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Discussione: 224° Mg - Epepe di Ferenc Karinthy

  1. #1
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    Predefinito 224° Mg - Epepe di Ferenc Karinthy

    Jessamine, Bonadext ed io stiamo per salire sull'aereo sbagliato e finire in un luogo sconosciuto fra gente che non ci capirà...per fortuna almeno fra noi tre ci capiremo!
    Se qualcun altro è incuriosito da questo libro o non sa cosa leggere in questo periodo può unirsi a noi.

    Allacciate le cinture di sicurezza si parte!

    Buona lettura

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  3. #2
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    Eccoci, finalmente!
    La trama di questo libro mi ha conquistata, non vedo l'ora di gettarmici (anche se ho un po' paura ).

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  5. #3
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    Per adesso ho letto solo la prefazione in cui Emmanuel Carrere dice di aver letto questo libro 3 volte in 5 anni cavolo deve essergli piaciuto davvero tanto!
    Ci sono solo altri 5 libri che ha letto così tanto: Ethan Frome della Wharton, Preghiera per Cernobil di Svetlana Aleksievic, Austerlitz di Sebald, Autobiographie de mon pere di Pachet e Morire dentro di Silverberg. Io di questi ho letto solo Austerlitz ed effettivamente lo consiglio molto bello e particolare come libro.
    Carrere cita inoltre W o il ricordo d'infanzia di Perec, altro libro che sembra molto particolare, cosa che non mi stupisce comunque, io di Perec ho letto Vita. Istruzioni per l'uso che non è certo un romanzo "canonico". Bene penso che la mia wishlist si sia allungata ancora un po'

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  7. #4
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    Io sto leggendo l'edizione Adelphi del 2015, quella con la prefazione di Emmanuel Carrere, che non mi sembra nemmeno troppo spoilerosa (sì, sono un caso perso, non riesco a trattenermi e finisco sempre per leggere le prefazioni prima dei libri ).
    Non conoscevo la storia di Andràs Toma, l'uomo ungherese rimasto in un manicomio russo per cinquant'anni senza mai imparare il russo e senza che nessuno si sforzasse di trovare un modo per comunicare con lui. Terribilmente angosciante, ma anche molto interessante.

    Per ora sono arrivata circa a pagina 40 (non mi sembra ci siano capitoli ) e devo dire che per ora mi sta piacendo molto: è scorrevole, e l'autore riesce a rendere molto bene il senso di angoscia, spaesamento e alienazione provato dal protagonista. Forse sono un po' influenzata dalle parole di Carrere, ma mi sembra che la cosa più angosciante qui non sia tanto il fatto che il protagonista non comprenda questa strana lingua, quanto piuttosto la totale mancanza di voglia di comunicare di tutto il resto del mondo: nessuno che si sforzi di comprendere i suoi gesti, nessuno che noti la sua disperazione e le sue difficoltà... un incubo, davvero.
    Ovviamente è ancora presto per qualsiasi giudizio, ma per ora mi sembra che sia un libro nelle mie corde (anche se credo lo leggerò in pausa pranzo, riservandomi qualcosa di meno angosciante per la sera ).

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  9. #5
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Per adesso ho letto solo la prefazione in cui Emmanuel Carrere dice di aver letto questo libro 3 volte in 5 anni cavolo deve essergli piaciuto davvero tanto!
    Ci sono solo altri 5 libri che ha letto così tanto: Ethan Frome della Wharton, Preghiera per Cernobil di Svetlana Aleksievic, Austerlitz di Sebald, Autobiographie de mon pere di Pachet e Morire dentro di Silverberg. Io di questi ho letto solo Austerlitz ed effettivamente lo consiglio molto bello e particolare come libro.
    Carrere cita inoltre W o il ricordo d'infanzia di Perec, altro libro che sembra molto particolare, cosa che non mi stupisce comunque, io di Perec ho letto Vita. Istruzioni per l'uso che non è certo un romanzo "canonico". Bene penso che la mia wishlist si sia allungata ancora un po'
    Cavoli, questi me li segno !
    Peccato che io sia inviluppata in Proust, mi sarei aggiunta volentieri a voi, in questa lettura

  10. #6
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    Io ho l'ultima edizione quella con la copertina nera. L'introduzione l'ho saltata, la leggerò alla fine per evitare spoiler... tra l'altro di Carrere (autore mai letto) ho appena preso "Io sono vivo, voi siete morti" l'autobiografia romanzata su Philip K. Dick

    Tornando a Epepe sono arrivato a pagina 48, dove ruba l'elenco telefonico
    L'inizio del romanzo l'ho trovato abbastanza soft, sembrava tutto un semplice sbaglio, l'aereo, le incomprensioni, ma poi mano a mano che le pagine vanno avanti sembra un incubo dei più kafkiani Sta diventando assurdo, grottesco, non riuscire a comunicare con gli altri è annichilente, tra l'altro sembra che più ci siano persone in quella città più sia impossibile comunicare o farsi comprendere! Un'altra cosa che ho notato è l'assenza di orologi, il protagonista sembra regolarsi a "stomaco", l'assenza dello spazio e del tempo sembrano le fondamenta di questo incubo

    La cosa che mi ha colpito della scrittura è la sua semplicità, mi aspettavo uno stile narrativo più intricato, più difficile da seguire, non so perchè forse il paragone a Kafka è inevitabile!

