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Discussione: Segnalazione Eventi Letterari e Artistici

  1. #316
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    Predefinito Roma - Da Caravaggio a Bernini

    Da Caravaggio a Bernini.
    Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna, in mostra alle Scuderie del Quirinale dal 14 aprile al 30 luglio 2017.
    Attraverso una straordinaria selezione di dipinti e sculture, la mostra riflette gli strettissimi legami politici e le strategie culturali stabilite tra la corte spagnola e gli stati italiani nel corso del XVII secolo.

    www.scuderiequirinale.it

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  3. #317
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    Predefinito Roma - Fernando Botero

    La mostra di Fernando Botero si svolgerà a Roma, presso il complesso del Vittoriano, dal 5 maggio al 27 agosto 2017.
    Si tratta di una rassegna che nasce per celebrare il talento unico di quest’artista che ha fatto della dimensione onirica un vero e proprio linguaggio.
    Inconfondibili le figure più rappresentate di uomini, donne e animali raffigurati con colori brillanti e sfumature stravaganti che riportano alla mente l’America Latina.
    In particolare, la figura delle donne dipinte con forme abbondanti che ne accentuano la plasticità tridimensionale e lo stile figurativo tipico dell’artista colombiano, che negli anni ha saputo mixare la tradizione precolombiana e il barocco latino americano con la pittura classica italiana.

  4. #318
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    Predefinito Per le ragazze


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  6. #319
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    Predefinito Biennale

    A3-Il Formato dell'Arte, la magnifica trasmissione di Radio Tre del sabato mattina
    dedicherà due speciali sabato e domenica prossima-alla mattina-
    di presentazione della prossima Biennale di Venezia.



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  8. #320
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    Citazione Originariamente scritto da Volgere Altrove Vedi messaggio
    A3-Il Formato dell'Arte, la magnifica trasmissione di Radio Tre del sabato mattina
    dedicherà due speciali sabato e domenica prossima-alla mattina-
    di presentazione della prossima Biennale di Venezia.


    Che apre oggi, formalmente- e per la critica e la stampa- i battenti.
    Forza!
    V.A:
    (già molte polemiche per l'esposizione dei tedeschi(e francamente i doberman, proprio i doberman, mah...., potevano risparmierseli.)

  9. #321
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    Predefinito Forlì - Art Déco

    Un gusto, una fascinazione, un linguaggio che ha caratterizzato la produzione artistica italiana ed europea negli anni Venti, con esiti soprattutto americani dopo il 1929.
    Ciò che per tutti corrisponde alla definizione Art Déco fu uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale.
    Il successo di questo momento del gusto va riconosciuto nella ricerca del lusso e di una piacevolezza del vivere, tanto più intensi quanto effimeri, messa in campo dalla borghesia europea dopo la dissoluzione, nella Grande guerra, degli ultimi miti ottocenteschi e la mimesi della realtà industriale, con la logica dei suoi processi produttivi.
    Dieci anni sfrenati, “ruggenti” come si disse, della grande borghesia internazionale, mentre la storia disegnava, tra guerra, rivoluzioni e inflazione, l’orizzonte cupo dei totalitarismi.
    Dopo le grandi mostre dedicate a Novecento e al Liberty, nel 2017 Forlì dedica una grande esposizione all’Art Déco italiana.
    Musei San Domenico fino al 18 giugno 2017.

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  11. #322
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    Citazione Originariamente scritto da Ondine Vedi messaggio
    Un gusto, una fascinazione, un linguaggio che ha caratterizzato la produzione artistica italiana ed europea negli anni Venti, con esiti soprattutto americani dopo il 1929.
    Ciò che per tutti corrisponde alla definizione Art Déco fu uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale.
    Il successo di questo momento del gusto va riconosciuto nella ricerca del lusso e di una piacevolezza del vivere, tanto più intensi quanto effimeri, messa in campo dalla borghesia europea dopo la dissoluzione, nella Grande guerra, degli ultimi miti ottocenteschi e la mimesi della realtà industriale, con la logica dei suoi processi produttivi.
    Dieci anni sfrenati, “ruggenti” come si disse, della grande borghesia internazionale, mentre la storia disegnava, tra guerra, rivoluzioni e inflazione, l’orizzonte cupo dei totalitarismi.
    Dopo le grandi mostre dedicate a Novecento e al Liberty, nel 2017 Forlì dedica una grande esposizione all’Art Déco italiana.
    Musei San Domenico fino al 18 giugno 2017.
    forli' è troppa strada per una mostra...ma mi spiace perderla. adoro il Liberty e quando mi muovo lo cerco sempre (e spesso lo trovo).Speriam faccia tappa al nord-est prossimamente.

  12. #323
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    Predefinito Trieste.castello di Miramare

    23 giugno
    “IL LIBERTY e la rivoluzione europea delle arti”
    Il percorso si sviluppa in due sedi espositive, le Scuderie e il Museo storico del Castello di Miramare.


    https://www.newsly.it/mostra-liberty...isti-dettagli/
    Ultima modifica di Volgere Altrove; 06-16-2017 alle 12:03 PM.

