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copertina libro

Leggere Lolita a Teheran

Mostra risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Nafisi, Azar - Leggere Lolita a Teheran

  1. #1
    Motherator
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    Predefinito Nafisi, Azar - Leggere Lolita a Teheran

    Saggio letterario, autobiografia, testimonianza.
    Leggere Lolita a Teheran ha più sfaccettature e si fa leggere volentieri perchè l'autrice è un personaggio a tutto tondo.
    Insegnante universitaria di letteratura contemporanea nell'Iran della rivoluzione khomeinista l'autrice riesce, attraverso la letteratura, a tenere in piedi quella fiammella di spirito libero e dignità coinvolgendo un gruppo di studentesse che anche attraverso l'aiuto di Lolita, Jane Eyre e Il grande Gatsby non si lasceranno abbattere da un regime cieco e violento.
    Da leggere assolutamente

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  • #2
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    E' da un pò di tempo in lista d'attesa!

    Dimmi, la lettura è scorrevole, non risulta eccessivamente pesante? Perchè questo era il mio unico dubbio

  • #3
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    La lettura è molto scorrevole anche perchè è strutturato in modo che anche le critiche letterarie siano viste come una parte della storia. Almeno a me non ha mai annoiato durante la lettura, anche perchè la vicenda ti prende e vuoi sapere come vanno avanti le cose, quasi come un romanzo.

  • #4
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    Bene bene! Ti ringrazio!Al prossimo giro in biblioteca me lo accaparro!

  • #5
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    Assolutamente d'accordo con Elisa .....su tutto!!!!!
    La figura di questa insegnante che, nonostante un regime che tende a mortificare gli individui (e soprattutto le donne), riesce a stimolare le menti di giovani studentesse, restituendo loro una giusta ottica di valutazione della società che le circonda,.....non può che suscitare ammirazione e coinvolgimento!
    Veramente un libro da non perdere!!!!

  • #6
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    Gran bel libro! Ho voluto centellinarlo, mi sono gustata il contenuto come difficilmente mi capita con altre letture. Uno straordinario malinconico libro sulla libertà, sull'amicizia. Un'evocazione della patria perduta. L'esperienza terapeutica della letteratura. La letteratura che per noi appassionati lettori è un hobby diventa in quella realtà una via di fuga verso la libertà!
    Ognuno può trovare importanti e gratificanti spunti di riflessione sia sulla nostra società che sulla propria individualità....STUPENDO! Leggetelo!!!

    (scusate per il topic aperto...qst non l'avevo trovato....sorry )

  • #7
    Cicciofila Member
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    Mi ha sempre incuriosita per il titolo,
    ma non sapevo neppure di che parlasse,
    ora l'ho segnato sull'agendina!

  • #8
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    E' un libro stupendo, coinvolgente. Le difficoltà delle donne in quel regime e la loro forza, la loro voglia di non sottostare a regole inconcepibili e ingiuste.

    Leggendo libri come questo mi rendo conto che cose che per noi sono scontate e normali come poter scegliere il libro che vogliamo leggere, per altri possono essere un pericolo. Sarà una riflessione banale ma mi capita di pensarci solo attraverso queste storie.

  • #9
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    Citazione Originariamente scritto da Sabry Vedi messaggio
    E' un libro stupendo, coinvolgente. Le difficoltà delle donne in quel regime e la loro forza, la loro voglia di non sottostare a regole inconcepibili e ingiuste.

    Leggendo libri come questo mi rendo conto che cose che per noi sono scontate e normali come poter scegliere il libro che vogliamo leggere, per altri possono essere un pericolo. Sarà una riflessione banale ma mi capita di pensarci solo attraverso queste storie.
    Quello che dici non è affatto banale!

    Oltretutto mi ha stupito come quelle donne iraniane riuscissero a trovare delle somiglianze tra la loro situazione e quella dei personaggi dei romanzi che leggevano, lontani anni luce dal loro contesto storico e culturale...

    Mi ha fatto venire voglia di leggere Lolita e cambiare parere su Jane Eyre.

  • #10
    Motherator
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    La cosa bella di questo libro è proprio questa: quella che ti fa apprezzare il valore di cose che noi diamo per scontate, la libertà di leggere un libro per noi è normale ma nell'Iran degli ayatolollah è una trasgressione gravissima.

