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Discussione: 227° MG - Estasi di libertà di Stefan Zweig

  1. #1
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    Predefinito 227° MG - Estasi di libertà di Stefan Zweig

    Domani 1° ottobre si inizierà a leggere questo libro che è stato proposto da Trillo.

    I partecipanti al minigruppo saranno 4:
    elisa
    estersable88
    Minerva6
    Trillo
    Se si unirà anche solo un altro diventerà un GdL .

    Iniziato da Zweig nel 1931 e finito durante l'esilio a Londra per sfuggire ai nazisti, tra il 1934 e il 1938, "Estasi di libertà" è il romanzo che si credeva perduto del grande scrittore austriaco, pubblicato in Germania e in Francia nel 1982. Rimasto inedito nel nostro Paese fino al 2011, viene ora proposto anche in traduzione italiana.
    Estate 1926. Christine Hoflehner è una giovane e poverissima postina di un piccolo borgo austriaco. Un giorno riceve un telegramma di una zia lontana da tempo, che la invita a trascorrere con lei un periodo di vacanza - il primo della sua vita - in un lussuoso hotel a Pontresina. La ragazza scopre così un mondo da sogno, lontanissimo e impensabile se paragonato alla sua misera condizione...

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  • #2
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    Comincerò a leggerlo a brevissimo, in giornata comunque, e non vedo l'ora. Grazie a voi ho scoperto Zweig cominciando da "L'impazienza del cuore" che mi ha toccato molto. Perciò non può non saltarmi agli occhi, già solo leggendo la trama, il cognome della protagonista: Hofmiller, lo stesso del tenente protagonista di quel romanzo. Cognome diffuso o collegamento fra le opere? Lo scopriremo solo leggendo.

  • #3
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    dovrebbe arrivarmi in questi giorni in biblioteca

  • #4

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    Citazione Originariamente scritto da estersable88 Vedi messaggio
    non può non saltarmi agli occhi, già solo leggendo la trama, il cognome della protagonista: Hofmiller, lo stesso del tenente protagonista di quel romanzo. Cognome diffuso o collegamento fra le opere? Lo scopriremo solo leggendo.
    Nella mia versione il cognome è "Hoflehner", e vedo che il cognome è questo anche nel post scritto da Minerva6, però in effetti è molto simile ad "Hofmiller" e potrebbe far pensare al protagonista dell'altro romanzo...

  • #5
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    Citazione Originariamente scritto da Trillo Vedi messaggio
    Nella mia versione il cognome è "Hoflehner", e vedo che il cognome è questo anche nel post scritto da Minerva6, però in effetti è molto simile ad "Hofmiller" e potrebbe far pensare al protagonista dell'altro romanzo...
    Ops... mea culpa! Data la somiglianza, la mia sintesi vocale mi ha confuso e non ho verificato. Grazie di avermi fatto notare la differenza!

  • #6

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    Di niente, figurati

    Scrivo le mie prime impressioni. E' particolare il modo in cui si apre il romanzo. La protagonista non viene introdotta subito, ma solo dopo sette pagine di descrizione dettagliata del monotono e meccanico ambiente di lavoro, che un po’ vuol essere anche uno specchio della sua condizione, povera, priva di alcun tipo di comfort, indifferente agli altri, scandita dai soliti doveri quotidiani. E infatti Christine viene inizialmente presentata puramente come un "complemento d’arredo intercambiabile di sesso femminile".

    Il libro però ha cominciato davvero ad appassionarmi dal momento in cui ha avuto inizio il viaggio verso gli zii, cioè dall'inizio del cambiamento.

    Mi sta piacendo moltissimo lo stile di scrittura, e trovo che siano meravigliose le descrizioni che ci mostrano il nuovo mondo che si apre davanti alla protagonista, il modo con cui lo vive, così come la nascita e l’evoluzione di tutte le diverse sensazioni che si manifestano e la accompagnano durante questa fase di transizione.

    Per ora è al di sopra delle mie aspettative. Non pensavo che questo romanzo da lui mai pubblicato fosse così delicato e accurato nelle descrizioni, mi ha colpito molto...

