Mi ritrovo in tutto quello che hai detto, francesca. L'unica cosa che posso aggiungere è che per quanto riguarda Colas Gheel, credo che Zenone gli si scagli contro perché non riesce ad apprezzare il progresso. Infatti dice:

"Ti credevo un uomo, Colas, e scopro che sei cieco come una talpa! Bruti tutti quanti che non avreste né fuoco né candela, né un mestolo se qualcuno non ci avesse pensato per voi; una bobina vi farebbe paura a ve la mostrassero la prima volta! Tornate nei vostri dormitori a marcire in cinque o in sei sotto la stessa coperta, e poi crepate sulle spighette e sui velluti di lana come han fatto i vostri padri!".

Questa reazione così violenta però sembra anche a me troppo eccessiva, più che altro perché la figura di Zenone non è molto approfondita da farci capire a fondo i suoi pensieri e le sue evoluzioni. Ma questo aspetto mi è sembra una caratteristica generale del romanzo.