No. Non saprete tutto quello che avete sempre voluto sapere delle tecniche di Moretti, delle astuzie di Wong Kar-wai: saprete molto di più, avrete la possibilità di provare il loro stato d’animo e la peculiarità del loro tocco – dalla prefazione di Gilles Jacob

A partire dal 1991 il Festival di Cannes ha chiesto ogni anno a un regista di tenere una “Lezione di cinema”, raccontando il suo lavoro, i suoi metodi e le sue ossessioni. Sedici registi si sono succeduti fino a oggi e se esistesse da qualche parte una “università mondiale del cinema”, questo gruppo di insegnanti costituirebbe un corpo accademico d’eccezione.
Le voci sono diverse per idee, stile e tono, eppure nell’insieme è come trovarsi di fronte a un’orchestra in cui ciascuno propone variazione su temi comuni.
Un libro entusiasmante per chiunque ami il cinema, un libro che “si divora” per il tono piacevolmente discorsivo e intimo di racconti ricchi di aneddoti, humour, autoironia e dichiarazioni spesso rivelatorie, talvolta forse involontarie.
Uno sguardo dietro le quinte guidato dalle narrazioni di maestri del cinema che rievocano i loro inizi, il rapporto con gli attori, le vicende produttive dei film, il lavoro sul set, in una parola la loro “idea di cinema”. Una galleria di autoritratti di registi che si raccontano e al contempo, forse senza volerlo, si svelano. Con veri e propri tocchi da maestro.

Sedici maestri del cinema mondiale si raccontano, svelando aneddoti, ossessioni e la loro idea di cinema, in un’affascinante galleria di autoritratti che è, nel suo insieme, una memorabile lezione di cinema a più voci. Ed ecco chi sono gli illustri protagonisti che questo libro ospita, “in ordine di apparizione” dal 1991 al 2006:
Francesco Rosi, Wim Wenders, Bertrand Tavernier, Volker Schlöndorff, André Delvaux, Andrej Koncalovskij, Milos Forman, Youssef Chahine, Theo Angelopulos, Agnès Varda, Wong Kar-wai, Nanni Moretti, Oliver Stone, Stephen Frears, Ousmane Sembene, Sydney Pollack.

Con una prefazione di Gilles Jacob. Tutte le lezioni sono introdotte da un profilo biografico del regista



Troppo brevi e informali queste lezioni, io direi più pillole che lezioni. Lasciano comunque la voglia di approfondire il mestiere del regista. Un'iniziativa editoriale piacevole ma che lascia il tempo che trova.