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Discussione: Diritti umani e pena di morte

  1. #1
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    Predefinito Diritti umani e pena di morte

    Ieri in Texas - Pena di morte sospesa un'ora prima dell'esecuzione, commutata in ergastolo.
    Accolta la battaglia del padre sopravvissuto alla strage che avrebbe perso l'unico famigliare rimastogli.

    Huntsville - Il governatore del Texas Greg Abbott ha commutato in ergastolo la pena di un condannato a morte un'ora prima dell'esecuzione. Thomas "Bart" Whitaker aveva ucciso nel 2003 a Houston la madre e un fratello.

    A portare avanti la battaglia per la sua salvezza, il padre scampato alla strage. In considerazione della sua preghiera di lasciare in vita l'unico familiare rimastogli, seppure responsabile delle uccisioni, Abbott ha accolto una rara raccomandazione in questo senso da parte dell'autorita' giudiziaria.

    "Sono grato della decisione non per me ma per mio padre - ha detto Whitaker appreso che non sarebbe stato giustiziato - ogni punizione per me sarebbe stata giusta, ma mio padre non ha fatto niente di male. Il sistema oggi per lui ha funzionato. E io faro' del mio meglio per svolgervi il mio ruolo".

    "Il padre di Whitaker - ha detto il governatore Abbott, repubblicano, che avrebbe potuto anche negare la sospensione - si e ' opposto con passione alla messa a morte di suo figlio, affermando che in caso contrario si sarebbe sentito vittima per la seconda volta, dopo essere scampato alla strage".

    Dal 1982, quando il Texas ha reintrodotto la pena di morte, e' accaduto solo quattro volte che la commissione per la liberta' abbia raccomandato clemenza per dei condannati. Prima di questa l'ex governatore Rick Perry, anche lui repubblicano, ne aveva accolta solo una su tre.

    http://dirittiumani1.blogspot.it/201...esa-unora.html
    Ultima modifica di qweedy; 02-23-2018 alle 03:28 PM.

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  • #2
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    Una breve riflessione, interessantissima, di Domenico Quirico sui migranti e sui diritti umani:



    All’inizio chiarisce subito che il problema della migrazione non è un problema di compassione o di bontà, ma è un problema di diritti.

    Sottolinea l’importanza di “restare umani”, ripercorrendo la storia dei diritti che in passato “abbiamo sempre applicato a un uomo astratto, in quanto uomo e basta, mentre ora il diritto in quanto uomo non vale più”.
    “La prima domanda che viene posta al migrante quando arriva è ‘Tu da dove vieni?, la domanda più idiota”, spiega Quirico e continua facendo l’esempio su un migrante proveniente dall’Eritrea, a cui , secondo il giornalista, si direbbe: “No, mi spiace. Il concetto di diritto per te non vale. Tornatene da dove sei venuto”.


    “Oggi facciamo il percorso inverso, non poniamo il concetto di diritto in senso astratto a ogni uomo, ma facciamo quello che è stato fatto prima, lo applichiamo a qualcuno: io sono europeo, ho un passaporto, sono occidentale, ho dei diritti, il migrante no”.
    “Il diritto vale solo per noi, che siamo all’interno del paradiso. Per noi che viviamo nel super attico dell’occidente. E questa è la negazione di ciò che siamo. Nel momento in cui neghiamo tutto questo, ci disintegriamo. Non abbiamo più alcuna funzione nella storia del terzo millennio. Non siamo più niente.”

    “A me il migrante utile, non interessa. Del migrante perché mi porta delle cose a me non importa niente. A me interessa il migrante inutile, quello che quando arriva a Lampedusa lo tocco con i guanti di gomma. Come non faccio nemmeno più con le bestie.
    E gli metto la mascherina perché ho paura dei contagi. Quello è il mio migrante, quello che ho il dovere di accogliere, che non sa fare niente, non è niente, quello che una volta chiamavano il povero. Si mette sulla battigia, alza le braccia e dice io sono qua. Non l’altro che ce la può fare perché ha tre titoli di studio e magari posso integrare nella nostra attività economica”.


    Il giornalista insiste sul concetto di “migrante inutile”, che è quello verso cui dovremmo essere più umani e il primo che dovremmo accogliere.
    Spesso si parla di opportunità che il migrante può portare al nostro paese, al paese accogliente. Il migrante utile è quello che apporta un contributo: al PIL, all’economia in generale, quello che si mette a fare dei lavori che l’italiano non fa più.
    Tutto questo per Quirico è sbagliato l’unica possibilità che il migrante ci offre dice è quella “di dimostrare di essere quello che devo essere”.

