su Dio e sul mio onore

    e no, non ne provo dolore.

    Ho spergiurato su Dio e sul mio onore

    e no, non ne provo dolore.

    Non desiderare la roba degli altri,

    non desiderarne la sposa.

    Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi

    che hanno una donna e qualcosa:

    nei letti degli altri, già caldi d'amore

    non ho provato dolore.

    L'invidia di ieri non è già finita:

    stasera vi invidio la vita.

    Ma adesso che viene la sera ed il buio

    mi toglie il dolore dagli occhi

    e scivola il sole al di là delle dune

    a violentare altre notti:

    io nel vedere quest'uomo che muore,

    madre, io provo dolore.

    Nella pietà che non cede al rancore,

    madre, ho imparato l'amore.

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  9. #7
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    Predefinito Firenze (canzone triste) - Ivan Graziani

    Iniziamo a commentare le proposte?


    Firenze lo sai
    non è servita a cambiarla
    la cosa che ha amato di più
    è stata l’aria
    lei ha disegnato
    ha riempito cartelle di sogni
    ma gli occhi di marmo
    del Colosso Toscano
    guardano troppo lontano.
    Caro il mio Barbarossa
    studente in filosofia
    con il tuo italiano insicuro
    certe cose le sapevi dire
    oh lo so, lo so, lo so, lo so bene
    lo so, una donna da amare in due
    in comune fra te e me
    ma di tempo ce n’è in questa città
    fottuti di malinconia e di lei.
    Per questo canto una canzone triste
    triste, triste, triste come me
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei.
    Ricordo i suoi occhi
    strano tipo di donna che era
    quando gettò i suoi disegni
    con rabbia giù da Ponte Vecchio
    – io sono nata da una conchiglia – diceva
    – la mia casa è il mare
    e con un fiume, no
    non la posso cambiare -.
    Caro il mio Barbarossa
    compagno di un’avventura
    certo che se lei se n’è andata
    no, non è colpa mia
    oh lo so, lo so, lo so
    la tua vita non cambierà
    ritornerai in Irlanda
    con la tua laurea in filosofia
    ma io che farò in questa città?
    Fottuto di malinconia e di lei.
    Per questo canto una canzone triste
    triste, triste, triste come me
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei
    e non c’è più nessuno
    che mi parli ancora un po’ di lei
    ancora un po’ di lei….

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  11. #8
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    Una struggente nostalgia affiora dalla canzone di Ivan Graziani, nostalgia dei tempi universitari e della ragazza che frequentavano i due amici, lei probabilmente un'artista a cui anche Firenze stava stretta, l'Arno è pur sempre un fiume e lei voleva il mare...anche "Barbarossa", soprannome dell'irlandese, se n'è andato alla fine degli studi e il protagonista è rimasto solo, con chi condividere i pensieri di ieri se chi li può capire non c'è più?

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  13. #9
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    Questa è una canzone per me bellissima, racconta una storia a cui fa da sfondo una città a cui sono legata in quanto è la città dove i miei mi portavano da piccolina a fare i primi controlli medici, ho delle foto di Firenze legate a quel periodo a cui sono molto affezionata, tra cui una foto in cui sono sommersa dai piccioni, mi ha fatto anche un ritratto un artista di strada.
    Firenze mi sembra delicata come un cristallo, ha un'atmosfera che mi trasmette malinconia pensando ad un passato che risuona tuttora in modo discreto ma vivo, che risuona in punta di piedi, senza disturbare, mi piace questo senso di riservatezza che mi trasmette questa silenziosa città, che accompagna le vicende di questi tre studenti descritti nel testo, mi piacciono i termini usati dal cantautore che parla di un sentimento profondo ma allo stesso tempo non lo descrive tantissimo, come a volerlo tenere nascosto agli altri, riservato proprio come l'aria fiorentina.

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  15. #10
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    Anch'io sono particolarmente legata a questa canzone ma è un legame recente, l'ho riscoperta dopo una gita a Firenze circa un anno e mezzo fa e da allora sono andata a cercare tutte le canzoni di Ivan Graziani, alcune non le conoscevo proprio e le trovo molto belle e interessanti, perché i suoi testi raccontano storie ben definite.
    Questa però per me rimane la n. 1; tra l'altro, casualmente, l'ho sentita stamattina dall'estetista, la quale ha commentato la sua (della canzone, non dell'estetista) età avanzata, quasi scusandosi per la stazione radio in cui era incappata per caso, invece io ero felice
    A suo tempo non mi ero soffermata bene sul testo, oggi invece trovo quasi reali questi tre studenti fuori sede, mi sembra di conoscerli e di vederli passeggiare sul Ponte Vecchio, lei con gli occhi spiritati che butta nel fiume i disegni perché la culla dell'arte non li ha apprezzati, ma in particolare mi colpisce il sentimento benevolo del protagonista (o del cantante) nei confronti del "caro" Barbarossa, nonostante abbiano condiviso con dolore la stessa donna. E poi mi piace l'ironia e l'autoironia, quando dice all'amico "ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia ... e io che farò in questa città?" Solo a lui non è rimasto niente, né la sua amata né la laurea, mancata forse perché troppo coinvolto in altre cose, ma in fondo non sembra disperato bensì tristemente rassegnato, sembra quasi una reazione tipicamente toscana. Bella storia, bellissima canzone.

