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Discussione: LXXVII Cineforum - The words; 8 donne e un mistero; A serious man

  1. #16
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    Predefinito Otto donne e un mistero di Francois Ozon

    Ho fatto fatica a capire se mi fosse piaciuto oppure no.
    In generale mi piacciono i film e mi piacciono i musical, ma la commistione tra i due spesso mi resta indigesta. Anche qui devo ammettere che al primo "siparietto" ero un attimo perplessa, ma andando avanti ci si fa l'abitudine, è un po' come un momento intimo del personaggio che si spiega agli altri e mostra chi è realmente, la conclusione dove la nonna canta "il n y a pas d'amour heureux" credo ci dia anche un indizio su ciò che il regista ha voluto esprimere in questa pellicola.
    Mi sono piaciuti i colori, i costumi, il trucco, la sensualità così forte di queste donne, potrebbe essere benissimo una pièce teatrale e difatti credo che il fiom sia stato realizzato con questo in mente, i personaggi infatti rappresentano ognuno un cliché, la giovincella allegra, la signorina composta, la moglie annoiata, la mangiatrice di uomini, la serva lasciva e così via, non hanno le reazioni normali ed emotive di un film realistico ma quelle caricaturali e ai fini della trama di una rappresentazione teatrale, il tutto però non guasta!
    Io obiettivamente l'ho trovato molto triste..nessuno dei personaggi, né l'uomo né le 8 donne, è totalmente buono o totalmente cattivo, ognuno agisce per una motivazione che alla fine è totalmente diversa da quella che ci si aspetterebbe dal cliché che rappresentano, e alla fine tutti ne escono in qualche modo sconfitti tra chi perderà la vita, chi l'amore e chi il denaro, un altro messaggio sembra essere che non sempre la verità fa meno danni di una bugia.

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  • #17
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    Predefinito The words di Brian Klugman e Lee Sternthal

    Non mi ha soddisfatto, è un film in cui non ti dispiacerebbe imbatterti mentre fai zapping televisivo magari ma non da vedere al cinema, seppur presenta un bel cast (per altro attori di un certo spessore interpretano scene di massimo 1 minuto tipo J. K. Simmons che interpreta il padre di Rory Jensen e Ron Rifkin nei panni dell'editore che gli rifiuta la pubblicazione) la storia non convince e non "prende", ad esclusione forse della recitazione di Jeremy Irons che regala qualche momento toccante.

    Il concept di "racconto nel racconto nel racconto" non convince, mi sono chiesta se il film non fosse stato tratto da qualche libro perché mi dava quella sensazione di quando si fanno i film per restare fedeli ad una determinata trama ma così facendo il film risulta lento e il telespettatore perde il senso di quello che sta guardando, ma no, è proprio così. Io avrei lasciato fuori la parte di Clay Hammond e avrei reso Rory Jensen un personaggio reale.

    A questo proposito certi punti del film non sono neanche chiari, non conosciamo la fine della storia e ne abbiamo due possibili versioni, una raccontata da Clay Hammond e l'altra da Daniella, ma dove sta la verità? Quanto c'è di Clay Hammond in Rory Jensen? Non ci è dato sapere.

    Come punti positivi:
    1) mi ha fatto venire voglia di leggere The sun also rises di Hemingway (il fatto che nel film la moglie perda io manoscritto è un rimando alla leggenda che vuole che la stessa cosa sia successa a Hemingway / il pezzo dell'autobus invece parrebbe tratto da Il dottor Zivago)
    2) Zoe Saldana è sempre una gran gnocca
    3) Jeremy Irons ti ricorda cosa significhi "grande attore" (Bradley Cooper a me non convince e non capisco perché si ostinino a dargli sti ruoli da protagonista che non riesce a gestire)

  • #18
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    Predefinito A Serious Man - Fratelli Coen

    Che dire su questo film.. il trionfo del nichilismo, il protagonista subisce ogni sorta di angheria e cerca di comprenderne i motivi, intorno a lui persone dalla dubbia morale sembrano passarla sepre liscia mentre a lui il destino riserva sempre il peggio nonostabte lui cerchi di comportarsi degnamente.
    La sua fede gli impone di credere che Dio abbia un piano per ognuno e che essere un uomo serio, un uomo buono, lo annovererà tra i giusti e i meritevoli, ma allora perché tutto questo gli accade? Nel cercare una risposta saranno gli stessi rappresentanti in terra di Dio a chiarirgli che una risposta non c'è, che le cose accadono e basta.
    Ma lui non è solo un timorato, è veramente un uomo onesto a prescindere e saranno gli avvenimenti esterni a sfiancarlo a tal punto da porlo sull'orlo di essere, per la prima volta, disonesto. Neanche a farlo apposta, una telefonata ricevuta in quel momento forse gli farà credere di essere incorso nella giustizia divina proprio con quel suo gesto, ma lo spettatore ha già su un sorriso amaro perché sa che è tutto frutto del caso, non c'è una legge, non ci sono disegni, ricompense o punizioni, non c'è niente.

