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Discussione: XCI GdL - I promessi sposi di A. Manzoni

  1. #61
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    Predefinito Inizio capitolo V

    E' entrato in scena fra Cristoforo, con la sua storia e la sua scelta di redenzione, l'unico che si espone tra i tre interpellati, a mettersi a fianco di Lucia, a fianco dei poveri. Una scelta etica contraria a quella di don Abbondio e dell'Azzeccagarbugli. Di Lucia posso dire che piange troppo, anzi piange quasi sempre, reagisce con le lacrime a tutto, fragilità, emotività, riservatezza, per il momento questi sono i suoi tratti principali. Sicuramente è bella perché altrimenti un potente non se ne sarebbe accorto ed essere bella è stata la sua condanna, come se la bellezza una donna dovesse scontrala sempre con l'essere preda.

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  • #62
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    Predefinito Capitolo 6

    Cambiamo completamente tono rispetto al capitolo precedente... la scena in cui don Rodrigo e padre Cristoforo addio aspettano per parlare da soli (non poi così soli in realtà) riempie il lettore di aspettativa. Pur sapendo già come andrà è comunque una scena spettacolare, specie quando don Rodrigo passa dal lei al tu.
    Intanto Lucia "rivela" qualcosa in più di sé come sfonda di fede: mentre la fede degli altri è solo un soprabito, per Lucia sembra la sfida stessa carne.

  • #63
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    Concordo con chi vede in Manzoni non solo uno scrittore ma anche un sociologo e chissà cos'altro. Attraverso i personaggi e le loro frasi riemerge non solo la loro "cultura", le loro abitudini sociali ben cucutegli addosso, adeguatamente soppesate al loro vissuto, ma queste ultime risultano anche attualissime: qualche volta nelle parole di Agnese ne ritrovo alcune di mia nonna, che pure viene da un contesto anche geografico diverso.
    Probabilmente anche per questo I permessi sposi è il romanzo degli italiani (tutti)...

  • #64
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    Passo di stupore in stupore, avrei tante di quelle cose da scrivere che finireste per non poterne più
    Allora scelgo.
    Lucia: Elisa, tu hai ragione, piange tanto. Mi sembra piu una damina del XIX secolo educata in convento che una solida contadina del XVII. Però... Manzoni voleva che fosse un bell'esempio di santità femminile. A quell'epoca le donne potevano essere sante solo se si facevano monache (lo spiega bene la Murgia in Ave Mary, le sole canonizzate -in numero infinitamente inferiore agli uomini- erano monache e religiose); aver scelto di dimostrare che si può essere "perfette", secondo la sua concezione, anche senza prendere i voti è già di una modernità incredibile.

    Assalto al forno di Milano: sono pagine incredibili! Sembra un'analisi della campagna elettorale attuale . Anche la tecnica compositiva, con le voci della folla in primo piano, è incredibile. Poi ci sono le massime e le sferzate di Manzoni, che commenta sornione man mano che procede nella descrizione. Anche senza tutto il resto, questa parte è un capolavoro!

    EDIT: ho scritto 3 volte "incredibile" nel giro di 5 righe
    Significa che: a) il libro mi coinvolge parecchio; b) non saro mai una scrittrice
    Ultima modifica di Spilla; 01-15-2018 alle 10:26 AM.

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  • #65
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    Vi sto seguendo con grande interesse e .....ammirazione!

  • #66
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    Citazione Originariamente scritto da Grantenca Vedi messaggio
    Vi sto seguendo con grande interesse e .....ammirazione!
    Perché ammirazione?

  • #67
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    Capitolo XIV, ho appena lasciato Ferrer e il vicario al loro castello.

    Sulla monaca di Monza, figura eccezionale.

    C’è di tutto tranne che sesso, né esplicito né implicito. In quel “la sventurata rispose” siamo portati a pensare che Gertrude “rispose” in senso fisico, ma in realtà sappiamo solo due cose: che si parla di una lettera e che l’autore amava lasciar nel dubbio i propri lettori, anch’essi vittime della sua sfuggente ironia, al pari dei personaggi. Certo, la vera storia della monaca di Monza è ben più esplicita, ma non sarebbe la prima volta che l’autore si prende delle libertà partendo da un fatto storico, modificandolo, restringendolo o ampliandolo secondo la sua morale. In fondo Gertrude finisce in convento proprio a causa di una lettera, perché dunque non pensare che sprofondi nella colpa più cupa sempre a causa di parole scritte?

    Forse quella frase di Manzoni è davvero una sottile metafora, ma in realtà non possiamo darlo per certo. Ciò che invece sappiamo è che la sua morale cattolica lo portava a limare i giudizi personali e i fatti troppo espliciti, riportandoli su un binario di liceità adatta anche al più ortodosso dei religiosi.

