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Louis e i suoi fantasmi

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Discussione: Britt, Fanny & Arsenault, Isabelle - Louis e i suoi fantasmi

  1. #1
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    Predefinito Britt, Fanny & Arsenault, Isabelle - Louis e i suoi fantasmi

    TRAMA
    Louis ha undici anni, una madre che ha paura di tutto, un padre che piange quando beve troppo e un fratellino, Funghetto, che ha chiamato il suo procione Michael Jackson. Louis vorrebbe dichiarare il suo amore a Billie, indipendente e solitaria... peccato che la timidezza lo paralizzi ogni volta che la vede. Durante un'estate tormentata e piena di emozioni, Louis scoprirà finalmente che cosa significa la parola coraggio.
    Età di lettura: da 10 anni.


    COMMENTO
    “Louis e i suoi fantasmi” è una storia delicatissima: i disegni sono semplicemente meravigliosi, evocativi e potenti, con pochi tratti riescono a rendere alla perfezione lo stato d'animo del protagonista. Le parole, invece, sono perfettamente calibrate, e si integrano al meglio con le immagini.
    Louis ha undici anni, ed è un ragazzino insicuro. E' un ragazzino silenzioso, che passa gran parte del suo tempo ad osservare le macchine scorrere veloci fuori dalla sua finestra, in compagnia del suo migliore amico. Passa anche diverso tempo ad ascoltare, e quello che ascolta è qualcosa che fa stringere il cuore: ascolta le insicurezze di sua madre, che è sempre apprensiva e la notte non dorme, ma soprattutto ascolta suo padre piangere. Piangere, piangere, e ancora piangere, perché quando il padre di Louis arriva in fondo alla seconda bottiglia di vino, piangere è tutto quello che gli resta.
    L'autrice tratteggia in maniera estremamente delicata, ma con tanto realismo, la situazione in cui si trova Louis: due genitori separati dalla dipendenza di suo padre, ma che, nonostante tutto, non riescono a smettere di amarsi.
    I fantasmi di Louis sono tutte le insicurezze dovute all'incertezza di una situazione tanto instabile, eppure sono anche i fantasmi di un qualsiasi bambino che sta abbandonando la fanciullezza per gettarsi nella tempesta dell'adolescenza.
    Per Louis ci sono i giochi con il suo fratellino Funghetto, ma c'è anche la consapevolezza di essere un vigliacco, perché non riesce nemmeno a rivolgere la parola a Billie, la ragazzina tanto silenziosa e solitaria, che a scuola non ha paura di difendere i più piccoli dai bulli.
    La descrizione della relazione fra i genitori di Louis è perfetta: si intravvedono tutte le loro difficoltà, i punti di rottura, le fratture insanabili, ma si vede anche l'affetto che non può smettere di scorrere e di unirli in una luce dorata che sembra avvolgere anche Louis e Funghetto, cercando di proteggerli dai fantasmi più bui che la vita, inevitabilmente, porrà loro di fronte.
    E' una graphic novel che non risparmia pugni nello stomaco, ma lo fa con la giusta delicatezza, rendendosi perfettamente adatta anche ad un pubblico estremamente giovane. Eppure, nonostante non faccia sconti, e non abbia paura di mostrare un uomo completamente ubriaco su una panchina di New York, alla fine conserva quel lievissimo orizzonte dorato che è fatto di speranza.
    Louis conosce perfettamente la sofferenza in cui sono precipitati i suoi genitori a causa dell'amore, eppure, nonostante si creda un vigliacco, ha il coraggio di sperare. E ha il coraggio di notare le acconciature sempre diverse di Billie, e ogni quanto termini un libro, o come i suoi occhiali tendano a scivolarle un po' sul naso, quando è nervosa. E spera di essere l'unico ad averlo notato, perché essere l'unico ad aver notato un dettaglio di una persona ci rende un po' più vicini.
    Una storia delicatissima e commovente, priva di retorica ma piena di poesia.

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