    “È la più grande occasione storica, forse l’ultima che questa parte del mondo ha”
    Ultima modifica di qweedy; 03-10-2018 alle 12:26 PM.

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    Grazie, Qweedy!
    Sto leggendo proprio ora un libro di Quirico, intitolato "Esodo", in cui narra di avere attraversato anche lui il Mediterraneo su un barcone di migranti. Ha una scrittura potente ed un pensiero lucidissimo. Ma temo rimarrà una voce nel deserto, di questi tempi

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    Grazie, Qweedy!
    Sto leggendo proprio ora un libro di Quirico, intitolato "Esodo", in cui narra di avere attraversato anche lui il Mediterraneo su un barcone di migranti. Ha una scrittura potente ed un pensiero lucidissimo. Ma temo rimarrà una voce nel deserto, di questi tempi
    Mi permetto di dire un mio pensiero...cioè, non un pensiero, una constatazione di ogni giorno, fra i diritti umani ci dovrebbe essere anche un diritto alla libertà ...la libertà di poter portare la spazzatura senza guardarsi continuamente intorno, la libertà di potersi affacciare alla finestra senza vedere delle grate (cosa che purtroppo ho dovuto fare), la libertà di andare dalla pizzeria alla macchina da sola...

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    Mi permetto di dire un mio pensiero...cioè, non un pensiero, una constatazione di ogni giorno, fra i diritti umani ci dovrebbe essere anche un diritto alla libertà ...la libertà di poter portare la spazzatura senza guardarsi continuamente intorno, la libertà di potersi affacciare alla finestra senza vedere delle grate (cosa che purtroppo ho dovuto fare), la libertà di andare dalla pizzeria alla macchina da sola...
    Lo so. È vero. Ma leggo anche di come erano considerati i migranti italiani a New York all'inizio del '900... Eppure quanti dei loro discendenti oggi eccellono nelle piu varie professioni
    Gli esseri umani non possono essere giudicati se non singolarmente. Se poi la povertà crea maggiori occasioni di devianza, diventa necessario riflettere sulle cause della povertà. Urla, muri e guerre contro i poveri non faranno che renderli più determinati a conquistarsi la loro fetta di oaradiso, e in definitiva a farci stare, tutti, molto peggio. Conosco un po' la Storia dell'umanità ed è sempre accaduto così. Non è quello che voglio per i nostri figli. Insomma, anche se non consideriamo tutto il gigantesco capitolo dei diritti umani, credo che solo una valutazione di opportunità ci farebbe vedere oltre le "ricette" che semplificano e ci farebbero lavorare a fondo sul problema.

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    Sto leggendo proprio ora un libro di Quirico, intitolato "Esodo", in cui narra di avere attraversato anche lui il Mediterraneo su un barcone di migranti. Ha una scrittura potente ed un pensiero lucidissimo. Ma temo rimarrà una voce nel deserto, di questi tempi
    Scopro ora che Quirico (che ricordavo per il rapimento in Siria) si è mischiato ai partenti, è salito su una carretta che si è arenata nei pressi di Lampedusa; è stato in Tunisia dove i primogeniti hanno l’onore di tentare la sorte; ha visitato il Mali con i suoi villaggi che sopravvivono sulle rimesse dei migranti; ha percorso la frontiera tra Marocco e Spagna: ovunque miseria, disperazione, violenza, mancanza di alternative. Nel girone delle vittime, la sorte più crudele è riservata alle donne: c’è chi viene stuprata ripetutamente prima di riuscire a partire, chi per restare in vita deve darsi alla prostituzione.

    @ Spilla: ho pensato di leggere anch'io un libro di Domenico Quirico, ha una lucidità di visione fuori dal comune.

    Spero riusciate a vedere il video di Domenico Quirico, è stupefacente la sua spiegazione lucida sul significato dei diritti umani. Mi ha sconvolto.


    Citazione Originariamente scritto da SALLY Vedi messaggio
    Mi permetto di dire un mio pensiero...cioè, non un pensiero, una constatazione di ogni giorno, fra i diritti umani ci dovrebbe essere anche un diritto alla libertà ...la libertà di poter portare la spazzatura senza guardarsi continuamente intorno, la libertà di potersi affacciare alla finestra senza vedere delle grate (cosa che purtroppo ho dovuto fare), la libertà di andare dalla pizzeria alla macchina da sola...
    Giustissimo!
    Per quanto riguarda le migrazioni, il discorso è molto complesso, ed è la scommessa del terzo millennio.
    Trovo intelligente l'iniziativa di Comunità di Sant'Egidio e della Comunità Valdese, di far arrivare piccoli gruppi di famiglie in aereo, che vengono seguite fino al completo inserimento lavorativo. Famiglie con bambini che vengono prese in carico fino alla loro totale autonomia. E' un approccio molto diverso dall'avere uomini allo sbando in fuga nel nostro paese, che possono solo delinquere.

