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Discussione: 38° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #16
    Victorian lady
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    Una poesia che rivela un'indagine psicologica coinvolgente.
    I poeti, così come gli artisti in generale, sono grandi conoscitori dell'animo umano.

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  • #17
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    Non ci sono uomini poco interessanti. Sono i loro destini storie di pianeti. Tutto, nel singolo destino, è singolare e non c’è un altro pianeta che gli somigli.
    Ma se qualcuno è vissuto inosservato - e di questo si è fatto un amico - tra gli uomini è stato interessante anche col suo passare inosservato.
    Ognuno ha un mondo misterioso Tutto suo. E in esso c’è l’attimo più bello e l’ora più angosciosa, solo che noi non ne sappiamo niente.
    Se muore un uomo, con lui muore la sua prima neve, il primo bacio, la sua prima battaglia…E tutto egli porta via con sé.
    Restano, è vero, libri e ponti macchine e quadri. E’ destino che molto rimanga, eppure qualcosa se ne va lo stesso. E’ la legge di un gioco spietato:
    non muoiono uomini, ma interi mondi. Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori. Ma, in sostanza, che ne sapevamo di loro?
    Che ne sappiamo di fratelli e amici? Che ne sappiamo del nostro unico amore?
    E anche di nostro padre, sapendo tutto, noi non sappiamo niente.
    Gli uomini passano…Ed è impossibile richiamarli in vita. Impossibile risuscitare i loro mondi misteriosi. Ma ogni volta desidero ancora gridare per questa irrevocabilità.

    Si, il contenuto mi piace... ma, come già detto per altre "poesie", per me questa è "prosa"...

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  • #18
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    Se muore un uomo,
    con lui muore
    la sua prima neve, il primo bacio,
    la sua prima battaglia…
    E tutto egli porta via con sé.

    Mi piace tantissimo il messaggio di questa poesia: non muoiono uomini, muoiono interi mondi. Indica quanto poco di noi riusciamo a trasmettere agli altri, siamo condannati alla solitudine, all'incomunicabilità e all'incomprensione. Che ne sappiamo dei figli, dei fratelli, dei genitori? Anche sapendo tutto, noi non sappiamo niente. Ognuno è unico, ognuno ha un mondo misterioso dentro di sè. Contro questa condanna irrevocabile, Evtušenko vuole gridare.

    @maclaus
    Non entro nel merito se questa è prosa o poesia, perchè non ho gli strumenti per farlo. Immagino che secondo te sia prosa perchè manca di particolari schemi metrici, ritmici o stilistici.

  • The Following User Says Thank You to qweedy For This Useful Post:


  • #19
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    @maclaus
    Non entro nel merito se questa è prosa o poesia, perchè non ho gli strumenti per farlo. Immagino che secondo te sia prosa perchè manca di particolari schemi metrici, ritmici o stilistici.
    ...esattamente qweedy
    Forse ancora non eri iscritta al forum quando abbiamo "dibattuto" sul tema... E' un'antica diatriba nel mondo della letteratura "trovare" il confine tra prosa e poesia.
    Diciamo che io sono tradizionalista e i miei riferimenti poetici sono "classici": la struttura, la metrica, la rima, sono elementi fondamentali per la mia visione di poesia...
    Un componimento poetico dev'essere musicale, ondeggiante, fluido, morbido, non spigoloso, che non sia "faticoso" quando lo leggi...
    E non si tratta per forza di rime: Solo e pensoso/ i più diserti campi/ vo' mesurando/ a passi tardi e lenti... Sempre caro mi fu quest'ermo colle/ e questa siepe che da tanta parte il guardo esclude...
    Come vedi in questi esempi immortali non vi è nessuna rima: ma leggi e rileggi e "senti" la "morbidezza", "l'andamento lento", la bellezza dei termini usati, l'amore per le parole...
    Questa è, a mio modo di vedere, poesia.

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  • #20
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    Un componimento che non conoscevo e che, a prescindere se sia prosa o poesia, mi piace moltissimo perché è scritto in un linguaggio "comprensibile" ai più e non cela il proprio messaggio dietro virtuosismi o volute oscurità. In questo modo l'autore ci permette di riflettere sulle sue parole e di farle nostre.