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  14. #324
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    Predefinito

    Letti di notte. Oggi librerie aperte e incontri di lettura tutta la notte in tutta Italia. Io saro' da Ubik aa Cagliari

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  16. #325
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    Predefinito Roma - Hollywood icons

    "Hollywood Icons. Fotografie dalla Fondazione John Kobal" è un’estesa indagine sulle grandi stelle cinematografiche dell’epoca classica hollywoodiana e che rende evidente il lavoro di quei fotografi che crearono le immagini scintillanti degli stessi divi.
    La mostra presenta 161 ritratti: dai più grandi nomi nella storia cinematografica, iniziando con le leggende del muto come Charlie Chaplin e Mary Pickford, continuando con gli eccezionali interpreti dei primi film sonori come Marlene Dietrich, Joan Crawford, Clark Gable e Cary Grant infine per concludere con i giganti del dopoguerra come Marlon Brando, Paul Newman, Marilyn Monroe, Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Organizzata per decadi, dagli anni Venti fino ai Sessanta, che presentano i divi principali di ciascun periodo, Hollywood Icons include anche gallerie dedicate ai fotografi degli studi di Hollywood, mostra il processo di fabbricazione di una stella cinematografica e introduce vita e carriera del collezionista e storico del cinema John Kobal, il quale ha estratto da archivi polverosi tutto ciò mettendolo a disposizione dell’arena pubblica e del plauso della critica.
    La storia del film solitamente è scritta dal punto di vista di attori o registi, prestando poca attenzione a quell’impresa enorme che rende possibile fare i film. Hollywood Icons, presenta quel ritratto in gran parte inatteso e quei fotografi di scena che lavorarono silenziosamente dietro le quinte, ma le cui fotografie ricche di stile furono essenziali alla creazione di divi, dive e alla promozione dei film. Milioni e milioni d’immagini, distribuite dagli studi di Hollywood durante l'età d'oro, erano tutte quante il lavoro di artisti della macchina fotografica che lavoravano in velocità, con efficienza e il più delle volte in maniera splendida al fine di promuovere lo stile hollywoodiano in tutto il mondo.
    I ritratti di Joan Crawford fatti da George Hurrell hanno contribuito a plasmare la sua emozionante presenza sullo schermo. L'indelebile immagine della Garbo è stata creata nello studio per ritratti di Ruth Harriet Louise. In questa mostra sarà presentato il lavoro di più cinquanta fotografi inconfondibili, tra cui: Clarence Sinclair Bull, Eugene Robert Richee, Robert Coburn, William Walling Jr, John Engstead, Elmer Fryer, Laszlo Willinger, A.L. "Whitey" Schafer e Ted Allan.
    Nessuno, meglio di John Kobal, ha compreso l’importanza di questa ricchezza fondamentale del materiale hollywoodiano. Iniziando come un appassionato di film, divenne un giornalista, più tardi uno scrittore e infine, prima della sua morte precoce nel 1991 all'età di 51 anni, fu riconosciuto come uno tra gli storici preminenti del cinema. Essenzialmente la sua reputazione si basa sul lavoro pionieristico di riesumare le carriere di alcuni tra questi maestri della fotografia d’epoca classica hollywoodiana.
    Iniziando dai tardi anni sessanta, Kobal cercò di ricongiungere questi artisti dimenticati con i loro negativi originali e li incoraggiò a produrre nuove stampe per mostre che allestì in tutto il mondo, in luoghi come il Victoria & Albert Museum e la National Portrait Gallery a Londra, il MoMA a New York, la National Portrait Gallery a Washington DC, il Los Angeles County Museum of Art a Los Angeles. Una selezione di queste stampe, assieme a quelle d’epoca originali risalenti al periodo degli studi, crea il cuore della mostra.
    Palazzo delle Esposizioni dal 24 giugno al 17 settembre 2017.

    https://www.palazzoesposizioni.it/mo...one-john-kobal

  17. #326
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    Predefinito Mostra "Marc Chagall - I colori dell' anima" Villa Fiorentino - Sorrento

    Se qualcuno si trova da quelle parti, è aperta fino al 15 novembre. A me è piaciuta.

    "A Villa Fiorentino sono esposte in tutto 120 opere, tra le quali spiccano 20 capolavori assoluti realizzati mediante varie tecniche, dall'olio su tela alle gouache su carta, passando dai disegni a matita colorata fino agli inchiostri di china su masonite. A compendio di questo importantissimo nucleo di lavori pittorici, sono affiancate tre cicli tra litografie ed acqueforti per un totale di 100 opere grafiche.
    Per quanto arduo sia stilare una classifica di rilevanza, il cardine della mostra è senza dubbio rappresentato da quattro opere di grandi dimensioni che, in ordine cronologico, sono:
    “La cruche aux fleurs”, olio su tela datato 1925, opera iconica della ricerca del maestro sulle tematiche floreali che lo accompagneranno per tutta la vita.
    “ Russian village”, olio su tela del 1929, uno struggente omaggio alla memoria poetica ed allo stesso tempo realistica del paese natale dell'autore.
    “Le Coq Violet” risalente al periodo 1966 – 1972, una tecnica mista (olio, gouache e inchiostro di china su tela) considerata tra le opere maggiormente rappresentative dell'intera produzione di Chagall nella sua piena maturità artistica.
    “L’homme rouge à la casquette”, opera datata 1976 ed anch'essa una tecnica mista, ovvero olio e gouache su tela, nella quale si affacciano e mescolano temi cari al maestro come i soggetti animali, e sottili tematiche religiose.
    A compendio di questa selezione di opere originali, è presente un'area multimediale, nella quale vengono mostrate ed animate alcune tra le splendide vetrate multicolori di destinazione ecclesiastica realizzate da Marc Chagall."

