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Discussione: 35° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #16

    Predefinito

    Poesia di Andrea DiLorenzo

    Il vento che ti scompiglia i capelli
    ti fa voltare in tutte le direzioni
    così distrattamente la vita ti circonda
    tra ambigui venditori di rose
    cinici ladri di consensi
    che regalano qualche magra risata
    al bar dell'angolo
    qualche grosso piccione dalle ali arrugginite
    e un'improbabile coppia di cani randagi
    che ringhiano mentre si contendono un paio di mozziconi.
    Più in là un vecchio suona il violino
    con il suo archetto snodato
    stride e bacchetta la suscettibilità
    delle bocche dei passanti sbadati
    che fino a qualche momento
    prima lo avevano ignorato
    Un mendicante ci guarda morente
    e ci scruta dall'alto in basso
    mentre una bambina sorridendo
    ti chiede se puoi lanciarle la palla
    che è finita dalle tue parti.
    Eppure tu sei cieca
    continui a guardare le vetrine estasiata
    rapita in una bolgia di emozioni
    sorridi ai manichini
    e dimentichi tutto per un'ora
    quando finalmente a casa
    la pelle calza la tua pelle.
    Ma, poi, quando ormai gli occhi
    non vedono altro che inutili oggetti
    ordinari e fuori moda
    ritorni con la mente
    a quando eri bambina
    quando ancora ti meravigliavi di tutto
    e ti piaceva costruire castelli di sabbia
    mentre il sole ti accecava la vista
    ti passava un granchietto sulla mano
    e il solletico ti provocava una frenetica
    risata di gioia che oscurava tutto il resto.
    A volte, quando il tuo sguardo è nel vuoto
    ti vedo tornare su quella spiaggia
    e come in preda a una sconosciuta malattia
    dell'anima cerchi di risalire a galla
    per prendere un po' di respiro
    e se incominci a cercare un fuoco che arda
    al di là del fossato che tu stessa hai costruito
    e se qualche volta il braccio pesca un frammento
    della tua essenza nascosta e perduta
    la lasci cadere in mezzo a
    nuovi e futili desideri
    Così ogni volta ti vedo tornare tra
    i tuoi manichini ciechi e inanimati.
    Ultima modifica di alessandra; 01-31-2018 alle 06:09 PM.

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  • #17
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    una potenza al limite della brutalità, che ti lascia senza fiato, incatenato alle immagini evocate; che sono un tutt'uno coi sentimenti che rappresentano, schiacciandoti indifeso sotto qualcosa di immensamente più grande di te, ma al contempo innaturato nell'essere umano, che non può sfuggire alla dimostrazione disarmante quanto ralistica, di quella che è la propria natura.
    un modo di esprimersi che credo solo nei testi psichedelici post 68ini si possa rintracciare, testi che io, forse ingenuamente, ritengo abbiano accompagnato la formazione della nostra Elisa ... creando quello splendido essere che abbiamo il privilegio di avere con noi sul Forum.
    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    ...m'incuriosisce questa tua valutazione "post 68ini"...
    C'è forse una corrente poetico/letteraria che ignoro? Oppure è una tua geniale intuizione?
    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    personalmente, un'esposizione così sensoriale e diretta, ma al contempo multicolore, senza filtri di maniera condizionati da un attuale politically correct, mi ha riportato a quelle esperienze così vive di anni giovanili di quell'epoca.
    generi che possano esserti sfuggiti non ve ne sono certamente: si tratta di come quel periodo é stato da me percepito e assorbito, e di come io comunque ritenga abbia influito su quanto ne é seguito.
    ovvio poi, ma non serve ripeterlo dato che qui tutti ben sappiamo che le poesie hanno effetti e interpretazioni diverse tra i vari lettori, persino divergenti dalle intenzioni degli autori, che quanto ho scritto riguarda il mio esclusivo pensiero e sentire.
    che facilmente, data la mia pochezza, può non corrispondere a quello altrui, come pure la mia sensazione sulla nostra carissima Eli (che in tal caso spero di non aver offeso!).

