Che cosa accomuna sant'Agostino, gli inquisitori, Jean-Paul Sartre, John Harvey Kellogg degli omonimi cereali e Sigmund Freud? Che cosa ha occupato insistentemente l'attenzione di medici, pensatori, sessuologi e Padri della Chiesa rigorosamente uomini dall'origine dei tempi e a qualsiasi latitudine? L'aver dedicato troppa attenzione all'organo sessuale femminile, chi proponendo fantasiose operazioni, chi sostenendo che la masturbazione provocasse il cancro, chi pensando di rintracciare nella grandezza delle piccole labbra segni del diavolo... Dopo secoli di repressione e silenzio, con una carrellata che va dagli antichi Greci, le donne preistoriche, la Bella Addormentata, fino alle divinità indiane, i libri di biologia e le pubblicità di assorbenti, l'autrice svedese Liv Strömquist solleva il velo che nasconde l'organo sessuale femminile, in un libro esilarante e documentatissimo, nel quale idee preconcette, convinzioni diffuse e teorie blasonate vengono frantumate dal buonsenso e dalla logica di chi racconta il corpo delle donne nella sua forma e in base ai desideri che esprime, se li si vuole ascoltare. Un atto di accusa irridente, politicamente scorretto, che sposta il baricentro del discorso di genere, riportandolo all'origine del mondo.

Un libro a fumetti che ho scoperto durante il Festival dell'Internazionale a Ferrara del 2017. A dire la verità l'incontro con l'autrice mi ha entusiasmato più del libro che ho trovato carino, intelligente, ma a tratti troppo cavilloso e decisamente di un umorismo che non condivido.
A quanto pare in Svezia ha venduto moltissimo e ho letto proposte di renderlo obbligatorio nelle scuole... ben venga, anche se credo che una lettura del genere possa annoiare prima dei 18-20 anni...
forse sarebbe meglio estrapolare alcuni spunti, piuttosto che far leggere tutto il libro...
comunque lo consiglio, se non altro si imparano un sacco di cose!