    Proseguo fiducioso, e come nella migliore tradizione kafkiana prevedo un finale tragico!

  11. #7
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    Io sto leggendo un'edizione Adelphi del 2017. I capitoli ci sono ma non sono numerati perciò è come non ci fossero riportiamo il numero della pagina per segnalare dove siamo arrivati tanto mi sembra che non ci siano differenze tra le nostre edizioni.

    @Bona: puoi leggerti tranquillamente la Prefazione non ti spoileri niente, vieni solo a conoscenza della storia assurda dell'ungherese Andras Toma e di alcuni titoli che penso finiranno dritti dritti nella tua wishlist perché mi sembrano tutti abbastanza strani e particolari (forse tranne quello della Wharton) da attirare la tua attenzione

    @ Spilla: mi sembra di aver capito che il libro di Pachet non sia tradotto in italiano ma non ho fatto una ricerca approfondita perciò potrei sbagliarmi

    Io sono ancora a pag. 26 perché per adesso lo leggo solo la sera, il giorno cerco di finire quello di Boll che ancora non avevo finito, ma mi restano poco più di 20 pagine

  12. #8
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    @ Spilla: mi sembra di aver capito che il libro di Pachet non sia tradotto in italiano ma non ho fatto una ricerca approfondita perciò potrei sbagliarmi
    Mi restano sempre gli altri
    Però quello della Aleksievič l'ho letto

  13. #9
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    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Mi restano sempre gli altri
    Però quello della Aleksievič l'ho letto
    Ah interessante! E lo consigli? Io ho letto quello di Sebald e lo consiglio vivamente! La prima parte è strana - ma non brutta, assolutamente - sia per le foto, sia per il testo, ma la seconda parte è meravigliosa...

  14. #10
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Ah interessante! E lo consigli? Io ho letto quello di Sebald e lo consiglio vivamente! La prima parte è strana - ma non brutta, assolutamente - sia per le foto, sia per il testo, ma la seconda parte è meravigliosa...
    La prima parte sì, assolutamente. Poi anche lei si ripete , però è interessante l'intento "documentale"dell'opera. A livello letterario invece non vale granché.

  15. #11
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    @Bona: puoi leggerti tranquillamente la Prefazione non ti spoileri niente, vieni solo a conoscenza della storia assurda dell'ungherese Andras Toma e di alcuni titoli che penso finiranno dritti dritti nella tua wishlist perché mi sembrano tutti abbastanza strani e particolari (forse tranne quello della Wharton) da attirare la tua attenzione
    Va be' ormai la leggo alla fine per non distrarmi

  16. #12
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    Che meraviglia questo gruppo di lettura... ho letto Epepe qualche anno fa e mi ha folgorata.
    Vi seguo con piacere, sarà come rileggerlo: ricordo che il senso di incubo e claustrofobia aumenta nel corso della lettura e diventa sempre più angosciante.

    Francesca

  17. #13
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    Io ho letto poco più di 50 pagine.

    la parte in cui cerca disperatamente di trovare qualcosa da mangiare è davvero angosciante non vorrei proprio trovarmi in una situazione simile
    Ma sono angoscianti anche tutte quelle file interminabili, la gente che ti spintona, quasi ti trascina nel suo cammino e poi il fatto di non poter neppure chiedere una semplice indicazione è semplicemente paralizzante
    Giuro che sono tentata di andarmi a leggere l'ultima pagina giusto per sapere che c'è un happy end

  18. #14
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    Eccomi, sono arrivato a pagina 111.
    Ormai è un continuo ripetersi per il nostro protagonista, le sta provando tutte ma sempre inutilmente, assurdo quando si fa arrestare per niente!

    I soldi iniziano a scarseggiare, la fine si fa più vicina, cosa farà quando finiscono? Si suicida? Morirà di fame? Si farà arrestare di nuovo?

    Questo libro ti fa sentire impotente di fronte alla società, di fronte al mondo! Vorresti che succeda qualcosa, un cambiamento a tutta questa incomunicabilità, a questa totale indifferenza. L'unico squarcio sembra darglielo la tipa bionda, che poi sembra essere lei Epepe

    Ho letto anche l'introduzione, ma i libri che consiglia Carrere non mi ispirano invece mi ispira il film che cita "Ricomincio da capo"

  19. #15
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    Io sono un po' indietro a pag. 80 circa. Budai si è fatto arrestare perché gli era sembrata un'idea geniale per chiarire finalmente la sua situazione, temo non sia sta gran genialata

    Comunque avete notato anche voi che finora i pochi "contatti" umani - seppure inconcludenti - che Budai ha avuto sono stati tutti con donne? Prima la tipa da cui aveva cercato di ottenere informazioni fuori dalla metro e che gli aveva fatto segno di seguirla, magari aveva capito chissà che ma almeno ha dato segno di aver "notato" Budai. Poi la prostituta che si mette a piangere e cerca di trattenerlo, anche lei chissà che avrà capito, ma almeno si è rivelata una persona con dei sentimenti; e poi Epepe - si Bona, Epepe è la ragazza bionda dell'ascensore - che da segno non solo di riconoscere Budai, ma di ricordare anche a quale piano ha la camera.
    Secondo voi è solo una coincidenza o forse Karinthy pensava che il superamento dell'incomunicabilità potesse partire dalle donne?

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