    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    ...c'è sempre da imparare... caro Hot, ti ringrazio per questa tua lettura della poesia in questione.
    Sai che rileggendola, con il tuo sorprendente punto di vista, ho capito cosa hai voluto dire?...e la cosa bella è che concordo in pieno con la tua analisi...ma qui stiamo già anticipando i commenti alle poesie ed Alessandra ci bacchetta...
    in effetti mi avete spiazzato commentando anticipatamente quello che ho postato, ma siccome qui la mod è alessandra lascio a lei bachettarvi , per quanto mi riguarda osserverò il silenzio stampa fino al mio turno di replica

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  • #18
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    Ho dimenticato la bacchetta. Quando arriverà il momento ci riagganceremo ai vostri commenti. Però ora zitti

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  • #19
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    Partiamo con la poesia di HOT


    R. I. P.

    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermir planano
    tozzi di pane che pei voraci rostri dalle tue tasche estrai

    con buffi balzi l'orme mie infanti rifugiar nelle tue tento
    e le migliori pietre scovi, da far del mar sull'onde all'infinito
    miracolosamente agli occhi miei basiti cavalcar

    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel teco mi aiuti
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io che di capire ancor non abbisogno…
    tutto in una preziosa urna nel mio cor ripongo


    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalle bisacce offriamo

    forte il passo e ben sicuro, in quelle tue le orme mie ricalco
    molteplici balzi nell'ottener con gran perizia or destro,
    tra le onde del mar sapientemente scelti sassi scaglio

    mano nella man in cima al molo
    come un sol uomo braccia al ciel leviamo
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io rapito che di capire anelo un dì…
    tutto séguito nella preziosa urna a conservar


    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalla bisaccia porgo

    fragile, il passo incerto, l'orme mie ampie impotente aneli
    dei lanci miei magnifici verso l'onde mesto spettatore
    orfane t'invocano avvilite, pietre che più mai raccoglierai

    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel meco ti aiuto
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io basito che di capir mi adopro …
    colma ormai nel core mio l'urna preziosa


    mare inquieto; io solingo sulla ciottolosa riva
    e tacito, da dispettosa brezza gelida sferzato,
    gabbiani, delusi al mistico plumbeo cielo appesi
    null'io sortendo pei voraci rostri lor dalle mie tasche

    mie le solitarie orme, deserte inconsolabili compagne
    belli sol per me, apprensivi, fànsi con rivalità pugnace i sassi,
    nella tema che gnun mortale più, sulle onde a cavalcar li lanci

    al ciel le braccia in cima al molo levo
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    ben in fronte agli occhi miei, ciechi,
    sempre fu la verità agognata: stolto!


    l'urna d'amor colmata, dal contrito core estraggo
    alla brezza all'acqua al mar le ceneri tue cospargo
    libero ai sassi ai gabbiani e al plumbeo ciel restituito

    grate s'attardano per un istante, incerte,
    d'un ultimo divin messaggio ancor latrici
    in guisa di vaga forma ectoplasmatica inglobate
    nebbiosa ombra che al fianco mio tepida indugia

    teneramente la mia tremante mano afferri,
    come un sol uomo le braccia al ciel leviamo,
    druidico rito rinnovando, l'ultima ma sempiterna volta
    natura è vita nostra; che per tramite sore' morte si perpetua.


    meschin mortale io, tapino di capacitarmi stento:
    della vita nelle onde inquiete e sconosciute
    tra i candidi alati nel mistico cielo in volo
    sul percoso ciottoloso dei miei giorni,
    l'orme tue vo' indomito cercando ognor




    hot

  • #20

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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Partiamo con la poesia di HOT


    R. I. P.

    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermir planano
    tozzi di pane che pei voraci rostri dalle tue tasche estrai

    con buffi balzi l'orme mie infanti rifugiar nelle tue tento
    e le migliori pietre scovi, da far del mar sull'onde all'infinito
    miracolosamente agli occhi miei basiti cavalcar

    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel teco mi aiuti
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io che di capire ancor non abbisognoÂ…
    tutto in una preziosa urna nel mio cor ripongo


    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalle bisacce offriamo

    forte il passo e ben sicuro, in quelle tue le orme mie ricalco
    molteplici balzi nell'ottener con gran perizia or destro,
    tra le onde del mar sapientemente scelti sassi scaglio

    mano nella man in cima al molo
    come un sol uomo braccia al ciel leviamo
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io rapito che di capire anelo un dì…
    tutto séguito nella preziosa urna a conservar


    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalla bisaccia porgo

    fragile, il passo incerto, l'orme mie ampie impotente aneli
    dei lanci miei magnifici verso l'onde mesto spettatore
    orfane t'invocano avvilite, pietre che più mai raccoglierai