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  • #21
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    ...esattamente qweedy
    Forse ancora non eri iscritta al forum quando abbiamo "dibattuto" sul tema... E' un'antica diatriba nel mondo della letteratura "trovare" il confine tra prosa e poesia.
    Diciamo che io sono tradizionalista e i miei riferimenti poetici sono "classici": la struttura, la metrica, la rima, sono elementi fondamentali per la mia visione di poesia...
    Un componimento poetico dev'essere musicale, ondeggiante, fluido, morbido, non spigoloso, che non sia "faticoso" quando lo leggi...
    E non si tratta per forza di rime: Solo e pensoso/ i più diserti campi/ vo' mesurando/ a passi tardi e lenti... Sempre caro mi fu quest'ermo colle/ e questa siepe che da tanta parte il guardo esclude...
    Come vedi in questi esempi immortali non vi è nessuna rima: ma leggi e rileggi e "senti" la "morbidezza", "l'andamento lento", la bellezza dei termini usati, l'amore per le parole...
    Questa è, a mio modo di vedere, poesia.
    Capisco, ti ringrazio molto per l'eccellente spiegazione e per i sublimi i versi che hai citato.
    So che è un tema sempre molto dibattuto.
    In effetti molti poeti americani e russi, non solo Evtušenko, scrivono poesie dove il confine con la prosa, se c'è, è davvero molto labile.

    Credo sia come voler definire l'arte: molte opere ultramoderne e provocatorie esposte alla Biennale di Venezia per molti non sono arte. Penso ad esempio alla "Venere degli stracci" di Pistoletto, che pure è famosa.

    In entrambi i casi, poesia e arte, io accetto senza problemi un'interpretazione molto estensiva, se mi emoziona, se mi piace, per me va bene. Comprendo comunque la necessità di mettere dei paletti, di dare delle regole.
    Diversi anni fa ho letto in internet una "poesia" che poesia certo non era, che però mi ha colpito profondamente. Il titolo mi pare fosse "La guerra" e i versi erano una serie di croci, ripetute simmetricamente. Difficile definirla poesia, però posso dire che il messaggio è arrivato forte e chiaro.
    Ultima modifica di qweedy; 06-08-2018 alle 02:37 PM.

  • #22
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    In effetti molti poeti americani e russi, non solo Evtušenko, scrivono poesie dove il confine con la prosa, se c'è, è davvero molto labile.
    Non sono d'accordo, questo è un difetto di traduzione.


    Evtuscenko legge la sua poesia Non ci sono uomini poco interessanti



    P.S. Scusate,ero molto occupata.

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  • #23
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    Citazione Originariamente scritto da shvets olga Vedi messaggio
    Non sono d'accordo, questo è un difetto di traduzione.


    Evtuscenko legge la sua poesia Non ci sono uomini poco interessanti



    P.S. Scusate,ero molto occupata.
    Straordinario!

  • #24
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    Non ci sono uomini poco interessanti.
    Sono i loro destini storie di pianeti.
    Tutto, nel singolo destino, è singolare
    E non c’è un altro pianeta che gli somigli.
    Ma se qualcuno è vissuto inosservato
    - e di questo si è fatto un amico -
    tra gli uomini è stato interessante
    anche col suo passare inosservato.
    Ognuno
    Ha un mondo misterioso
    Tutto suo.
    E in esso c’è l’attimo più bello
    E l’ora più angosciosa,
    solo che noi non ne sappiamo niente.
    Se muore un uomo,
    con lui muore
    la sua prima neve, il primo bacio,
    la sua prima battaglia…
    E tutto egli porta via con sé.
    Restano, è vero, libri e ponti
    Macchine e quadri. E’ destino
    Che molto rimanga, eppure
    Qualcosa se ne va lo stesso.
    E’ la legge di un gioco spietato:
    non muoiono uomini,
    ma interi mondi.
    Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori.
    Ma, in sostanza, che ne sapevamo di loro?
    Che ne sappiamo di fratelli e amici?
    Che ne sappiamo del nostro unico amore?
    E anche di nostro padre, sapendo tutto,
    noi non sappiamo niente.
    Gli uomini passano…
    Ed è impossibile richiamarli in vita.
    Impossibile risuscitare i loro mondi misteriosi.
    Ma ogni volta desidero ancora
    Gridare
    per questa irrevocabilità.

    Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

    Nemmeno io entro nel merito poesia/prosa perché non ho gli strumenti adatti per farlo. Di qualsiasi cosa si tratti, però, questo testo mi piace moltissimo perché si sofferma su qualcosa che spesso sfugge alla sensibilità umana. L'importanza di ogni individuo in quanto tale, per il suo mondo interiore qualunque esso sia, ma non solo: parla di un aspetto particolare della solitudine, quello che interessa tutti, la non-conoscenza dell'altro, che non ha eccezioni. Per quanto bene conosciamo una persona, è sempre tanto quello che ci sfugge, talvolta quasi tutto anche se viviamo fianco a fianco. E' una cosa triste - non potremo mai comunicare al cento per cento con altri esseri umani - ma in un certo senso anche rassicurante - siamo noi a decidere quando, a chi e cosa trasmettere della nostra interiorità.

