Trama: "Il commissario Van Veeteren, ispettore capo della polizia di Maardam, è finalmente a riposo e non ha intenzione di tornare a fare il detective: il nuovo lavoro alla libreria antiquaria Krantze e la relazione con Ulrike sono la sua occupazione a tempo pieno. Non può però sottrarsi alla richiesta di aiuto del sovrintendente Müster, che per anni è stato il suo fido braccio destro. Lui e i suoi colleghi sono impantanati in un caso che li sta mettendo in seria difficoltà: Waldemar Leverkuhn, pensionato dalla vita all'apparenza irreprensibile, una notte viene trovato accoltellato nel suo letto. Quella sera aveva festeggiato al ristorante insieme a tre amici una modesta vincita alla lotteria. E uno di loro, proprio da quella sera, sembra svanito nel nulla... Scavando a fondo nel passato famigliare della vittima, e guidato dalle intuizioni che anche da lontano Van Veeteren riesce a fargli avere, Münster a poco a poco si avvicina a una cupa verità e alla soluzione del caso, che metterà in pericolo la sua stessa vita."

Amo molto questo scrittore svedese, che scrive gialli dove l'omicidio è il pretesto per descrivere l'umanità che ci gira intorno, i gesti quotidiani, le riflessioni, la vita reale. Non ci sono super-poliziotti all'americana, ma persone vere.
Questo, seppur gradevole, non è il suo miglior romanzo, ha delle lentezze ed è condotto stancamente, nonostante la sorpresa finale.
Di questo autore consiglio soprattutto la serie con protagonista il commissario Gunnar Barbarotti (L’uomo senza un cane, Era tutta un’altra storia, L’uomo con due vite, L’uomo che odiava i martedì e Confessioni di una squartatrice) e la serie del commissario Van Veeteren (La rete a maglie larghe, Una donna segnata, L’uomo che visse un giorno, Il commissario e il silenzio, Carambole, Un corpo sulla spiaggia, La rondine, il gatto, la rosa, la morte, Il caso G e Il commissario cade in trappola).