  • #7
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    Cominciato ieri, ho letto poco... ho tentato con fatica di frenarmi. Confermo che adoro il modo di scrivere - e soprattutto di descrivere - di Zweig, sia che si tratti di luoghi che di sentimenti.
    Il libro si apre con la descirizione del tipico ufficio postale austriaco, con tanto di strumentazione e funzionamento; in seguito ci si sofferma su una specifica assistente alle poste, la nostra protagonista. Con dovizia di particolari si analizza il momento in cui un telegramma la strappa alle fantasticherie di un momento di pausa, la sua reazione, le dinamiche familiari retrostanti il telegramma... tutto molto dettagliato e, per ora, tutto molto ben descritto.

  • #8

    Predefinito Fino a pag. 170

    Sono arrivato a pagina 170.

    L'estasi ha avuto inizio e ha completamente travolto la protagonista, pervadendone ogni cellula del suo corpo ed elevando la sua anima "verso sentimenti mai vissuti". Se inizialmente Christine viveva la sua nuova esperienza come in un sogno delicato e confuso, sempre timorosa ma curiosa, meravigliandosi di ogni cosa, ora pian piano, scoperta dopo scoperta, comincia a perdersi nell'incanto del nuovo mondo che si apre davanti a lei. Non le basta più osservare ammirata quel mondo da fiaba, in cui ogni desiderio si realizza ancor prima di essere espresso, ma desidera godere di ogni momento, vuole vivere ogni istante nuove esperienze e non rinunciare più a niente, sempre pronta a cogliere con tanta avidità qualsiasi cosa questa realtà abbia da offrirle.

    Dall'essere un'umile ed invisibile ragazza ormai vecchia dentro, incapace di provare la più semplice emozione, Christine si riscopre bella, leggera, capace di conversare con una naturalezza a lei prima sconosciuta e di risultare perfino interessante; si ritrova a ribollire di entusiasmo, di sentimento, di voglia di fare. E questo suo profluvio di vitalità impossibile da arginare diventa contagioso, tutti vogliono stare con lei, tutti la contraccambiano con manifestazioni affettuose, gli uomini la desiderano regalandole emozioni mai provate prima, e tutto ciò non può che renderla "ancor più felice nella sua felicità".

    Il cambiamento del cognome e del nome completa la metamorfosi della protagonista, contribuendo alla sua estraniazione dalla vecchia lei e dal vecchio mondo in cui viveva, a cui non vuole più pensare, volendo solamente perdersi profondamente nel suo presente.

    Tutto ciò è descritto alla perfezione e si ha inevitabilmente la sensazione che questo mondo da sogno possa trasformarsi da un momento all'altro in qualcosa di pericoloso e che tutto possa degenerare da un momento all'altro.

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  • #9
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    Ho superato la metà del libro... come scritto da Trillo, la sensazione che questo mondo pieno di possibilità, in continuo movimento, continuamente pervaso dal brio e dal lusso, si trasformi in un attimo in qualcosa di pericoloso è fortissima, quasi incipiente. E infatti, al punto in cui sono, l'incantesimo si è spezzato ed il fragore della caduta è stato immenso.

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  • #10
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    Scusate se non ho ancora detto nulla ma sto leggendo lentamente e ho poco tempo per collegarmi e soprattutto per scrivere. Credo di essere arrivata stamattina allo stesso punto di Trillo però avendo l'e-book non posso regolarmi con le pagine che a me in totale sono 217 ed io sono ad 89.
    La mancanza dei capitoli non è tanto piacevole, in particolare poi quando si legge insieme.
    Comunque condivido quello che finora è stato scritto anche se personalmente le troppe descrizioni del paesaggio a me spesso annoiano .
    Sono arrivata esattamente al punto in cui la protagonista ha letto le lettere dell'amico sulla salute della mamma... mi domando come si possa cambiare così repentinamente e addirittura dimenticarsi della propria madre malata . Ma forse la mia è solo invidia, io purtroppo non riesco a non essere sempre in ansia per i miei familiari e per le persone a cui voglio bene, mi immolo fin troppo e perdo di vista me stessa, dovrei pensare di più a come sto io ma non ci riesco. Mi piacerebbe avere una zia lontana (e magari anche ricca ) presso cui soggiornare qualche settimana, ne avrei proprio bisogno, l'"estasi di libertà" mi attira parecchio .
    Chiedo scusa ai miei nuovi compagni di lettura (elisa ormai mi conosce) ma io sono fatta così, devo sempre rapportare al mio vissuto quello che leggo .

