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copertina libro

Eleanor Oliphant sta benissimo

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Discussione: Honeyman, Gail - Eleanor Oliphant sta benissimo

  1. #1
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    Predefinito Honeyman, Gail - Eleanor Oliphant sta benissimo

    "Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent'anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient'altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D'improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo."

    Consigliatissimo, è un vero gioiello, una chicca. Forse è il libro più bello che ho letto ultimamente, una lettura coinvolgente ed affascinante. Scritto benissimo, tra l'altro.
    Un romanzo d'esordio tradotto in 35 lingue (il titolo originale è Eleanor Oliphant is completely fine), è uno dei casi editoriali dell'anno.

    Eleanor è una ragazza particolare, che fatica ad abituarsi alle convenzioni sociali, che non ha filtri, che risponde alle persone in base a ciò che realmente pensa in quel momento, lasciando spiazzati i suoi interlocutori, che parla con un linguaggio forbito e con ingenuità da adolescente. Basteranno un gesto gentile e un amico inaspettato a tirare fuori schemi del tutto nuovi per Eleanor, che faranno emergere verità amare sepolte sotto metri di ricordi, ma anche un barlume di speranza.
    Dalle sue eccentricità scaturisce gran parte della componente umoristica del romanzo, e anche gran parte delle riflessioni sulla solitudine e sull'importanza dell'amicizia. Complice la narrazione in prima persona, con la protagonista si instaura sin da subito una profonda empatia.
    Non mi piace la copertina del libro, ma tutto il resto è perfetto!

    "Se qualcuno ti chiede come stai, si aspetta che tu risponda BENE. Non devi dire che la sera prima ti sei addormentata piangendo perché erano due giorni di fila che non parlavi con un’altra persona. Devi dire: BENE."

    "Ai giorni nostri la solitudine è il nuovo cancro, una cosa vergognosa e imbarazzante, così spaventosa che non si osa nominarla: gli altri non vogliono sentire pronunciare questa parola ad alta voce per timore di esserne contagiati a loro volta, o che ciò possa indurre il destino a infliggere loro il medesimo orrore."

    “Sul mio cuore ci sono cicatrici altrettanto spesse e deturpanti di quelle che ho in viso. So che ci sono. Spero che resti un po' di tessuto integro, una chiazza attraverso la quale l'amore possa penetrare e defluire. Lo spero.”

    "Quando il silenzio e la solitudine gravano su di me e attorno a me, schiacciandomi, incidendomi come ghiaccio, talvolta ho bisogno di parlare ad alta voce, se non altro per dimostrare a me stessa di essere viva."
    Ultima modifica di qweedy; 07-26-2018 alle 11:34 PM.

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    Predefinito Honeyman, Gail - Eleanor Oliphant sta benissimo

    "Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
    Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
    E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
    O così credevo, fino a oggi.
    Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo".
    Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che a detta di tutta la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. I numeri parlano da soli: venduto in 35 paesi, per mesi in vetta alle classifiche, adorato sui social dalle star del cinema più impegnate, vincitore del Costa First Novel award, presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Perché spesso ci si rifugia nella propria realtà per non vivere quello che c’è veramente fuori. In quel riparo si crede di stare benissimo, ma basta una folata di aria fresca per capire che troppo è quello che si sta perdendo.


    Non è facile descrivere questo romanzo. D'istinto direi che non è una storia d'amore, eppure l'amore – o la sua assenza – gioca un ruolo fondamentale in questa storia e nella vita di Eleanor, la protagonista. Eleanor non sa cosa sia l'amore, nessuno gliene ha mai dimostrato, così quando qualcuno le rivolge la parola senza ostilità, dimostra una minima apertura verso di lei, le fa dono di un piccolo gesto gentile, il suo mondo si scuote e le si schiudono davanti possibilità che finora non ha mai considerato. Avere un amico, prepararsi per andare a una festa o ad un concerto o ad un funerale, occuparsi della casa, ricevere un ospite per un thè… cose che a noi sembrano normalissime, ma per chi non le ha mai vissute, per chi è sempre stata sola, sono sfide insormontabili. E capita che, per inesperienza nei sentimenti e nelle relazioni, si commettano errori che, in una condizione di instabilità pregressa, ci portino a sentirci sopraffatti. E' quello che succede ad Eleanor che inciampa, ma per fortuna ora – anche se lei non si spiega come – c'è chi la tira fuori da se stessa, c'è chi si preoccupa per lei. Sarà questo che la spingerà a fare, una volta per tutte, i conti con quel passato che l'ha segnata – fisicamente ed emotivamente – e che la terrorizza… perché quando il male viene da tanto vicino, da chi ti ha dato la vita e dovrebbe proteggerti, è tanto più difficile da accettare.
    Un libro non facile, di certo, ma che trasmette un messaggio importante di forza e di positività. Scrittura sicura, lettura scorrevole ed intensa: un buon libro destinato a far parlare ancora di sé.

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    Predefinito Commento con possibili spoiler

    Eleanor è sulla trentina e lavora in un ufficio dove dà il meglio professionalmente, ma ha un pessimo rapporto con i colleghi, che la deridono per via degli abiti dimessi, del suo candore e dei suoi modi strambi, non intaccati da un condizionamento sociale che Eleanor non possiede. Ma non le importa di riuscire in società: Eleanor Oliphant sta benissimo, con i suoi cruciverba, la sua pianta Polly e la sua vodka. Certo, c’è la telefonata del mercoledì, che non è proprio gradevole, ma Eleanor sta bene comunque. Così finge di credere. Ma prima o poi arriva un sogno, o un incontro reale, o magari entrambi. Ed entrambi possono andare a finire bene o male, o cozzare tra di loro provocando traumi comunque decisivi, di quelli che cambiano la vita.
    Un romanzo che parla di solitudine e crescita, e ne parla così bene che una trama apparentemente prevedibile - in realtà non lo è affatto, perché alla fine ho sentito un tuffo al cuore, ma non posso spoilerare - si trasforma in qualcosa di brillante, originale e profondo, sebbene in alcuni momenti - i pochi che interrompono la levità che permea il libro - disturbante. Nel romanzo aleggia continuamente il tragico passato familiare della protagonista, che non viene subito descritto nei dettagli ma lasciato intendere, a sottolineare di continuo il perché del disagio psicologico di Eleanor. Eleanor è commovente e divertente, impossibile non volerle bene; è socialmente inadeguata e ha idee e atteggiamenti fuori del comune, ma è intelligentissima e ipersensibile sotto una corazza che dapprincipio la protegge dal suo passato e da se stessa, ma che non può impedirle di vivere. Non è semplice rendere questi contrasti, perciò trovo che l’autrice sia eccezionalmente brava e le auguro di fare strada.
    Durante la lettura alcune cose mi sono sembrate strane, poco credibili, e invece non è così, alla fine il cerchio si chiude in modo perfetto.
    Certo, si tratta di un parere soggettivo, ma non leggevo qualcosa di così bello da anni.

    Successo meritatissimo.

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