Ivano, rimasto vedovo di recente, si reca ai Caraibi da Lorenzo, il fratello estroverso e incostante. Ma perché decide di andarci soltanto adesso che è solo, sebbene una vacanza da quelle parti fosse il sogno di sua moglie Sofia? I due hanno avuto una figlia, Anna, oggi una donna adulta alle prese con una relazione controversa e con il dolore dovuto alla perdita della madre.
Si tratta di un romanzo introspettivo che narra le vicissitudini esteriori e interiori di questa famiglia, scavando nel presente e nel passato.
Se dapprincipio non mi ha coinvolto molto perché mi sembrava troppo descrittivo, anche se molto ben scritto, e non capivo dove volesse andare a parare, pian piano si dipana una storia individuale - di ciascuno - e familiare densa e ricca di punti oscuri.
Le domande che ci si pone sono tante: prevale l'amore o il risentimento? E' possibile perdonare, in certi casi, e continuare a voler bene, ai vivi e ai morti? Non posso dire di più.
In fin dei conti, mi è piaciuto molto. E' un romanzo malinconico, che mette a nudo l'animo umano senza ipocrisie, che fa un po' riflettere, un po' commuovere e talvolta sorridere. E tiene compagnia. Bellissima la metafora del nuoto e della luce, che dà il titolo al libro.
Consigliato.