  • #11
    dreamer member
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    Lo sto leggendo in questi giorni e mi piace molto, fa riflettere. Comunque mi sono accorta che c'è un doppione di questo libro: è stato recensito in due topic diversi.

  • #12
    dreamer member
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    Azar Nafisi è una professoressa di letteratura all’università di Teheran. Ama Nabokov, Jane Austen, Henry James, Francis Scott Fizgerald. Ma ciò che ama di più è confrontarsi liberamente con gli altri, parlare di letteratura con i suoi studenti, camminare a testa alta e senza imposizioni o proibizioni nella sua città. Ma purtroppo intorno a lei l’Iran vive un periodo di forte instabilità: la rivoluzione di Comeini ha prodotto nel Paese un forte passo indietro nei diritti civili e sociali, ha trasformato un Paese all’avanguardia per cultura ed emancipazione in un luogo malsicuro in cui le donne non sono libere di stringere la mano ad un uomo, in cui chi corre sulle scale dell’università viene segnalata all’autorità, in cui chi non porta il velo e non si adegua viene ostracizzata.
    Nei seminari segreti che organizza a casa sua, nei quali discute di letteratura con le sue studentesse migliori, Azar Nafisi analizza i libri proibiti, quelli troppo occidentalizzati e quindi contrari all’Islam e alla rivoluzione, ed intanto si confronta con i problemi delle sue ragazze, con l’incertezza, le umiliazioni, l’ignoranza e la grettezza di molti uomini. E noi entriamo con lei in questo Paese così culturalmente ricco eppure tanto vessato dal fondamentalismo e dagli intrighi del potere. Il quadro che Azar Nafisi ci dipinge è forte, appassionato eppure obiettivo, perciò ci permette di avere un’idea, sebbene limitata nel tempo, della condizione della società e della cultura in Iran negli anni 90. E la riflessione sui fenomeni integralisti che viviamo oggi è d’obbligo: fare la rivoluzione non sempre vuol dire fare il bene del proprio popolo… e come si può far bene al proprio popolo se gli si nega la cultura?
    La lettura di questo libro è stata per me fonte di riflessione, nonché di arricchimento culturale: oltre agli spunti sulla situazione iraniana, infatti, ho molto gradito i tanti riferimenti letterari ai classici che la professoressa Nafisi ama ed insegna ai suoi studenti: di certo approfitterò delle sue critiche letterarie per prendere spunto per prossime letture. L’unica pecca che devo attribuire, mio malgrado, a questo libro è la poca organicità storica: per chi sa poco della storia politica dell’Iran della fine del Novecento non è agevole inquadrare il periodo ed il succedersi di eventi e personaggi. Tuttavia il “problema” è superabile con una piccola ricerca in internet e con un’attenzione particolare durante la lettura. Lo consiglio, dunque, perché presenta uno spaccato di una cultura che conosciamo troppo poco e che può essere utile per non ripetere gli stessi errori.

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  • #13
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    libro davvero molto interessante anche se, sarà il periodo storico, ma a vedere che le cose non sono affatto cambiate negli ultimi vent'anni lo trovo deprimente...
    ho trovato anche molto utili e originali i commenti a Lolita di Nabokov, sul quale mi piacerebbe leggere molta più saggistica...
    super consigliato!

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  • #14

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    E' la terza volta che inizio la recensione, perché non riesco ad identificare il genere di questo libro. In mancanza di meglio lo definirei un saggio autobiografico che ripercorre alcuni grandi titoli di letteratura americana (Lolita ma non solo; Il grande Gasby, Orgoglio e pregiudizio, Cime tempestose, Invito ad una decapitazione, Le mille e una notte) in riferimento ad esperienze nell'Iran post-rivoluzionario di una intelligente ed indipendente docente universitaria, in principio rivoluzionaria che ha subito poi sulla sua pelle le contraddizioni in seno al movimento rivoluzionario e poi tutta la crudeltà del regime islamico. Propone degli spaccati di vita estremamente affascinanti, raccontando di sé e delle sue allieve, della propria esperienza lavorativa e della vita e della cultura in Iran di quegli anni. Mi ha aperto gli occhi su di una realtà di cui non sapevo nulla.
    Mi è piaciuto in particolare la libertà che può venire dallo studio della letteratura, oltre alle interpretazioni (profonde e mai banali, legate inscindibilmente al clima politico e culturale del paese) che da delle opere. Mi ha fatto capire concretamente, toccare con mano, perché il regime e i regimi in generale siano così ossessionati nella censura letteraria. Un tributo commovente all'amore per quella che è più di una professione o di una passione, ma una vera boccata d'ossigeno anche nelle situazioni più disperate.