    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel meco ti aiuto
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io basito che di capir mi adopro Â…
    colma ormai nel core mio l'urna preziosa


    mare inquieto; io solingo sulla ciottolosa riva
    e tacito, da dispettosa brezza gelida sferzato,
    gabbiani, delusi al mistico plumbeo cielo appesi
    null'io sortendo pei voraci rostri lor dalle mie tasche

    mie le solitarie orme, deserte inconsolabili compagne
    belli sol per me, apprensivi, fÃ*nsi con rivalitÃ* pugnace i sassi,
    nella tema che gnun mortale più, sulle onde a cavalcar li lanci

    al ciel le braccia in cima al molo levo
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    ben in fronte agli occhi miei, ciechi,
    sempre fu la veritÃ* agognata: stolto!


    l'urna d'amor colmata, dal contrito core estraggo
    alla brezza all'acqua al mar le ceneri tue cospargo
    libero ai sassi ai gabbiani e al plumbeo ciel restituito

    grate s'attardano per un istante, incerte,
    d'un ultimo divin messaggio ancor latrici
    in guisa di vaga forma ectoplasmatica inglobate
    nebbiosa ombra che al fianco mio tepida indugia

    teneramente la mia tremante mano afferri,
    come un sol uomo le braccia al ciel leviamo,
    druidico rito rinnovando, l'ultima ma sempiterna volta
    natura è vita nostra; che per tramite sore' morte si perpetua.


    meschin mortale io, tapino di capacitarmi stento:
    della vita nelle onde inquiete e sconosciute
    tra i candidi alati nel mistico cielo in volo
    sul percoso ciottoloso dei miei giorni,
    l'orme tue vo' indomito cercando ognor




    hot

    Ciao, premetto che a me Hot sta molto simpatico e anche che mi identifico in lui, o, per meglio dire, con il suo spirito poetico - per quel poco che ho letto di suo - (sia commenti, che poesie).
    Tempo fa lessi una sua poesia che mi era piaciuta, non ricordo se glielo dissi, poiché quelle poche volte che sono passato da queste parti non ho partecipato alla discussione. Faccio questa premessa perché devo dare un giudizio negativo, non riguardo il contenuto, ma sullo stile che è troppo antico.
    Faccio presente che anche io scrivevo più o meno così prima, ossia usavo parole un po' in disuso o troppo "pompose", ho scritto anche qualcosa in rima ecc.; poi, però, da quando qualcuno me l'ha fatto notare (a volte, anche in malo modo xD) sto cercando di rimanere al passo con i tempi.
    Spero non se la prenda a male, non è un consiglio, ma una semplice osservazione che, ripeto, a suo tempo è stata fatta anche a me.

    Tra l'altro, stavo leggendo il poeticforum precedente e concordo con quello che dice Hot sulla poesia, cioè che si deve distinguere dalla prosa per qualcosa, deve avere una sua peculiaritÃ*, altrimenti la poesia sarebbe solo uno scritto in prosa con tanti a capo messi a caso qui e lÃ*.
    Però la cosa difficile della poesia contemporanea è proprio questa, come mi faceva notare un amico

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  • #21
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    Citazione Originariamente scritto da Andrea Dilorenzo Vedi messaggio
    Ciao, premetto che a me Hot sta molto simpatico e anche che mi identifico in lui, o, per meglio dire, con il suo spirito poetico - per quel poco che ho letto di suo - (sia commenti, che poesie).
    Tempo fa lessi una sua poesia che mi era piaciuta, non ricordo se glielo dissi, poiché quelle poche volte che sono passato da queste parti non ho partecipato alla discussione. Faccio questa premessa perché devo dare un giudizio negativo, non riguardo il contenuto, ma sullo stile che è troppo antico.
    Faccio presente che anche io scrivevo più o meno così prima, ossia usavo parole un po' in disuso o troppo "pompose", ho scritto anche qualcosa in rima ecc.; poi, però, da quando qualcuno me l'ha fatto notare (a volte, anche in malo modo xD) sto cercando di rimanere al passo con i tempi.
    Spero non se la prenda a male, non è un consiglio, ma una semplice osservazione che, ripeto, a suo tempo è stata fatta anche a me.