    A prescindere dall’attività sessuale della monaca trovo notevole la sua figura. Un padre dispotico, della peggior specie, la tortura con astuzie psicologiche talmente barbare che la povera si trova ad agognare la prigione, la clausura. Chissà se il padre amasse veramente la figlia. Forse voleva semplicemente trasformarla in un posticcio della famiglia da mostrare alla società, ma l’autore non ci dice se ci fosse o meno del sentimento. L’amore estremo dei genitori può fare male, imponendo ai figli scelte che i primi sentono come le migliori per i secondi. In base alla loro esperienza e al loro vissuto, senza tenere a mente che ogni essere umano è diverso dall’altro, che ciò che è “bene” per l’uno, può essere nocivo per l’altro.

    I genitori spesso tendono a catechizzare i loro figli, imponendo loro una morale assoluta, una specie di etica irriducibile e non poche volte dannosa.
    Ultima modifica di Zingaro di Macondo; 01-15-2018 alle 02:30 PM.

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  • #68
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    Predefinito Capitolo VIII

    Non l'avrei mai creduto, ma mi sto divertendo. Mi coinvolge proprio la trama. E le divagazioni sono argute e ironiche, tutt'altro che scontate, o quantomeno non lo è il modo di esprimerle.
    Sono arrivata al punto in cui Renzo e Lucia vanno con Agnese a tendere il tranello a Don Abbondio. La scena in cui lui lancia il tappeto addosso a Lucia mi fa ridere, che ci posso fare Nel frattempo i bravi hanno organizzato il rapimento, ma ovviamente non l'hanno trovata in casa.
    Per ora trovo un po' insignificante il personaggio di Renzo; Lucia all'inizio mi piaceva, ora sta un po' esagerando con i pianti (non che abbia tutti i torti ). Agnese invece rappresenta una figura femminile esperta e forte, una abituata a cercare la soluzione più indolore e che, quando si tratta di cose importanti, manda al diavolo la correttezza, sempre entro i limiti. Di Perpetua e dei battibecchi sul suo zitellaggio mi ricordavo benissimo, be', del resto le questioni serie non si dimenticano La storia di Fra Cristoforo è bellissima, toccante, mentre il pranzo a casa di Don Rodrigo mi ha sconcertato un po'. E' difficile addentrarsi in un periodo storico in cui delitti e disonestà facevano parte della vita quotidiana, non che oggi non sia così, ma avviene tutto in maniera più subdola.
    Attendo di incontrare la monaca di Monza, di cui ricordo poco.

  • #69
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Non l'avrei mai creduto, ma mi sto divertendo. Mi coinvolge proprio la trama. E le divagazioni sono argute e ironiche, tutt'altro che scontate, o quantomeno non lo è il modo di esprimerle.
    Sono arrivata al punto in cui Renzo e Lucia vanno con Agnese a tendere il tranello a Don Abbondio. La scena in cui lui lancia il tappeto addosso a Lucia mi fa ridere, che ci posso fare Nel frattempo i bravi hanno organizzato il rapimento, ma ovviamente non l'hanno trovata in casa.
    Per ora trovo un po' insignificante il personaggio di Renzo; Lucia all'inizio mi piaceva, ora sta un po' esagerando con i pianti (non che abbia tutti i torti ). Agnese invece rappresenta una figura femminile esperta e forte, una abituata a cercare la soluzione più indolore e che, quando si tratta di cose importanti, manda al diavolo la correttezza, sempre entro i limiti. Di Perpetua e dei battibecchi sul suo zitellaggio mi ricordavo benissimo, be', del resto le questioni serie non si dimenticano La storia di Fra Cristoforo è bellissima, toccante, mentre il pranzo a casa di Don Rodrigo mi ha sconcertato un po'. E' difficile addentrarsi in un periodo storico in cui delitti e disonestà facevano parte della vita quotidiana, non che oggi non sia così, ma avviene tutto in maniera più subdola.
    Attendo di incontrare la monaca di Monza, di cui ricordo poco.
    Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto!

  • #70
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Non l'avrei mai creduto, ma mi sto divertendo. Mi coinvolge proprio la trama.

    Anch’io mi sto divertendo.

    I Promessi Sposi si porta dietro una maledizione, quella di essere uno dei pilastri della nostra cultura.

    Sarebbe triste se a scuola non si studiasse, non potrebbe essere. Ciò non di meno far leggere un testo, comunque impegnativo, a ragazzi di dieci-dodici anni, finisce per farlo apparire uno di quei mattoni illeggibili che non portano a nulla. Viviamo più di ricordi più che di verità, ma I Promessi Sposi è forse il romanzo più "leggero" del XIX secolo.
    Ultima modifica di Zingaro di Macondo; 01-15-2018 alle 05:34 PM.

  • #71
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    Io ricordo che chi facevano fare i riassunti dei vari capitoli, assegnando la lettura della quale poi non si discuteva mai. Sarebbe stato molto meglio farci leggere dei passaggi in classe poter poi commentarli insieme (con la guida saggia dell'insegnante). Quello che invece facevamo era fare gli esercizi guardando il testo (chi non li copiava) e imparare il riassunto a memoria. Risultato: zero comprensione, otto e nove a volontà.