    Lo consiglio a tutti.

  • #15
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    Un gran bel libro, Parla del ventennio successivo alla presa del potere dell’ayatollah Khomeini. La cosiddetta “rivoluzione islamica dell’Iran”. Ma che rivoluzione!. E’ vero, la dittatura dello Scià aveva soffocato, con la forza, tutte le voci di dissenso del paese e molti erano stati costretti all’esilio, ma il peccato più grave che aveva commesso era che aveva “occidentalizzato” il paese.
    E qui si vede come il fondamentalismo religioso, già di per se fonte di disastri, combinato con il potere politico, è causa addirittura di catastrofi. Si vede come un paese, che ha pur conosciuto nel passato una grande civiltà, possa regredire civilmente, in poco tempo, quasi di un secolo. Ogni libertà è preclusa, non si può pensare, l’unico valore è il dettato della religione islamica in chiave fondamentalistica.
    Questo “regresso” riguarda tutti, ma particolarmente le donne. Già da come sono costrette a vestirsi (chador e velo) si può intuire quale sia la loro condizione nella società.
    La realtà però è addirittura ben peggiore di quello che uno può immaginare!. Non può uscire se non accompagnata da marito padre fratello o fidanzato, non può mettere smalto, rossetto, ombretto ecc…. , non può mostrare i capelli. Se passeggia sola è sottoposta al controllo dei guardiani del popolo e se non è in regola al 100%, anche per un’inezia, la aspetta il carcere, con tutti gli orrori e vessazioni (compreso stupro e anche morte) che comporta.
    In questa realtà una professoressa di letteratura inglese , che ha vissuto in occidente fino ai 30 anni, non rinuncia ad insegnare a scuola i libri degli autori occidentali, osteggiati dal regime, e di cui, piano piano, nel paese cominciano a sparire i testi (Nabokov, Fitzgerald, James, Austen, e anche altri). Costretta dagli eventi, ma per libera scelta, a lasciare la scuola, decide di tenere corsi a casa sua, nell’ anonimato, a un gruppo di studentesse di diversa estrazione ma, per lei, particolarmente dotate.
    E qui, ogni giovedì della settimana si discutono con critiche e commenti molto approfonditi, le opere di questi autori, ancor più interessanti perché viste dall’angolazione di persone molto diverse da noi, che diamo per scontate molte cose che nell’Islam fondamentalista scontate non sono. E qui esce, prepotente, l’umanità di queste giovani ragazze a cui, pensandoci bene, il regime ha proibito anche di innamorarsi, il momento più sublime della giovinezza proibito per legge! Ci può essere qualcosa di più degradante e penalizzante? Questa è la struttura del libro, ma c’è molto altro.
    Ora io sono molto tiepido con le religioni e non ne ho sufficiente conoscenza, ma non posso ignorare che, anche in nome di esse o con il loro pretesto l’umanità ha compiuto, e continua a compiere, gravissimi misfatti. Il fondamento della nostra religione è però “ama il prossimo tuo come te stesso”, non è così il fondamentalismo islamico che con i fatti, verificatisi anche in questi giorni, vorrebbe la morte di tutti gli “infedeli” e la distruzione del mondo occidentale. E’ una radice profonda, durissima da estirpare. Non sono state sufficienti due generazioni in Francia, di vita all’occidentale. Finché molti di questi giovani musulmani emarginati socialmente credono che uccidendo un “infedele” anche morendo, andranno in un paradiso di latte e miele con X vergini da godersi per tutta l’eternità questi attentati non avranno fine. Non possiamo difenderci. Dovranno essere gli stessi islamici , non fondamentalisti, ad insegnare ai loro figli che la morte è uguale per tutti (una “livella”) , fedeli o infedeli, e che, se hanno vissuto degnamente, li aspetta lo stesso paradiso.(O, se uno non crede, un metro di terra sopra una bara- che è una cosa molto triste).
    Ultima modifica di Grantenca; 05-17-2019 alle 08:54 AM.


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