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Discussione: Quarantanovesimo Artisticforum - Le nostre opere d'arte preferite

  1. #16
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Iniziamo con il primo abbinamento


    Otto Dix - Grande città - Metropolis (Trittico 1928)



    Ballo in fa diesis minore di Angelo Branduardi

    Sono io la morte e porto corona,
    io son di tutti voi signora e padrona
    e così sono crudele, così forte sono e dura
    che non mi fermeranno le tue mura.

    Sono io la morte e porto corona,
    io son di tutti voi signora e padrona
    e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
    e dell'oscura morte al passo andare.

    Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
    posa la falce e danza tondo a tondo:
    il giro di una danza e poi un altro ancora
    e tu del tempo non sei più signora.
    Non avevo mai visto prima questo quadro, e mi ha colpito perchè nessuno sorride, c'è molta indifferenza e angoscia. Nessuno sembra davvero divertirsi a questo ballo, c'è qualcosa che disturba in quest'immagine che, apparentemente, rappresenta un momento gioioso. Forse sono le torsioni drammatiche di certe linee, o le gambe troppo muscolose delle donne; forse sono le espressioni dei volti.
    L’indifferenza domina “Metropolis”, l'indifferenza e un senso concreto di angoscia. Per questo motivo mi ha fatto pensare alla canzone di Branduardi, dove la morte è l'ospite d'onore al ballo, signora e padrona della vita di tutti.

    Grande città (Metropolis) è uno dei capolavori di Otto Dix ed è una delle massime espressioni della corrente artistica chiamata “Nuova Oggettività”, che raggruppava diversi artisti tedeschi del periodo post Prima Guerra Mondiale.
    Il quadro rappresenta il contrasto fra benessere e povertà nel contesto della società moderna, che si apprestava a costruire nuovi stereotipi di miseria e di lusso, ed è una dura critica alla Germania degli anni 20.

    I due pannelli laterali rappresentano gli sconfitti: sono i mutilati e gli sfigurati della Grande Guerra, sono le prostitute e gli altri rifiutati dalla società. A sinistra un uomo mutilato, a causa della sua partecipazione alla guerra, osserva una prostituta che si guadagna da vivere battendo i vicoli malfamati. Si crea fra loro un legame che esprime, con intensa forza visiva, due aspetti della miseria e del degrado. Nel pannello di destra invece compare una grottesca parata notturna, il popolo della notte, personaggi improbabili, bizzarri e stravaganti. Stanno anche loro in spazi deformati dentro una realtà che ha perso la propria prospettiva, in una città fatta d’opulenza posticcia e reale squallore, due aspetti diversi della vita notturna che si sviluppa nelle città, in cui il ceto borghese costruisce la propria posizione sociale e che viene raccontata nel pannello centrale.

    Al centro alcuni rappresentanti della società borghese ballano il charleston davanti ad una band di jazzisti. Una grande figura di donna sta sola, le gambe muscolose, il trucco pesante, in primo piano. E’ il centro visivo della composizione. Il locale è elegante e opulento, ritrovo ideale per una società incentrata sul denaro, il lusso e il consumo; il contrasto più evidente è il divertimento sfrenato di fronte alla miseria creata dalla guerra e alle contraddizioni della società moderna.
    Ultima modifica di qweedy; 11-27-2018 alle 02:36 PM.

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    Oddio, sinceramente Branduardi lo collego più a immagini "medievaleggianti" (visto il suo stile musicale e certi suoi testi, compreso questo) quindi lo avrei visto più abbinato a un quadro antico.
    Però il testo ha sicuramente attinenze col quadro di Dix, in particolare il contrasto fra la festa da ballo e il mondo morente al di fuori.

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  • #18
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    Penso che il quadro e la canzone si sposino bene perchè il quadro rappresenta la "pausa" tra la prima e seconda guerra mondiale.
    In particolare in Germania, dopo che la pesante eredità del recente passato avrebbe portato negli anni 30 all'avvio di nuove tragedie.
    La Morte si prende una pausa e partecipa ad un ballo grottesco che vede i fantasmi del passato trasformarsi in nuove ombre per il futuro.

