Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che
ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i "lecconi", i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti
di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente
il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a
osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell'"abitudine
di restare" si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.

Cos’è “Notti in bianco, baci a colazione”? Oltre che un titolo già tenerissimo di per sé, è un libro che racconta la quotidianità, la normalità di una famiglia composta da un padre premuroso e presente che lavora da casa, una madre anche lei presente che spesso lavora di notte, da un indeterminato numero di cani e da tre figlie carinissime.
Sono Virginia, Ginevra e Melania, con età, esigenze ed abitudini diverse, l’anima di questo libro e delle giornate di Matteo e Paola. In un “diario di bordo” fatto di note su un Ipad, Matteo racconta le piccole gioie quotidiane, gli incontri fugaci, le incombenze familiari, le domande a bruciapelo che portano ad interrogarsi sul senso della vita. E’ di questa calda intimità, delle coccole e dei dialoghi semplici delle persone comuni, della solidarietà di una barista, della visione alternativa di un padre di famiglia dal medico, del cuore di una ragazza non proprio bionda che abbiamo bisogno; è in questo che sta la poca bellezza rimasta nel nostro mondo. Un libro che intenerisce e scalda, una lettura piacevole, divertente e profondissima. Consigliato a tutti.