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  17. #11
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    Prossimo testo "La luce dell'est" di Battisti

    La nebbia che respiro ormai
    si dirada perché davanti a me
    un sole quasi bianco sale ad est
    La luce si diffonde ed io
    questo odore di funghi faccio mio
    seguendo il mio ricordo verso est
    Piccoli stivali e sopra lei
    una corsa in mezzo al fango e ancora lei
    poi le sue labbra rosa e infine noi
    Scusa se non parlo ancora slavo
    mentre lei che non capiva disse bravo
    e rotolammo fra sospiri e "da"
    Poi seduti accanto in un'osteria
    bevendo un brodo caldo che follia
    io la sentivo ancora profondamente mia
    Ma un ramo calpestato ed ecco che
    ritorno col pensiero.
    E ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me.
    Le foglie ancor bagnate
    lascian fredda la mia mano e più in là
    un canto di fagiano sale ad est
    qualcuno grida il nome mio
    smarrirmi in questo bosco volli io
    per leggere in silenzio un libro scritto ad est
    Le mani rosse un poco ruvide
    la mia bocca nell'abbraccio cercano
    il seno bianco e morbido tra noi
    Dimmi perché ridi amore mio
    proprio così buffo sono io
    la sua risposta dolce non seppi mai!
    L'auto che partiva e dietro lei
    ferma sulla strada lontano ormai
    lei che rincorreva inutilmente noi
    Un colpo di fucile ed ecco che
    ritorno col pensiero
    e ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me

  18. #12
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    Che bello questo testo, non lo conoscevo.
    Ammetto di essere andata a leggerne il significato, ero troppo curiosa.
    Il ragazzo ricorda una breve vacanza fatta in un paese dell'est dove ha conosciuto una ragazza a cui continua a pensare, ma, passeggiando nei boschi, quindi una volta tornato a casa, un rumore improvviso lo riporta alla realtà, alla ragazza che è adesso al suo fianco, al suo presente.
    Il passato è passato, punto.
    Bellissime le similitudini tra i due soli, quello tiepido dell'est e quello rosso fuoco dei boschi, con le due ragazze.

  19. #13
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    Questa canzone mi riporta indietrissimo di anni e anni, bellissima...un quadro, se si chiudono gli occhi si vede la scena....i due che passeggiano nel bosco e lui con la mente via, si vedono i ricordi, si vede lui che si riscuote, pochi come Battisti e Mogol....
    Ultima modifica di SALLY; 11-16-2017 alle 10:33 PM.

  20. #14
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    Ho proposto questo testo perché l'ho capito solo dopo averlo ascoltato mille volte, dopo di che non sono più riuscita a separarmene mentalmente
    Le canzoni di Battisti parlano spesso di amori "multipli" e di indecisione, qui alla fine sembra avere le idee chiare.
    Bellissimo, armonioso e denso, a parte quel colpo di fucile che non mi piace proprio.

  21. #15
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Ho proposto questo testo perché l'ho capito solo dopo averlo ascoltato mille volte, dopo di che non sono più riuscita a separarmene mentalmente
    Le canzoni di Battisti parlano spesso di amori "multipli" e di indecisione, qui alla fine sembra avere le idee chiare.
    Bellissimo, armonioso e denso, a parte quel colpo di fucile che non mi piace proprio.
    Like Ale!!!!

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    Da alessandra nel forum Musicando parlando discutendone
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    Ultimo messaggio: 10-02-2017, 06:22 PM
  3. Parole stonate
    Da alessandra nel forum Musicando parlando discutendone
    Risposte: 56
    Ultimo messaggio: 08-07-2017, 10:55 PM
  4. Usare le parole appropriate.
    Da Reid nel forum Amici
    Risposte: 36
    Ultimo messaggio: 12-22-2015, 01:06 PM
  5. Parole
    Da Apart nel forum Salotto letterario
    Risposte: 141
    Ultimo messaggio: 05-11-2011, 03:57 PM

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