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  • #19
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    Secondo abbinamento



    Didier Lourenco "Siesta" 2015.

    Alice guarda i gatti
    E i gatti guardano nel sole
    Mentre il mondo sta girando senza fretta

    Irene al quarto piano è lì tranquilla
    Che si guarda nello specchio
    E accende un'altra sigaretta

    E Lillì Marlen, bella più che mai
    Sorride e non ti dice la sua età
    Ma tutto questo Alice non lo sa

    Alice guarda i gatti
    E i gatti muoiono nel sole
    Mentre il sole a poco a poco si avvicina

    E Cesare perduto nella pioggia
    Sta aspettando da sei ore
    Il suo amore ballerina

    E rimane lì, a bagnarsi ancora un po'
    E il tram di mezzanotte se ne va
    Ma tutto questo Alice non lo sa

    Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi
    Tutti pensarono dietro ai capelli
    Lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
    Ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa
    Non è così che se ne andrà

    Alice guarda i gatti
    E i gatti girano nel sol
    Mentre il sole fa l'amore con la luna

    Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello
    Ma è convinto che sia un portafortuna
    Non ti chiede mai pane o carità
    E un posto per dormire non ce l'ha
    Ma tutto questo Alice non lo sa

    E io non voglio più e i pazzi siete voi
    Tutti pensarono dietro ai capelli
    Lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
    Ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa
    Non è così che se ne andrà

    Che se ne andrà
    Che se ne andrà
    Che se ne andrà
    Che se ne andrà

    Non è così
    Che se ne andrà

    Francesco De Gregori "Alice" 1973.

  • #20
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    Questo pittore nella sua semplicità mi piace molto, soprattutto per l'uso dei colori, mi rilassa e mi mette di buon'umore.
    Questo abbinamento tra dipinto e canzone è molto chiaro secondo me, descrive la quotidianità di una ragazza che guarda il mondo che la circonda con occhi sognanti.
    Forse è una ragazza sola, con la sola compagnia dei suoi gatti, e sogna qualcosa, qualcuno, chi lo sa.
    Intorno a lei, nel palazzo, nel quartiere, ruotano personaggi a lei sconosciuti, ognuno con una propria storia.
    Lei però la sua storia la deve ancora scrivere.

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  • #21
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    Mi piace molto la canzone Alice di De Gregori, mentre non avevo mai visto quadri di questo pittore, e non riesco neppure a dire se mi piacciano oppure no.
    C'è qualcosa che mi attrae in questo quadro e qualcosa che mi pare troppo freddo.

    Da parte mia invidio la quiete che traspare dal quadro, del tempo di relax tutto per sè. Forse non è una ragazza del tutto sola, ha i gatti a farle compagnia. Io ci vedo più una ragazza libera, totalmente libera del proprio tempo, che può dedicare completamente a se stessa, e delle proprie scelte. Non una ragazza sola, ma una ragazza che non ha obblighi e responsabilità.
    In questo periodo della mia vita, invidio molto chi vive solo, che può dedicare tutto il tempo a se stesso e ai propri interessi. In effetti anche la canzone contrappone lo sposo impazzito oppure che ha bevuto e la sposa che aspetta un figlio, alla placida Alice che guarda i gatti, mentre il mondo gira senza fretta. Non so voi, ma io preferei essere Alice....

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  • #22
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    Il testo si abbina molto al quadro.
    Del primo mi piace l'idea di "straniamento" in senso positivo della misteriosa Alice, che sembra vivere in un mondo tutto suo.
    Del secondo mi piace l'atmosfera rilassante, lo stile un po' naif ma non sciatto.

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  • #23
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    Quadro e canzone si sposano piuttosto bene.
    Forse il testo della canzone, nella parte che parla di "Alice", sembra evocare una scena più all'aria aperta e in piena luce, mentre il quadro mi suggerisce un ambiente più raccolto.
    Diciamo una leggera penombra da pennichella

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