    Tra l'altro, stavo leggendo il poeticforum precedente e concordo con quello che dice Hot sulla poesia, cioè che si deve distinguere dalla prosa per qualcosa, deve avere una sua peculiaritÃ*, altrimenti la poesia sarebbe solo uno scritto in prosa con tanti a capo messi a caso qui e lÃ*.
    Però la cosa difficile della poesia contemporanea è proprio questa, come mi faceva notare un amico
    ...ma questo non è Hot...
    ...è Cino da Pistoia, in puro dolce Stilnovo...
    Non puoi capire, Andrea, se non ci stai dentro...

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  • #22

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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    ...ma questo non è Hot...
    ...è Cino da Pistoia, in puro dolce Stilnovo...
    Non puoi capire, Andrea, se non ci stai dentro...

    mi impegnerò

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  • #23
    La nina silencio
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    Com'è musicale questa poesia, sembra un coro greco, con le strofe che si ripetono.
    Questa ripetitività dona ritmo e induce a continuare la lettura, come le onde che si infrangono, tornano indietro e si rinfrangono.
    Quasi quasi dispiace quando termina.

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  • #24
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    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
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    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel teco mi aiuti
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

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    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalle bisacce offriamo

    forte il passo e ben sicuro, in quelle tue le orme mie ricalco
    molteplici balzi nell'ottener con gran perizia or destro,
    tra le onde del mar sapientemente scelti sassi scaglio

    mano nella man in cima al molo
    come un sol uomo braccia al ciel leviamo
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io rapito che di capire anelo un dì…
    tutto séguito nella preziosa urna a conservar


    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalla bisaccia porgo

    fragile, il passo incerto, l'orme mie ampie impotente aneli
    dei lanci miei magnifici verso l'onde mesto spettatore
    orfane t'invocano avvilite, pietre che più mai raccoglierai

    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel meco ti aiuto
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io basito che di capir mi adopro …
    colma ormai nel core mio l'urna preziosa


    mare inquieto; io solingo sulla ciottolosa riva
    e tacito, da dispettosa brezza gelida sferzato,
    gabbiani, delusi al mistico plumbeo cielo appesi
    null'io sortendo pei voraci rostri lor dalle mie tasche

    mie le solitarie orme, deserte inconsolabili compagne
    belli sol per me, apprensivi, fànsi con rivalità pugnace i sassi,
    nella tema che gnun mortale più, sulle onde a cavalcar li lanci

    al ciel le braccia in cima al molo levo
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    ben in fronte agli occhi miei, ciechi,
    sempre fu la verità agognata: stolto!


    l'urna d'amor colmata, dal contrito core estraggo
    alla brezza all'acqua al mar le ceneri tue cospargo
    libero ai sassi ai gabbiani e al plumbeo ciel restituito

    grate s'attardano per un istante, incerte,
    d'un ultimo divin messaggio ancor latrici
    in guisa di vaga forma ectoplasmatica inglobate
    nebbiosa ombra che al fianco mio tepida indugia

    teneramente la mia tremante mano afferri,
    come un sol uomo le braccia al ciel leviamo,
    druidico rito rinnovando, l'ultima ma sempiterna volta
    natura è vita nostra; che per tramite sore' morte si perpetua.


    meschin mortale io, tapino di capacitarmi stento:
    della vita nelle onde inquiete e sconosciute
    tra i candidi alati nel mistico cielo in volo
    sul percoso ciottoloso dei miei giorni,
    l'orme tue vo' indomito cercando ognor






    devo confessare che non sa da che parte prendere questa poesia, così lunga, con caratteri così piccoli, con questo titolo che già definiva il contenuto. L'ho "annusata" più volte e più volte l'ho abbandonata fino a capire che la dovevo rendere più amichevole al mio modo di approcciare un testo poetico e così ho fatto. Rendendo i caratteri più grandi l'ho resa più accessibile alla mia sensibilità (che parolona) poetica.
    Il primo passo è fatto, il secondo sarà leggerla e il terzo commentarla

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  • #25
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
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    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermir planano
    tozzi di pane che pei voraci rostri dalle tue tasche estrai

    con buffi balzi l'orme mie infanti rifugiar nelle tue tento
    e le migliori pietre scovi, da far del mar sull'onde all'infinito
    miracolosamente agli occhi miei basiti cavalcar

    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel teco mi aiuti
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io che di capire ancor non abbisogno…
    tutto in una preziosa urna nel mio cor ripongo