  • #72
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    Citazione Originariamente scritto da Roberto89 Vedi messaggio
    Io ricordo che chi facevano fare i riassunti dei vari capitoli, assegnando la lettura della quale poi non si discuteva mai. Sarebbe stato molto meglio farci leggere dei passaggi in classe poter poi commentarli insieme (con la guida saggia dell'insegnante). Quello che invece facevamo era fare gli esercizi guardando il testo (chi non li copiava) e imparare il riassunto a memoria. Risultato: zero comprensione, otto e nove a volontà.
    La cosa che ricordo maggiormente dei promessi sposi è che un mio compagno di classe aveva scritto una sorta di "versione satirica" del romanzo dove Renzo non era povero bensì un ricco erdeditiere che si era innamorato di una prostituta conosciuta di un bordello (Lucia) la quale aveva capito di aver trovato un fesso da spennare e con l'aiuto di una sua collega (la monaca di Monza) aveva organizzato un incontro fra il pappone (Don Rodrigo) e Renzo per poterla riscattare, ma quest'ultimo aveva incontrato dei problemi in quanto un suo zio prete (Don Abbondio) era contrario alla cosa ed aveva impugnato il testamento, nel quale il padre di Renzo aveva inserito una sorta di clausola anti-puttanieri, ciò aveva lasciato Renzo nella più nera misera e senza più un soldo era andato a Milano e si era prostituito a sua volta entrando in un bordello gay gestito dall'innominato, questo era una sorta di Elton Jonn del 1600 che suonava il pianoforte ed indossava vestiti fatti di piume di pavone; da questo Renzo aveva contratto la sifilide e per curarsi era finito in un ospedale gestito dai frati dove aveva conosciuto Fra Cristoforo, alla fine Renzo si era innamorato di Fra Cristoforo e si era fatto frate a sua volta, Lucia invece era stata presa come concubina in casa da Don Abbondio, il quale una volta messe le mani sui soldi del fratello aveva abbandonato il sacerdozio. Don Rodrigo e l'innominato invece si erano messi in società aprendo una catena di locali notturni.

    Era un testo scritto interamente a mano su un quaderno, era molto lungo come testo e pieno di particolari scabrosi e non riferibili, lo avevamo letto in tre o quattro ma poi una mia compagna di classe si era fatta beccare dall'insegnante che gli aveva sequestrato il quaderno.
    Il fatto era successo verso la fine dell'anno scolastico ed al termine l'autore del testo era stato bocciato, non aveva ripetuto l'anno ed ho completamente perso i contatti con lui, non so più che fine abbia fatto quel quaderno con quella storia idiota, ma sono convinto che nel leggerlo il professore di sia ammazzato di risate.

    Edit: ricordo soprattutto l'inizio del pseudo-romanzo, era scritto in modo arcaico e non riesco a riprodurlo fedelmente dato che è passata una vita, ma cerco di fare il possibile: Sulle rive del lago di Como v'era un giovine ch'avea un ramo fra le gambe che a seconda dello sporgere o rientrare di seni e golfi, spesso volgeva a mezzogiorno...
    Se tutto l'impegno che ci aveva messo nel scrivere quelle bestialità lo metteva nello studio sono sicuro che non sarebbe stato bocciato
    Ultima modifica di Tanny; 01-15-2018 alle 07:15 PM.

  • #73
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    Predefinito inizio capitolo VIII

    Il capitolo apre con il famosissimo "Carneade! Chi era costui?"

    La cosa buffa è che la fama di Carneade sta proprio in questa citazione, Carneade è famoso perché don Abbondio lo cita, non perché si sappia qualcosa di lui e del suo pensiero, dimostrazione che spesso essere citati nel romanzo più famoso vale più di mille anni di storia, così come oggi quando un nome viene fatto alla televisione viene considerato famoso, a prescindere.

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  • #74
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    Predefinito Capitolo ottavo

    Dà molto da pensare che don Abbondio legga libri prestati, i primi che all'amico 'vengono per le mani'... e intanto però legge, fingendo che la febbre non gli sia passata... Da parte sua invece Lucia è la più impaurita, sopratutto per essere costretta a ricorrere ad un sotterfugio per potersi sposare. Tanto impaurita che le parole nemmeno le escono di bocca e don Abbondio subito si affretta a zittirla... che metodi!!
    Viene però da pensare cosa sarebbe accaduto se Lucia non avesse accettato di fare il matrimonio in segreto.

    Riguardando invece la nota a Omnia munda mundis nel testo scolastico ho trovato un riferimento alla lettera di Paolo a Tito (contenuta nella Bibbia), e questo mi ha fatto riflettere: padre Cristoforo non si lascia tanto influenzare dal pensiero comune... ciò che stanno facendo non è in sé sbagliato, lo è solo agli occhi di chi potrebbe vedere e pensare chissà che. In altre parole, padre Cristoforo non contravviene come può sembrare al pudore comune, o a qualche giusta norma di comportamento. Questo mi ricorda che giudicare è sempre facile, ma a volte siamo noi che andiamo a vedere o a cercare il male dove non c'è!

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  • #75
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    Predefinito

    Sono arrivato al capitolo XX ed ho fatto la conoscenza dell'innominato

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