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Discussione: XC GdL - Il giro di vite di Henry James

  1. #76
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    Caspita, Ayu, ma la tua edizione è magnifica mi fa venire voglia di cercare quella in biblioteca, e continuare la lettura su quella (peccato che mi arriverebbe tra due settimane, e non credo di voler aspettare così tanto ).
    Comunque, in effetti anche io ho sottolineato l'assurdità di questi bambini non tanto perché la veda come un difetto, ma piuttosto proprio perché è evidente che James stia tentando di calcare la mano su questo (che fosse per sottolineare quanto siano strani i bimbi o la distorsione delle percezioni del racconto dell'istitutrice, è un altro discorso).
    Non avevo riflettuto moltissimo sul passaggio in cui è lei a spaventare la governante, prendendo il posto dell'apparizione di Quint: molto interessante (e getta una luce ancora più inquietante sulla cosa).

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  • #77
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    Tento un commento, vediamo se ne esce qualcosa di sensato

    Ci sono spoiler

    La lettura mi ha "divertito", l'ho trovata scorrevole ed intrigante abbastanza da lasciarmi coinvolgere e portare d'un fiato fino alla fine. È vero però che non mi ha convinto del tutto. I vostri commenti mi aiutano a comprendere meglio e ad apprezzare di più l'apparente incompiutezza e confusione di molti passaggi. Certamente trattenere il lettore nella più assoluta incertezza fino alla fine (e anche dopo ) è frutto di grande sapienza compositiva. James ha giocato su rimandi, discorsi frammentati, ruoli capovolgibili, in un infinito gioco in cui il lettore è spettatore e vittima al tempo stesso. Ecco, questo è quello che non mi piace: io voglio capire!
    Invece potremmo stare qui a chiederci per anni chi sia la vera vittima, chi il malvagio, chi razionale, chi pazzo. E scoprire che James non voleva che arrivassimo ad una risposta . Geniale ma perfido
    Quindi, dico la mia: Flora è perduta, la sua fuga è inutile perché ormai è stata avvelenata; Miles è "salvo" (perché ha accolto il dubbio) ma questo gli è costato la vita. L'istitutrice è involontariamente l'autrice della rovina dei ragazzi, perché ha brutalmente svelato la finzione in cui tutti erano avvolti.
    Oppure: i bambini sono sempre crudeli e falsi, perché negare loro questa realtà? Affrontata con delicatezza, la natura doppia che è propria di tutti gli esseri umani poteva essere compresa da entrambi e validamente indirizzata al meglio. Questo non avrebbe reso Flora una nevrotica "donna perduta" e non avrebbe distrutto l'amor proprio e l'autostima di Miles, che, ipersensibile, ne è morto.
    Ho voluto giocare, chissà quale lettura dareste voi all'opera?

    Comunque condividerla con voi ha aggiunto valore alla lettura.

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  • #78
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    Predefinito Finito



    Il mio commento potrebbe limitarsi alla prima riga... però proverò a dire qualcosa in più per il commento finale in PB.
    Non ci ho capito molto, e se è questo che l'autore voleva, non mi è piaciuto. Avrei preferito un finale aperto ma non troppo, con più parole spese sui personaggi e indizi più accessibili (non banali o spiattellati in faccia, questo mai).
    Il finale purtroppo mi lascia con un senso di vuoto, non è solo aperto ma per me inconcludente.

    A prescindere da questo però il libro si è rivelato capace di dare più che un semplice intrattenimento. Vi si apre uno spaccato di vita, di emozioni e pensieri che non è facile portare su carta.

    Per concludere, lo vedo come un piatto prelibato e ben cucinato, in cui si vede la cura del cuoco nella preparazione, ma del quale purtroppo il gusto non piace...

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  • #79
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    Non sto leggendo tutti i vostri commenti finali per via dello spoiler ma mi chiedo cosa debba mai aspettarmi da questo famigerato "finale"...

