Sinossi:
All'ombra della Mole, Torino trema. Lo Stilista è là fuori, a caccia di giovani donne in sovrappeso da rimodellare a costo della vita, al fine di trasformarle
in manichini umani per le sue fantasie malate. Là fuori, tuttavia, c'è anche Laura Bassi, capitano dell'Arma dei Carabinieri, una donna ferita ma mai doma,
determinata a fermare lo stilista una volta per tutte cercando, nel frattempo, di rimettere insieme i pezzi della propria vita privata.

Commento:
Laura Bassi è un capitano dei carabinieri d’istanza a Torino: è brava nel suo lavoro, determinata e rispettata dai colleghi e dai superiori. Laura è, però, anche e prima di tutto una donna con passioni, sentimenti, gusti che condivide con tante altre donne, anche con le vittime che si trova a difendere. Ciò che la differenzia da loro è il fisico: Laura è bella, in forma, ha un fisico da urlo; le donne scomparse e poi uccise dal serial killer che sconvolge Torino, invece, sono tutte in sovrappeso, non esattamente delle modelle, non proprio delle femmes fatales. E lui, lo stilista, le prende di mira per questo: nel meccanismo perverso che domina la sua mente, vuole far loro del bene, vuole che perdano peso, che si curino, che si vestano in modo elegante. E’ così che le trovano gli inquirenti, morte ma curate maniacalmente. Ma chi è questo cacciatore che uccide le sue prede in modo così singolare? E perché lo fa? E’ questo che bisogna capire per fermarlo: la causa della sua follia è nel suo passato.
Ciò che, più di tutto, caratterizza questa storia è la quotidianità: questa è una vicenda tristemente realistica, che ha riscontri nella vita quotidiana e nella realtà che è sotto i nostri occhi ogni giorno. Tante donne, donne comuni, normali, rispettabili, vengono uccise per i motivi più svariati e più inspiegabili. Il killer non è un mostro alieno, è un uomo qualunque, senza segni particolari, uno di quelli che potremmo incontrare ogni giorno al lavoro, al bar, in palestra, al supermercato… la follia omicida, celata dietro una maschera di anonimato, nasce dalla non accettazione e si estrinseca in una voglia di riscatto e di rivalsa agli occhi degli altri e di se stesso. Tutto, nel killer, è umano e profondamente umani sono anche gli altri personaggi di questa storia: umani sono Laura e Fabio con le scottature e le insicurezze; umani sono gli agenti con le battute per scaricare lo stress; umano è il profiler con la spigolosità che nasconde un dolore. Questa è una storia che, potenzialmente, potrebbe accadere in qualunque città, a qualunque capitano di polizia, a qualunque uomo che non viva serenamente il proprio essere, a qualunque donna che lo incontri sulla sua strada. Questo, indubbiamente, ne accresce il realismo.
“Lo stilista”, è, in definitiva, un buon thriller scorrevole, che si fa leggere velocemente e piacevolmente e che regala anche qualche buon brivido. Consigliato soprattutto per la sua componente di umanità e realismo.