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  • #11
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    a me arriva giovedì prossimo, è stato un errore della biblioteca, inizierò in quella data

  • #12

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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    personalmente le troppe descrizioni del paesaggio a me spesso annoiano .
    Generalmente anche a me fanno questo effetto, però in questo caso le descrizioni del paesaggio e dei nuovi luoghi che Christine vede e ammira per la prima volta in vita sua non sono fine a se stesse, o almeno io le ho avvertite intrise di sentimento e di tutto l’arcobaleno di sensazioni che comincia a colorare la vita di Christine, infatti tutto è filtrato dal suo punto di vista.

    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Chiedo scusa ai miei nuovi compagni di lettura (elisa ormai mi conosce) ma io sono fatta così, devo sempre rapportare al mio vissuto quello che leggo .
    Non devi chiedere scusa, è bello lasciare nei commenti un’impronta della propria personalità, e poi a me fa piacere conoscere le vostre sensazioni e i vostri punti di vista

    E’ vero, il cambiamento è drastico, però penso che il motivo sia da ricercare nel fatto che Christine, a causa degli eventi che hanno segnato la sua vita, sia diventata praticamente una ragazza insensibile, arida, incapace di appassionarsi più a niente, come se fosse già morta dentro. Anche il preoccuparsi e il prendersi cura della madre è forse diventato qualcosa di ormai completamente automatizzato e meccanico. E se all'inizio della vacanza rivolge ancora qualche pensiero alla madre è probabilmente solo per un'abitudine assorbita, così come la prima volta che si addormenta in vacanza si preoccupa inconsapevolmente ancora della sveglia che non è suonata o che deve iniziare tutta la solita serie di cose per non fare tardi al lavoro. Forse inconsciamente anche il fatto di sapere che si era precedentemente accordata con la sorella per accudire la madre durante la sua assenza e che comunque ogni giorno anche l’insegnante amico di famiglia sarebbe andato a farle visita ha contribuito ad allentare la forza dell'abitudine, dando invece vigore alla sua volontà di lasciarsi andare completamente e di dimenticarsi per qualche giorno della sua reale condizione sociale. La forza travolgente della vita riscoperta comincia quindi facilmente a rompere quella routine che la teneva in ostaggio prima e a farla cambiare così tanto, cosa che sicuramente non è normale, ma probabilmente vuole anche essere un esplicito sintomo di un suo malessere interiore a lei ancora oscuro e celato.

    Io quindi non l'ho trovata una cosa molto forzata, però questo è solo il mio punto di vista, la mia rappresentazione di Christine e della sua condizione...

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  • #13
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    Predefinito Domande

    Premetto che a me di solito piacciono le descrizioni di paesaggi perché mi aiutano a calarmi nel contesto del romanzo e che Zweig riesce in modo mirabile a far provare al lettore le sensazioni che vuole, che si tratti di empatia (come nel caso di Christine) o di antipatia (come nel caso della sua famiglia o di altri personaggi incontrati in Engadina)...
    Detto questo, anch'io come Minerva non riuscirei mai a staccarmi completamente dalla mia vita e dagli affetti ed a lasciarmi prendere totalmente da un'altra realtà, da un altro mondo, dall'estasi di libertà. Però è anche vero che non ho mai vissuto una situazione paragonabile a quella di Christine. Prima di arrivare in Svizzera, prima di prendere atto della sua estrema povertà e di tutto ciò che le è stato negato, Christine vive "bene", non sa di essere ingabbiata nella routine fatta di stenti, lavoro, assistenza alla madre; non sa di stare perdendo anni preziosi, di vivere in un paesino microscopico la cui realtà è piccola se confrontata al mondo là fuori. E' chiaro quindi, che quando viene a conoscenza di un'altra realtà, lo choc è così forte da darle alla testa. E parimenti il ritorno alla casa, ai precedenti affetti, alle abitudini, a ciò che prima accettava con gentile rassegnazione, la scuote e la sprofonda in un'amarezza rabbiosa e inquieta. Non ci sta più a rinunciare a ciò che la guerra, la povertà, la condizione sociale, l'incapacità dell'ambiente in cui ha vissuto di evolversi e di rialzarsi, la mancanza di possiblità, la benevola attitudine di chi è abituato ad accontentarsi le hanno negato, tolto, impedito di conoscere. E l'incontro con un uomo dal vissuto affine al suo può fare solo due cose: salvarla o farla precipitare definitivamente.

