Brooklyn, ai giorni nostri. Durante una tempesta di neve, Richard Bowmaster, professore universitario spigoloso e riservato, tampona la macchina di Evelyn
Ortega, una giovane donna emigrata illegalmente dal Guatemala. Quello che sembra solo un banale incidente prende tutt’altra piega quando Evelyn si presenta
a casa del professore per chiedere aiuto. Smarrito, Richard si rivolge alla vicina, che conosce a malapena, Lucía Maraz, una matura donna cilena con una
vita complicata alle spalle. Lucía, Evelyn e Richard, tre persone molto diverse tra loro, si ritrovano coinvolte in un thriller dalle conseguenze imprevedibili.
Tre destini che Isabel Allende incrocia per dare vita a un romanzo mozzafiato e molto attuale sull’emigrazione e l’identità americana, le seconde opportunità
e la speranza che, oltre l’inverno, ci aspetti sempre un’invincibile estate.

Lucia, Richard, Evelyn. Tre vite diverse ma infondo simili, tre sofferenze non del tutto sopite, tre destini che si incrociano per caso in un week-end di tormenta nella Brooklin paralizzata dalla neve di inizio 2016.
Lucia è una sessantaduenne cilena che, dopo una vita di sofferenze e di perdite, vuole vivere a pieno i giorni, i mesi, gli anni che le restano, con la consapevolezza che saranno sempre meno di quelli che vorrebbe a sua disposizione.
Richard è un uomo routinario, ipocondriaco, che vorrebbe avere sotto controllo tutto ciò che lo circonda per non dover più essere sorpreso dagli inconvenienti della vita. I sentimenti per lui sono off limits e vorrebbe arrivare al giorno della sua morte nel modo più ordinario possibile, anzi, sarebbe contento se potesse decidere lui quando e come morire. Due vite che si guardano, si osservano e probabilmente non avrebbero mai il coraggio di avvicinarsi, se non fosse che una sera… una buffa ragazzetta balbuziente, Evelyn Ortega, sconvolge, suo malgrado, le loro esistenze con tutto il suo carico di segreti e sofferenze coinvolgendoli in un’avventura dalla dubbia legalità, ma che li porterà inevitabilmente a conoscersi di più.
Un libro che tratta temi importanti come l’immigrazione, la violenza sulle donne, l’arrivo della vecchiaia, i sentimenti… Non si tratta proprio di una storia originalissima, la Allende affronta questi argomenti in altri suoi libri, ma in “Oltre l’inverno” riesce ad imbastire una storia che è un po’ thriller e un po’ romanzo d’amore e che fa emozionare. Isabel Allende racconta la sofferenza passata e presente con la delicatezza di chi ha provato il dolore sulla propria pelle e con la forza di chi si è rialzato ed affronta la vita ogni giorno con passione e tenacia. Attraverso le vite di Lucia, Richard ed Evelyn l’autrice ci guida nel sondare il mondo dei soprusi di chi è costretto a fuggire lontano dal proprio Paese, quello del dolore e del senso di colpa per un errore che ha cambiato la vita sua e di chi gli è vicino, quello di chi ha voglia di riappropriarsi della sua vita e magari di innamorarsi ancora. Un buon libro, dunque, che si fa leggere agevolmente e che lancia un messaggio di speranza: insieme si può superare l’inverno e vivere ancora una nuova estate. A dispetto del freddo ispirato dalle atmosfere innevate, queste pagine scaldano il cuore.