    Come dice Milena Galbanelli in questo interessantissimo video, come possono integrarsi se non conoscono la nostra lingua?


    Ultima modifica di qweedy; 03-10-2018 alle 12:57 PM.

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    Lo so. È vero. Ma leggo anche di come erano considerati i migranti italiani a New York all'inizio del '900... Eppure quanti dei loro discendenti oggi eccellono nelle piu varie professioni
    Gli esseri umani non possono essere giudicati se non singolarmente. Se poi la povertà crea maggiori occasioni di devianza, diventa necessario riflettere sulle cause della povertà. Urla, muri e guerre contro i poveri non faranno che renderli più determinati a conquistarsi la loro fetta di oaradiso, e in definitiva a farci stare, tutti, molto peggio. Conosco un po' la Storia dell'umanità ed è sempre accaduto così. Non è quello che voglio per i nostri figli. Insomma, anche se non consideriamo tutto il gigantesco capitolo dei diritti umani, credo che solo una valutazione di opportunità ci farebbe vedere oltre le "ricette" che semplificano e ci farebbero lavorare a fondo sul problema.
    Io sono figlia di migranti del dopoguerra e i racconti che ho sentito sono molto lontani da questi baldi giovanotti che girano in gruppi di 6-7 con lo smartphone, come dice qweedy, un'altra cosa sarebbe far integrare famiglie...ma qui di famiglie se ne vedono ben poche, c'abbiamo i proprietari di case sfitte che ce ne mettono dentro... 13 solo in una casa, risultato tutti tabarrati in casa, vigilanza notturna a pagamento ....nostro, grate e quant'altro...dopo furti a raffica naturalmente, calcola che io fino a 2006 dormivo con la porta aperta per permettere al cane di uscire quando voleva di notte....adesso faccio io la guardia a loro, non vorrei me li facesssro arrosto che sono belli in carne so che non si può più tornare indietro, e non è certo questo il mondo che voglio per mia nipote, forse io lo sento di più perchè avendo una certa età, mi ricordo come eravamo veramente liberi in casa nostra, ma dove sono i bambini siriani? dove sono le donne ? a parte qualche sparuto numero sono tutti trentenni in forma e nullafacenti, c'è qualcosa che non funziona in questa cosa...

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    Ci sono tante buone ragioni per diventare amici di penna di un condannato a morte. Comunità di Sant'Egidio sta cercando persone disponibili a corrispondere con un condannato.

    Ricevere una lettera è il segno che qualcuno ha a cuore la tua vita. E' un legame con il mondo esterno. E' la speranza che qualcuno si ricordi di te.
    La lettera ha un valore enorme sempre, per chi sta in carcere ancora di più.

    https://www.santegidio.org/pageID/30...O-A-MORTE.html

    Da circa 12 anni corrispondo con un condannato a morte in Texas.
    In una situazione al limite della sopravvivenza, disumana, in isolamento totale in una cella di due metri per tre per 23 ore al giorno, senza contatti con gli altri detenuti, ricevere una lettera creando un legame significa sentirsi ancora umani.

    Papa Francesco si è pronunciato più volte, con forza, contro la pena di morte: "Il comandamento ‘non uccidere’ ha valore assoluto e riguarda sia l’innocente che il colpevole. Anche il criminale mantiene l’inviolabile diritto alla vita."
    “È necessario ribadire pertanto che, per quanto grave possa essere stato il reato commesso, la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”.

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    Spagna, suore di clausura contro la sentenza sullo stupro di gruppo di Pamplona: "Difendiamo il diritto delle donne di essere libere"

    Una sentenza per stupro di gruppo declassato ad "abuso" dai giudici sta facendo discutere tutta la Spagna.
    E anche le carmelitane di Hondarriba, della diocesi di San Sebastian hanno espresso il loro punto di vista critico sul verdetto dei giudici con un post su Facebook:

    "Noi viviamo in clausura, portiamo un abito quasi fino alle caviglie, non usciamo di notte (se non per le emergenze), non andiamo a feste, non assumiamo alcolici e abbiamo fatto voto di castità. Questa è una scelta che non ci rende migliori né peggiori di chiunque altro, anche se paradossalmente ci renderà più libere e felici di altri. E perché è una scelta libera, difenderemo con tutti i mezzi a nostra disposizione (questo è uno) il diritto di tutte le donne a fare liberamente il contrario senza che vengano giudicate, violentate, intimidite, uccise o umiliate per questo. Sorella, io ti credo".

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