  • #80
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    Citazione Originariamente scritto da ayuthaya Vedi messaggio
    Forse, a parte l'aiuto delle note, riesco a entrare di più in sintonia con quest'opera perché, a differenza di Minerva, trovo molte similitudini con Il carteggio Aspern, benché la trama sia completamente diversa! Anche lì tutta la bellezza ruotava intorno all'incertezza, mantenuta fino alla fine, che il famoso carteggio esistesse realmente... L'importante era che i personaggi ci credessero! Da qui tutto un virtuoso ricamo psicologico che in entrambi i casi costituisce la vera essenza del racconto, una cosa non di poco conto se se consideriamo l'epoca in cui questo è stato scritto. Io credo che Henry James sia stato precursore di diverse cose...
    Il carteggio mi piacque molto, forse è solo un problema della mia memoria che fa cilecca oppure la storia lì mi prese davvero di più , mentre qui la trovo piuttosto lenta e piatta ma soprattutto trovo troppo morboso il rapporto che si è istaurato tra la protagonista e i bambini perfetti .
    La tua edizione è davvero favolosa , sei stata fortunata, di certo con le note l'avrei apprezzato molto di più anche io.
    Comunque gli ultimi 2 che ho letto di James li ho graditi parecchio, sono stati Washington Square e Le bostoniane, quest'ultimo poi dava su un risvolto sociale e l'ho amato ancora di più.

  • #81
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    Predefinito Fine XIX capitolo - spoiler

    Mamma mia... Sarò di parte ma mi sta piacendo sempre di più e la tensione si fa sempre più alta! Hanno appena trovato Flora nel bosco... Un climax spettacolare!
    Per non parlare delle conversazioni con Miles al cimitero e in camera da letto... Davvero non si riesce a capire se i fantasmi esistano davvero o no, mi sta appassionando molto...
    Riporto a questo proposito una nota davvero interessante:
    L'urlo agghiacciante del ragazzo, la finestra chiusa eppure la candela che inspiegabilmente si spegne, la bugia di Miles volta a coprire la presenza di Quint (...): una perfetta, inquietante scena di fantasmi infernali. Di contro, una notte di bufera, una pressione insopportabile della donna che vuole estorcere il segreto della colpa di Miles,
    e ubb bambino in difficoltà che sfinito dalla tensione e dalla paura, grida e spegne la candela per non mostrare sul proprio volto i segni dell'imbarazzo e della vergogna: una perfetta, inquietante scena di fantasmi terreni.

  • #82
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    Ieri sera, in una overdose che non vivevo da tempo (ma anche con metà di Taras Bulba è stato così: forse è segno che la mia passione mi richiama a gran voce...) ho finito anch'io quello che per me è stato un piccolo capolavoro. È strano che proprio io, che ho sempre amato i "mattoni" ultimamente stia apprezzando così tanto i romanzi brevi (in realtà è sempre stato così... Quello che ancora non riesco a mandare giù sono i racconti)!
    Comunque James si conferma un autore validissimo con cui trovo grande sintonia, potrei persino decidere di eleggerlo a autore dell'anno...
    Cmq seguirà "commento alla Ayu" ... So che vi mancano molto , e quando un libro mi è piaciuto molto mi sento ispirata (comunque devo ancora lasciare due parole su Taras Bulba e forse persino su Yehoshua)... Per cui preparatevi!!!

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  • #83
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    Predefinito Capitolo XII - lievi spoiler

    Io invece sto procedendo molto lentamente, ma proprio perché non ho molto tempo, perché in realtà questo libro mi sta piacendo moltissimo.
    Finalmente vediamo agire un po' di più i due marmocchi, che in effetti si stanno rivelando tutt'altro che creaturine del tutto angeliche.
    L'istitutrice mi sembra sempre più sbarellata, le sue conversazioni con la signora Grose sono sempre più fuori di testa, ora addirittura si è messa in testa di vietarle di mettersi in contatto con il padrone, quando in effetti, in una situazione del genere, forse il confronto con qualcuno di "esterno" sarebbe la cosa migliore.
    Non so più di chi fidarmi!