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  19. #327
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    Predefinito Vicenza - Van Gogh

    Van Gogh. Tra il grano e il cielo, presenta eccezionalmente un numero altissimo di opere del pittore olandese, 43 dipinti e 86 disegni. Con l’apporto fondamentale di quello scrigno vangoghiano che è il Kröller-Müller Museum in Olanda. Ricostruisce con precisione l’intera vicenda biografica, ponendo dapprincipio l’accento sui decisivi anni olandesi, che dall’autunno del 1880 nelle miniere del Borinage, per la verità in Belgio, fino all’autunno del 1885 a conclusione del fondamentale periodo di Nuenen, sono una sorta di stigmate infiammata e continuamente protratta. Una vera e propria via crucis nel dolore e nella disperazione del vivere. Sarà come entrare nel laboratorio dell’anima di Van Gogh, in quel luogo segreto, solo a lui noto, nel quale si sono formate le sue immagini. Spesso nella condivisione dei temi in primo luogo con Jean-François Millet e poi con gli artisti della cosiddetta Scuola dell’Aia, una sorta di versione olandese della Scuola di Barbizon.
    E in questo laboratorio ci si addentrerà con rispetto e con circospezione, facendosi aiutare dalle fondamentali lettere che Vincent inviava, come un vero e proprio diario del cuore straziato, in modo particolare al fratello Théo, ma non solo. Le lettere costituiranno quindi, giorno dopo giorno, come fogli di un diario, il filo conduttore della mostra, perché attraverso le parole si possa penetrare fino in fondo nel mistero struggente della bellezza di un’opera che non cessa di affascinarci. Perché così fortemente connaturata alla presentazione di un vita sempre sul limite. Dalle prime lettere legate all’attività artistica, del settembre del 1880, quando compaiono i disegni inaugurali, fino a quella conclusiva, trovatagli in tasca quando si spara un colpo di rivoltella, alla fine di luglio di dieci anni dopo, a Auvers-sur-Oise.

    Vicenza, Basilica Palladiana
    7 Ottobre 2017 - 8 Aprile 2018

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  21. #328
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    Predefinito Cinema - Loving Vincent

    Nelle sale italiane solo per tre giorni, 16, 17 e 18 ottobre, il film di Dorota Kobiela e Hugh Welchman è un'operazione mai tentata prima: un film d'animazione realizzato con attori e ridipinto utilizzando i quadri dell'artista. Un'indagine sulla sua vita e sul perché della sua morte.
    Kirk Douglas ha consegnato per primo a Hollywood Vincent Van Gogh. Il film si intitola Lust For Life, è del 1956 e per quella interpretazione notevolmente intensa e drammatica Douglas è stato pure candidato all'Oscar come migliore attore protagonista. Poi, trentaquattro anni dopo, con Vincent e Theo è arrivato il Van Gogh di Tim Roth, diretto da Robert Altman che ha scelto di delimitare il racconto (delimitare si fa per dire, dal momento che si tratta di quattro ore di film, inizialmente pensate come mini serie tv) al tormentato rapporto tra Vincent e suo fratello Theo. Forte sicuramente anche quello, urlato, ma che lascia segni non troppo profondi, come invece ci si sarebbe potuti aspettare da uno dei lavori del regista americano. Decisamente più controllato, anche perché abbondantemente romanzato, il Van Gogh di Maurice Pialat del 1991.
    E via, si potrebbe andare avanti ancora molto con le pellicole, tra documentari e fiction, che hanno portato sullo schermo momenti della vita del pittore olandese. Non si troverebbe, però, niente come quello che abbiamo la possibilità di vedere ora con Loving Vincent, film diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman, nelle sale italiane solo il 16, 17 e 18 ottobre, distribuito da Nexo Digital e Adler Entertainment. A dire la verità, nessun film finora realizzato è paragonabile a questo: quello che, infatti, in sei anni di lavoro è stato creato è il primo lungometraggio interamente dipinto. Un'opera, per rendere semplice quello che semplice non è stato affatto, prima recitata da attori, poi trasformata in film d'animazione da una squadra di centoventicinque artisti che hanno riprodotto su tela ognuna delle 65mila inquadrature. Dipingendo nello stile di Van Gogh, naturalmente. Gli attori, quindi, che hanno assunto i ruoli dei protagonisti dei quadri di Van Gogh sono poi stati ri-trasformati in quadri.

    Molto interessante.

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