    In questo film lo spettatore attende tutto il tempo una reazione che non verrà, continuiamo a guardare aspettando che arrivi il momento in cui il protagonista manderà tutti a quel paese, prenderà i soldi e scapperà ai Caraibi, o per lo meno in cui manderà un paio di persone a quel paese, in cui parlerà coi figli e ci renderemo conto che sono più del conglomerato di superficialità e apatia che dimostrano, in cui smaschererà i disonesti e si riprenderà la sua dignità. Ebbene tutto ciò non accade, anzi il film viene proprio troncato, tanto da lasciare lo spettatore a fissare i titoli di coda sperando in altre scene conclusive o almeno una frase o un proverbio o un aforisma che diano un po' il senso a tutto... aspettate e sperate, non c'è niente, questa è la storia, la storia di un uomo qualunque, la storia di ognuno di noi nella sua vita quotidiana, sconfitto, deriso, umiliato, bastonato e impotente.

    Sicuramente è un film che fa riflettere quindi devo ammettere di averlo trovato interessante ma non posso dire che mi sia piaciuto, per lo meno non lo riguarderei..perché guardiamo i film? Perché ci fanno pensare, perché ci fanno svagare, perché ci fanno ridere, perché ci trasportano in una realtà differente, perché ci fanno credere che riscattarsi sia possibile.
    Posso capire la genialità in mezzo a tutto ciò di mostrare la verità nuda e cruda di una vita senza riscatto, senza pace o giustizia, ma so già bene come funziona la vita reale, perché farmi ulteriormente male guardando un film in cui la speranza è, infine, morta? Preferisco allora vederne altri che, non importa quanto orribili le tematiche e quanto il dolore, diano comunque un messaggio di speranza, perché trovo sia questa a muovere l'uomo verso aspirazioni più alte e diano carburante alla volontà di migliorarsi. Certo anche questo film potrebbe innescare lo stesso pensiero, in questo caso come reazione al nichilismo che lo permea, ma credo che sia una forzatura da parte mia che cerco sempre di dare significati a tutto, questo film è un esperimento che mette su pellicola uno spaccato della realtà che ci vuole in balia di eventi che non hanno un senso o una spiegazione.

  • #19
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    Predefinito

    Mi avete fatto passare tutta la voglia di vedere The words


    Allora, 8 donne e un mistero ... mi immaginavo una sorta di thriller divertente. In effetti è così, ma non lo immaginavo tanto sopra le righe. I personaggi, quasi macchiettistici (ma in un film come questo va bene così) nascondono segreti che dire torbidi è poco, tanto da scandalizzare il "defunto", che non è proprio uno stinco di santo. Mah, a me il grottesco, le commedie nere (se così vogliamo chiamarla) sono sempre piaciute tanto, e questa non mi ha deluso. Ho adorato persino i siparietti rivelatori, pervasi da un'enorme ironia. Lo consiglio decisamente, non annoia, i colpi di scena sono continui e inattesi (fino alla fine!), il cast è di tutto rispetto ed è molto piacevole da guardare. Le mie preferite: la zia zitella e la sorellina piccola
    Concordo con Leeren, in sostanza c'è molta tristezza, pur mascherata dalla forma. Forse è per questo che mi piace il grottesco, lo trovo difficile da realizzare.

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  • #20
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    Predefinito A seriious man

    Concordo a grandi linee con il commento di Leeren.... non lo rivedrei anche se non posso dire mi sia dispiaciuto, nè che mi abbia annoiato.
    In pratica questo film è la storia di Giobbe, nè più nè meno....
    Secondo me il vero senso sta nella frase che l'ultimo rabbino, quello ritenuto più saggio di tutti, dice al ragazzo in oaccasione del suo Bar Mitzvah..... "fai il bravo". Tutta qui la saggezza della religione, le risposte che cerchiamo?
    Sì, perchè alla fine sta sempre a noi scegliere quale strada seguire, non è Dio che ci spinge in un senso o nell'altro, ma noi decidiamo come reagire alla vita e come viverla.