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  • #84
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    Predefinito Xix

    Purtroppo non riesco a non leggere i vostri post, a parte gli spoiler esagerati (però per capire che sono tali devo comunque iniziare a leggerli ) e ho capito che purtroppo avevo ragione nell'immaginare un finale più o meno aperto ... non che non mi piacciano i finali aperti, anzi, però qui sarei stata troppo curiosa di trovare una soluzione degna del pathos che la precede.
    Sono d'accordo con ayu per quanto riguarda il paragone con Il carteggio Aspern, li ho trovati molto simili sin dalle prime pagine, non per la vicenda ma per l'aura di mistero di cui entrambe le storie sono ammantate e per l'indole ambigua dei personaggi.
    La storia continua a farmi paura, soprattutto trovo molto inquietanti i bambini, di cui non si capisce la vera natura.
    L'istitutrice è abbastanza sbruffona nel cercare o comunque nel non fare di tutto per evitare le situazioni di confronto con i due defunti, ma sono poi davvero defunti? Penso che non lo scoprirò, perciò mi metto l'anima in pace.
    A volte non mi sono chiari i passaggi mentali con cui lei arriva a certe conclusioni, ma forse è un problema mio: ad esempio nell'episodio della chiesa come ha fatto a capire all'improvviso che Flora ha un ruolo particolare se quella mattina, al contrario, ha avuto uno scambio piuttosto inquietante con James? Mah, staremo a vedere.
    Mi piace molto, è ansiogeno quanto basta e attento alla psicologia umana in modo piuttosto insolito.
    Che esistano i fantasmi o che li abbia creati la mente di qualcuno, mi inquieta allo stesso modo.

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  • #85
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    L'ho finito anche io.
    Ho una personale interpretazione su tutta la storia, domani ve la propongo per sapere che ne pensate .

  • #86
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    Minerva ti è piaciuto o no alla fine?

  • #87
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    L'ho finito, e sono molto confusa
    Però mi è piaciuto!
    Appena metto ordine fra le idee ripasso a commentare meglio

  • #88
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    Predefinito Finito! SPOILER!

    Ho finito il libro, confermo che mi è piaciuto lo stile narrativo di Henry James. Scrive bene, gli darò un'altra opportunità!
    La trama mi sembra molto datata, molto Ottocentesca, non mi ha entusiasmato, nè mi ha trasmesso alcuna inquietudine. La mia personale interpretazione è che il libro tratti dell'isteria e della pedofilia. L'istitutrice è isterica e preda di pensieri ossessivi, e interpreta come perverso il comportamento dei bambini, sospettando che vedano e che vedano più di lei. Ha tutte le espressioni somatiche dell'isteria, dal pallore agli svenimenti, ogni volta che si cerchi di interrompere un legame. Ha molta immaginazione ("non avete la terribile audacia della mia immaginazione" dice alla signora Grose), vuole essere al centro dell'attenzione di tutti. Ha la forza di attrazione di una sessualità immatura, che si esprime con i due bambini. Pensiamo ai dialoghi con Miles, 10 anni, il bambino è innamorato di lei, fortemente attratto, e i loro dialoghi sono fuori luogo, seduttivi e attrattivi, con avance molto chiare.
    "Sapete, cara, per un ragazzo star sempre con una signora... Dopotutto io sono un ragazzo... capite? che... ebbene, cresce."
    Più chiaro di così, il piccolo Miles fa un'avance alla signorina e, se non ci si accorda, lui sta male e a quel punto preferirebbe trovare un collegio dove andare.

    Nessuno ha mai visto cio' che la signorina vedeva, lei vede, i bambini no, ma lei pensa che mentano. Tutto sommato i bambini mi sembrano normali, ma probabilmente traumatizzati, abusati. "Quint faceva ciò che voleva, era vizioso, depravato, un individuo abbietto" "Con lei?" "Con tutti loro." "Lei era bella, ma infame. Erano infami tutti e due." L'istitutrice è isterica e interpreta il comportamento normale dei bambini come perverso, inventa spiriti che vengono a fare con i bambini ciò che lei desidera e di fatto poi fa. Fantasie di amore e di morte, perchè l'amore dell'isterica è mortale.

    Curiosi comunque i dialoghi in tutto il racconto, l'istitutrice e l'interlocutore (bambini o governante) danno un significato diverso ai sottintesi e alle parole ambigue. Dialoghi tra sordi, surreali.
    Il vero protagonista di questo racconto è l'isteria, l'istitutrice proietta nei fantasmi i suoi desideri erotici, di amore e di morte, verso i bambini. E' lei al centro di tutto il racconto, non tollera che qualcuno non la noti, vorrebbe attirare l'attenzione anche dello zio lontano, vorrebbe farlo tornare.
    Il piccolo Miles viene soffocato dall'abbraccio dell'istitutrice, è lei ad averlo stretto troppo.
    "Lo presi: sì, lo strinsi forte, si può immaginare con quanta passione."
    "Il suo cuoricino, finalmente libero, aveva cessato di battere."
    Ultima modifica di qweedy; 01-05-2018 alle 10:04 PM.