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  • #25
    Lunatic Mod
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    Inserisco la prossima poesia ...


    Vado a dormire (Alfonsina Storni)

    Denti di fiori, cuffia di rugiada,
    mani d'erba, tu, tenera nutrice,
    rabboccami le lenzuola di terra
    e la trapunta di muschio cardato.
    Vado a dormire, nutrice mia, addormentami.
    Mettimi una lampada al capezzale;
    una costellazione, quella che ti piace;
    tutte sono buone;
    abbassala un poco.
    Lasciami sola:
    senti i germogli spuntare...
    ti culla un piede celestiale da lassù
    e un uccello intona il suo canto
    affinché dimentichi... grazie.
    Ah, un favore:
    se chiama ancora al telefono
    digli di non insistere, sono uscita..

  • #26
    Victorian lady
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    La storia di Alfonsina Storni mi ha colpito molto, l'ho scritta in una sezione del forum.
    Trovo questa poesia drammatica ma al tempo stesso di una dolcezza infinita, di una ricerca di pace e di armonia con l'universo, forse non è stato un caso che abbia scelto il mare come sua ultima dimora.
    L'ultimo pensiero è rivolto al figlio, un addio silenzioso, forte più di mille parole.

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  • #27
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    ...sono le sue ultime parole al mondo. Parole e suoni che la poetessa scrisse poche ore prima di buttarsi nelle acque dell'Atlantico. Un addio struggente, scritto in un piccolo albergo sul Mar de la Plata, dove lei giunse dopo l'aggravarsi della sua malattia con l'intento di farla finita.
    Su quella spiaggia è rimasta una statua a ricordarla.

    Poesia struggente, è un ritorno nell'immensità della natura, torna alla terra e al mare. L'ultimo verso delicatissimo: sono uscita. Uscita di scena, uscita dalla vita.

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  • #28
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    La poesia non è tragica, la bellezza delle parole, la bellezza delle metafore danno alla poesia una leggerezza, che proviene dalla comprensione che una persona durante la sua vita e dopo la morte fa parte della natura, dell'universo.La morte fa parte della vita.
    Questi versi mi ricordano unaltro poeta, Marina Tsvetaeva (a proposito, sono nati nello stesso anno e anche la Marina Tsvetseva si è suicidata)


    ...Strappa uno stelo selvatico per te
    e una bacca – subito dopo.
    Niente è più grosso e più dolce
    d’una fragola di cimitero.

    Solo non stare così tetro,
    la testa chinata sul petto.
    Con leggerezza pensami,
    con leggerezza dimenticami.

    Come t’investe il raggio di sole!
    Sei tutto in un polverìo dorato…
    E che almeno però non ti turbi
    la mia voce di sottoterra.


    Dopo aver letto alcuni poesie di ALFONSINA STORNI mi è piaciuta molto questa poesia

    Due parole

    Questa notte all'orecchio m'hai detto due parole.
    Due parole stanche
    d'esser dette. Parole
    cosi' vecchie da esser nuove.
    Parole cosi' dolci che la luna che andava
    trapelando dai rami
    mi si fermo' alla bocca. Cosi' dolci parole
    che una formica passa sul mio collo e non oso
    muovermi per cacciarla.
    Cosi' dolci parole
    che, senza voler, dico: "Com'e' bella la vita!"
    Cosi' dolci e miti
    che il mio corpo e' asperso di oli profumati.
    Cosi' dolci e belle
    che, nervose, le dita
    si levano al cielo sforbiciando.
    Oh, le dita vorrebbero
    recidere stelle.

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  • #29
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    ...Quanto mi sei mancata Olga!
    Il tuo modo di "leggere" le poesie è incredibilmente coinvolgente...
    Riesci a penetrare fino a comprendere l'animo del poeta attraverso le sue parole.
    La morte come parte integrante della vita è sempre stato il mio pensiero e qui, in questa poesia, viene trattato con delicatezza e dolcezza...

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  • #30
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    ...Quanto mi sei mancata Olga!
    Il tuo modo di "leggere" le poesie è incredibilmente coinvolgente...
    Riesci a penetrare fino a comprendere l'animo del poeta attraverso le sue parole.
    La morte come parte integrante della vita è sempre stato il mio pensiero e qui, in questa poesia, viene trattato con delicatezza e dolcezza...
    infatti...
    mi piacerebbe moltissimo sapere
    la sua interpretazione di Clochard,
    figura non rara nei paesi dell'Est


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