    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalle bisacce offriamo

    forte il passo e ben sicuro, in quelle tue le orme mie ricalco
    molteplici balzi nell'ottener con gran perizia or destro,
    tra le onde del mar sapientemente scelti sassi scaglio

    mano nella man in cima al molo
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    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io rapito che di capire anelo un dì…
    tutto séguito nella preziosa urna a conservar


    mare inquieto; noi solinghi sulla ciottolosa riva
    e taciti, da dispettosa brezza gelida sferzati,
    gabbiani, dal mistico cielo plumbeo a ghermire planano
    tozzi di pane che ai voraci rostri dalla bisaccia porgo

    fragile, il passo incerto, l'orme mie ampie impotente aneli
    dei lanci miei magnifici verso l'onde mesto spettatore
    orfane t'invocano avvilite, pietre che più mai raccoglierai

    mano nella man in cima al molo
    levar le braccia al ciel meco ti aiuto
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    e io basito che di capir mi adopro …
    colma ormai nel core mio l'urna preziosa


    mare inquieto; io solingo sulla ciottolosa riva
    e tacito, da dispettosa brezza gelida sferzato,
    gabbiani, delusi al mistico plumbeo cielo appesi
    null'io sortendo pei voraci rostri lor dalle mie tasche

    mie le solitarie orme, deserte inconsolabili compagne
    belli sol per me, apprensivi, fànsi con rivalità pugnace i sassi,
    nella tema che gnun mortale più, sulle onde a cavalcar li lanci

    al ciel le braccia in cima al molo levo
    natura è vita che invernale oblio espiato
    per tramite sore' morte si rinnova;

    ben in fronte agli occhi miei, ciechi,
    sempre fu la verità agognata: stolto!


    l'urna d'amor colmata, dal contrito core estraggo
    alla brezza all'acqua al mar le ceneri tue cospargo
    libero ai sassi ai gabbiani e al plumbeo ciel restituito

    grate s'attardano per un istante, incerte,
    d'un ultimo divin messaggio ancor latrici
    in guisa di vaga forma ectoplasmatica inglobate
    nebbiosa ombra che al fianco mio tepida indugia

    teneramente la mia tremante mano afferri,
    come un sol uomo le braccia al ciel leviamo,
    druidico rito rinnovando, l'ultima ma sempiterna volta
    natura è vita nostra; che per tramite sore' morte si perpetua.


    meschin mortale io, tapino di capacitarmi stento:
    della vita nelle onde inquiete e sconosciute
    tra i candidi alati nel mistico cielo in volo
    sul percoso ciottoloso dei miei giorni,
    l'orme tue vo' indomito cercando ognor






    devo confessare che non sa da che parte prendere questa poesia, così lunga, con caratteri così piccoli, con questo titolo che già definiva il contenuto. L'ho "annusata" più volte e più volte l'ho abbandonata fino a capire che la dovevo rendere più amichevole al mio modo di approcciare un testo poetico e così ho fatto. Rendendo i caratteri più grandi l'ho resa più accessibile alla mia sensibilità (che parolona) poetica.
    Il primo passo è fatto, il secondo sarà leggerla e il terzo commentarla

    ti ringrazio tantissimo per l'attenzione che mi dedichi, sperando di non lasciarti delusa.
    purtroppo la pubblicazione in caratteri piccoli é frutto di un mio goffo tentativo di lasciare intatte le righe del componimento, aggirando l'impaginazione forzata dalla ridotta larghezza del monitor...
    goffo perché evidentemente così ho scoraggiato la lettura in un altro modo.
    mi scuso rivendicando la buona fede.
    grazie comunque.


  • #26
    Motherator
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    intanto hai fatto delle scelte stilistiche ben precise, lo strofare ad esempio e il porre l'azione, la parte verbale alla fine di ogni verso, come se solo alla fine si potesse/dovesse scoprire il tuo pensiero, questo crea un'apnea piacevole/spiacevole a seconda di cosa si va a svelare alla fine

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  • #27
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da Ondine Vedi messaggio
    Com'è musicale questa poesia, sembra un coro greco, con le strofe che si ripetono.
    Questa ripetitività dona ritmo e induce a continuare la lettura, come le onde che si infrangono, tornano indietro e si rinfrangono.
    Quasi quasi dispiace quando termina.
    sono le onde, che ci comunicano il cuore del mare
    come le sinusoidi del tracciato cardiaco nel monitor presso il nostro letto...


