Il libro raccoglie due lunghi racconti, "Cristina" e "Sacrilegio".

"Sacrilegio" parla di un amore nevrotico, destinato al fallimento, tra due persone deluse dalle precedenti esperienze. La descrizione dei due personaggi, Giorgio e Teresa, è mirabile ma l'ho trovata estremizzata, forzata, tutta sentimenti esasperati.
Il racconto che mi ha incantato è, invece, "Cristina", tanto che consiglierei a chiunque di leggerlo.
Cristina è una ragazza modesta, riservata, che non ha ambizioni se non quella di realizzare un matrimonio tranquillo, con un uomo solido. E il suo sogno è ad un passo dall'avverasi, quando una combinazione funesta di prepotenza maschile, perbenismo sociale, chiacchiere di paese e bigottismo clericale la distinerà all'eterna infelicità.
Oltre alla scrittura magistrale dell'autrice, che non conoscevo, sono rimasta folgorata dal quadro che emerge, dove la prevaricazione eni confronti delle donne, in tutti i tempi, schiaccia anche i desideri più onesti, le aspettative più modeste e innocenti.
Ho (audio)letto questo libro contemporaneamente ai Promessi sposi di Manzoni, ed il parallelismo tra la giovane Cristina e la monaca di Monza mi è parso lampante.
Da leggere.