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  • #21
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    Predefinito A serous man - Fratelli Coen

    Alla seconda visione questo film ci guadagna parecchio, proprio perché fondamentalmente ironico e criptico, pervaso di pessimismo e di cultura ebraica, uno sguardo realistico e fatalistico sulla vita e su i "serious man", persone che ci provano ad essere brave persone ma nonostante tutto si lasciano prendere dagli eventi e vada come vada...

  • #22
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    Predefinito A serious man - spoiler

    Film interessante e originale che però mi ha lasciato un po' perplessa, non sono certa di averlo capito.
    Il protagonista vive una vita tanto sfigata da essere grottesca: lavoro poco gratificante e studenti ricattatori, moglie che lo lascia per una sorta di pomposo semi-predicatore, un fratello socialmente disadattato e impegnato a scrivere qualcosa che potrebbe cambiare le sorti del mondo, figli che si estraniano dalle vicende matrimoniali dei genitori l'uno ascoltando i Jefferson Airplane (siamo nel 1967) e preoccupandosi della presenza del padre solo quando si tratta di sistemare l'antenna della TV, l'altra lavandosi continuamente i capelli e sognando la rinoplastica.
    Il film è ironico, intelligente e molto gradevole da vedere, ma alla fine mi sono chiesta "e quindi?" Ma forse è proprio questo che i registi volevano.
    L'approssimarsi dell'uragano, nella sua gravità, spazza via e annulla tutto, bandiera americana compresa, sottolineando l'inutilità della ricerca di soluzioni e di un modo per vivere meglio? Come a dire "carissimo, tu puoi arrabattarti quanto vuoi, le cose succedono e basta (emblematica in questo caso la scena finale del ragazzino?) Il povero protagonista scopre che l'onestà non paga (sic!) e decide di cedere ai ricatti dello studente?
    Il protagonista si aggrappa alla religione sperando di trovare una soluzione ai suoi problemi e si rivolge a tre rabbini ...uno peggio dell'altro ... L'ultimo rabbino da cui si reca addirittura non lo riceve, perché "è impegnato", dice la signora. "Impegnato? Ma no, l'ho visto, non sta facendo niente". "Sta pensando". Lo stesso rabbino, il giorno del bar mitzvah, fa un discorso ridicolo al ragazzino, con parole molto liberamente tratte da una canzone, che si conclude con un banale "fai il bravo", come diceva isola e qui si vede proprio che neppure nella religione si possono trovare risposte.
    La risposta non sta neppure nell'opera di Arthur, il fratello, che si occupa esclusivamente del suo studio sul calcolo delle probabilità.
    In fin dei conti è un film che fa riflettere e discutere, lo consiglio.

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  • #23
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    Ragazze/i, dato che siamo in estate non ho aperto ancora il 3d delle proposte per il nuovo cineforum.
    Se volete che lo faccia, ditemelo, altrimenti ci fermiamo un po'.
    Nel frattempo guardiamoci questi bei film, almeno A serious man e 8 donne e un mistero lo sono e sul primo c'è anche un bel po' da discutere, volendo.
    Io devo ancora guardare The words, lo farò nonostante i vostri commenti negativi perché voglio farmi del male e perché l'argomento mi interessa.

  • #24
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    facciamo che siccome non abbiamo studiato abbastanza siamo rimandati a settembre?

  • #25
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    facciamo che siccome non abbiamo studiato abbastanza siamo rimandati a settembre?

    Più o meno Però, se volete recuperare ad agosto, non avete che da dirlo

  • #26
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    Predefinito The words

    Ho iniziato a vederlo. Per ora trovo strano aver beccato un aspetto di questo film molto simile a qualcosa che ho trovato anche in uno degli ultimi libri che ho letto. Che, oltretutto, è un thriller Non posso spoilerare, ovviamente.

  • #27
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    Ma solo a me è piaciuto The words? .Io l'ho trovato molto ben fatto,commovente,una storia originale e Jeremy Irons semplicemente straordinario. Ci mostra quanti compromessi e sotterfugi spesso siamo disposti a commettere chi vuole sfondare in un mondo competitivo com'è quello dell'editoria. Confezionato in modo elegante e sofisticato.L'ho rivisto con piacere.

  • #28
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    Non sono riuscita a vedere The words in tempo, comunque qui lascio aperto anche se tolgo il thread dal rilievo.

  • #29
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    Chiudo...non avrebbe più senso inserire qui un commento ai film.

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