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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    Ho finito il libro, confermo che mi è piaciuto lo stile narrativo di Henry James. Scrive bene, gli darò un'altra opportunità!
    La trama mi sembra molto datata, molto Ottocentesca, non mi ha entusiasmato. La mia personale interpretazione è che il libro tratti dell'isteria e della pedofilia. L'istitutrice è isterica e preda di pensieri ossessivi, e interpreta come perverso il comportamento dei bambini, sospettando che vedano e che vedano più di lei. Ha tutte le espressioni somatiche dell'isteria, dal pallore agli svenimenti, ogni volta che si cerchi di interrompere un legame. Ha molta immaginazione ("non avete la terribile audacia della mia immaginazione" dice alla signora Grose), vuole essere al centro dell'attenzione di tutti. Ha la forza di attrazione di una sessualità immatura, che si esprime con i due bambini. Pensiamo ai dialoghi con Miles, 10 anni, il bambino è innamorato di lei, fortemente attratto, e i loro dialoghi sono fuori luogo, seduttivi e attrattivi, con avance molto chiare.
    "Sapete, cara, per un ragazzo star sempre con una signora... Dopotutto io sono un ragazzo... capite? che... ebbene, cresce."
    Più chiaro di così, il piccolo Miles fa un'avance alla signorina e, se non ci si accorda, lui sta male e a quel punto preferirebbe trovare un collegio dove andare.

    Nessuno ha mai visto cio' che la signorina vedeva, lei vede, i bambini no, ma lei pensa che mentano. Tutto sommato i bambini mi sembrano normali, ma probabilmente traumatizzati, abusati. "Quint faceva ci6ò che voleva, era vizioso, depravato, un individuo abbietto" "Con lei?" "Con tutti loro." "Lei era bella, ma infame. Erano infami tutti e due." L'istitutrice è isterica e interpreta il comportamento normale dei bambini come perverso, inventa spiriti che vengono a fare con i bambini ciò che lei desidera e di fatto poi fa. Fantasie di amore e di morte, perchè l'amore dell'isterica è mortale.

    Curiosi comunque i dialoghi in tutto il racconto, l'istitutrice e l'interlocutore (bambini o governante) danno un significato diverso ai sottintesi e alle parole ambigue. Dialoghi tra sordi, surreali.
    Il vero protagonista di questo racconto è l'isteria, l'istitutrice proietta nei fantasmi i suoi desideri erotici, di amore e di morte, verso i bambini. E' lei al centro di tutto il racconto, non tollera che qualcuno non la noti, vorrebbe attirare l'attenzione anche dello zio lontano, vorrebbe farlo tornare.
    Il piccolo Miles viene soffocato dall'abbraccio dell'istitutrice, è lei ad averlo stretto troppo.
    "Lo presi: sì, lo strinsi forte, si può immaginare con quanta passione."
    "Il suo cuoricino, finalmente libero, aveva cessato di battere."
    Caspita, Qweedy, che bella lettura
    Finora è quella che spiegherebbe meglio tutto il testo.
    Ultima modifica di Spilla; 01-06-2018 alle 10:38 AM.

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  • #90
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    Sto leggendo la prefazione alla mia edizione ed è davvero illuminante: TUTTE le nostre ipotesi sono state vagliate nel corso dei decenni: da quella psicanalitica a quella spirituale a quella allegorica a quella semantica... Il racconto della storia della critica che ruota attorno a questo romanzo è interessante quanto il romanzo stesso e per me è una conferma del suo valore!
    L'interpretazione di Queedy fa parte di una delle due "fazioni" principali contrapposte. E la cosa più bella è che (per fortuna) non esiste una sola univoca verità.
    Mi piacerebbe riportarvi alcuni passaggi di questo saggio, ma a ricopiarli ci sto troppo... Un punto molto divertente è quello in cui le due "fazioni" vengono confrontate punto per punto prendendo come "prova" parti del testo: le stesse parole del testo "giustificano" entrambe le interpretazioni a seconda della chiave di lettura che si usa...

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