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  • #28
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    Complimenti Hot
    Sei riuscito perfettamente a riportarmi nel mondo del "dolce stilnovo", mondo poetico che apprezzo in particolar modo...come tu ben sai
    Sicuramente i più recenti "aficionados" del poetiforum non hanno "afferrato" il senso di qualche "nostro" post precedente...
    Se vorrai, caro Cino da Pistoia, potrai "illuminare" un pochino gli altri nostri cari amici della poesia...
    In merito alla tua composizione, amico mio, esprimo il seguente giudizio: mi piace.
    Mi piace la musicalità delle parole. Mi piace la progressione e l'enfasi delle strofe. Mi piace l'assonanza e la rimembranza dei versi immortali del Petrarca di "Solo e pensoso..."
    Ma qui, vinci facile, visto il mio debole per il grande poeta.
    L'unica pecca, se così posso dire, è la lunghezza...ma anche questo rientra nei miei canoni di gradimento, perciò è una "mia" pecca...
    Sul "ciottoloso" mi sono già espresso e sarà mia cura intraprendere una battaglia con l'Accademia della Crusca affinché gli dia pari dignità di "petaloso"...
    L'esperta Ondine mi "ha bruciato" il parallelo con la tipica costruzione lessicale del "coro greco", ma colgo l'occasione per sottolineare la sua fine competenza in materia...
    In ultima analisi, "i candidi alati nel mistico cielo in volo" che ti accompagnano ogni giorno nella ricerca mistica, mi confermano la tua grande sensibilità spirituale...

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  • #29

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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
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    Sei riuscito perfettamente a riportarmi nel mondo del "dolce stilnovo", mondo poetico che apprezzo in particolar modo...come tu ben sai
    Sicuramente i più recenti "aficionados" del poetiforum non hanno "afferrato" il senso di qualche "nostro" post precedente...
    Se vorrai, caro Cino da Pistoia, potrai "illuminare" un pochino gli altri nostri cari amici della poesia...
    In merito alla tua composizione, amico mio, esprimo il seguente giudizio: mi piace.
    Mi piace la musicalità delle parole. Mi piace la progressione e l'enfasi delle strofe. Mi piace l'assonanza e la rimembranza dei versi immortali del Petrarca di "Solo e pensoso..."
    Ma qui, vinci facile, visto il mio debole per il grande poeta.
    L'unica pecca, se così posso dire, è la lunghezza...ma anche questo rientra nei miei canoni di gradimento, perciò è una "mia" pecca...
    Sul "ciottoloso" mi sono già espresso e sarà mia cura intraprendere una battaglia con l'Accademia della Crusca affinché gli dia pari dignità di "petaloso"...
    L'esperta Ondine mi "ha bruciato" il parallelo con la tipica costruzione lessicale del "coro greco", ma colgo l'occasione per sottolineare la sua fine competenza in materia...
    In ultima analisi, "i candidi alati nel mistico cielo in volo" che ti accompagnano ogni giorno nella ricerca mistica, mi confermano la tua grande sensibilità spirituale...

    ah ho capito, quindi l'ha fatto di proposito? Hot spiegatemi, perché io non ho frequentato molto il forum, anzi pochissimo, e manco anche da tanto

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  • #30
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    ...
    Sul "ciottoloso" mi sono già espresso e sarà mia cura intraprendere una battaglia con l'Accademia della Crusca affinché gli dia pari dignità di "petaloso"...
    ...
    rimanendo per il momento sul faceto, ti ringrazio per il graditissimo accostamento del mio “ciottoloso” coll’oggi in gran voga “petaloso”.
    vorrei in effetti essere un grande, come quel ragazzino -omonimo di un politico odierno col quale in comune ho fortunatamente solo la conterraneità dei miei avi paterni-, inventore di tale nuovo vocabolo.
    purtroppo “ciottoloso” esiste invece da sempre, e il mio merito/(pecca?) consiste solo nell’averlo estratto da un cassetto polveroso…

    (NB: potevo sostituire ciottoli con sassi pietre ghiaia -da cui i senza dubbio più usuali sassoso pietroso ghiaioso- ma mi serviva sottolineare la particolarità della levigatura esercitata dall’acqua: quindi i “ciottoli” -coll’inevitabile, malandrino, “ciottoloso”- facevano proprio per la mia location).

    Attendendo altri post degli amici forumlibrosi prima di intervenire sulla mia poesia, approfitto per ringraziare tutti dell’attenzione ad essa dedicata, sia per le belle parole come per le gentili critiche, che sono la base per migliorarmi.


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