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  • #14

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    Già, sono d'accordo. Non sono ancora arrivato all'incontro a cui accenni, mi sono fermato al punto in cui Christine parte per Vienna con il desiderio di evadere un po' dopo essere ritornata a casa.

    Devo dire che quando era ancora in hotel con gli zii, mi aspettavo che venisse in qualche modo a sapere che tutti avevano scoperto chi era lei in realtà, o che lei scoprisse la cattiveria della ragazzina americana che l'aveva cosi terribilmente ingannata. Pensavo che le persone che aveva fino ad allora frequentato l'avrebbero apertamente denigrata e derisa o che comunque l'avrebbero ferita esplicitamente in qualche modo. La svolta insomma l'avevo immaginata di questo tipo.

    Invece lei non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di quello che realmente stava succedendo, è rimasta all'oscuro di tutto. Credevo che sapere la verità sarebbe stato più devastante, invece forse l'essere stata "scaricata" senza una chiara motivazione ha avuto degli effetti psicologici più radicali. Forse la verità l'avrebbe aiutata a rivalutare se stessa rispetto al mondo ipocrita, cattivo e opportunista dei ricchi frequentatori dell'hotel. Invece, tornata a casa e al proprio lavoro, Christine non riesce più a tollerare la sua situazione e ad apprezzare i piccoli gesti delle persone che la circondano, e anzi lei stessa senza saperlo si comporta a sua volta come chi l'ha condannata, cominciando a disprezzare i poveri e il loro modo di vivere, di pensare e di essere.

    Il generale Elkins avrebbe potuto realmente proteggerla dal suo tracollo psicologico, sembrava essere una persona dai valori più nobili seppur appartenente a quel mondo di ricchi meschini, mi aveva fatto ben sperare. Invece anche lui alla fine si mostra egoista e la lascia andare al suo triste destino, che delusione.


    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    a me arriva giovedì prossimo, è stato un errore della biblioteca, inizierò in quella data
    Che peccato, elisa... se ti va, quando ti arriva, posta comunque i tuoi pensieri in itinere

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  • #15
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    Predefinito Finito

    Fino al momento della partenza ho sperato che qualcuno (gli zii, Elkins, il tedesco) la mettessero al corrente della verità. Di sicuro le avrebbe giovato e forse l'avrebbe, alla lunga, liberata dalla convizione che il mondo è tutto buono e meraviglioso. Così, invece, la liberazione è avvenuta, ma Christine è stata gettata nella convinzione contraria, ossia che il mondo è tutto ingiusto e meschino. Elkins, secondo me, era l'unico che avrebbe potuto (e forse dovuto) prendersi quest'onere. Invece niente... sono davvero dispiaciuta per il modo in cui questa ragazza è stata illusa, poi abbandonata senza guida, poi schiaffeggiata dalla notizia della partenza... sempre senza che le venisse spiegato niente. Tutti sempre pronti a giudicarla, nel bene e nel male... quasi fosse un oggetto di cui godere finché è bello, poi da scaricare, da gettar via appena diventa ingombrante, ingestibile, brutto.

    Comunque, ho terminato il libro, vado a postare il commento finale in PB così approfitto per aprire il tread che mi sembra non esserci. Continuo a commentare con voi, però, perché il finale mi ha lasciata alquanto perplessa.

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