"Un uomo vaga sul ciglio di una strada in montagna, i suoi abiti sono sporchi di sangue, nel suo zaino viene trovata una mano mozzata con un anello e la foto di un volto di ragazza con due ellissi di carta sugli occhi. Teresa Battaglia, commissario di polizia a Udine, si butta anima e corpo sul caso. Ma sono troppe le cose che non quadrano: un uomo in stato confusionale da cui non riescono a sapere nulla e lo spettro della pazzia in un caso di omicidio. E se, invece, la ragazza non fosse ancora morta e ci fosse tempo per salvarla? Ma il tempo, a Teresa, divorata dal diabete e da una malattia che le rosicchia giorno dopo giorno frammenti sempre più ampi di memoria, è l’unica cosa che manca.

Con La ragazza dagli occhi di carta Ilaria Tuti, astro nascente della narrativa di genere italiana, è arrivata finalista al Premio Grado Giallo 2015."

E' solo un racconto da leggere d'un fiato, ambientato sulle montagne innevate tra il Friuli e l'Austria, ma è eccellente, un vero gioiellino, e la protagonista, il commissario Teresa Battaglia, è strepitosa nella sua unicità. Teresa è una donna fatta, il corpo appesantito dagli anni e dal diabete, la mente resa opaca dalla paura del domani per la malattia che le ruba i ricordi e dalle ombre del passato.


"È difficile riconoscere il male, quando è troppo vicino. Non c'è prospettiva, non si riesce a mettere a fuoco. Ci è già addosso e ha il volto amico di chi amiamo".
“Era fatta di pasta dura quella del torrone, come diceva lei.”
“Erano polaroid macchiate di sangue, ritraevano una ragazza dai lineamenti regolari … gli occhi erano di carta”.


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