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Discussione: Cinquantesimo Artisticforum - Le nostre opere d'arte preferite

  1. #1
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    Predefinito Cinquantesimo Artisticforum - Le nostre opere d'arte preferite

    Cinquantesimo!?! Ma dico, cinquantesimo?

    Per questo anniversario dell'AF vorrei proporre un tema un po' particolare (sì, sto cercando di liberarmi dei partecipanti ):

    Quadri o opere per cui ciascuno di noi proverà a inventare una piccola storia (basta un normale post di un paio di righe) o semplicemente un contesto che ha ispirato il quadro (lo so, non mi so spiegare, ma voi provate lo stesso a capire )

    Metabolizzata questa follia, ciascuno faccia la sua proposta. Sempre una a testa.

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  • #2
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    Che bello questo tema ale.

    Joseph Lorusso "Amicizia, amore e desolazione".



    Sembrerebbero due sconosciuti ma in realtà sono una donna e un uomo che si ameranno per tutta la vita, solo che ancora non lo sanno.
    Entrambi si sentono soli, entrambi si siedono ogni mattina allo stesso tavolo del bar, si guardano ma non hanno il coraggio di dirsi nulla, sentono di essere in qualche modo simili, finchè una mattina lei lascia la sua borsa accanto a lui, ordina il caffè e aspetta che qualcosa accada.
    Lui vorrebbe conoscere quella misteriosa donna ma non ne ha il coraggio, la sua vita è troppo complicata, ma forse "l'amore è una cosa semplice" come dice una canzone.

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  • #3
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    Remnev Dormiente che sogna



    Andrey Remnev è un artista russo, nato, circa cinquant’anni fa, in un piccolo paesino sulle colline vicino Mosca
    Come i pittori del passato, utilizza pigmenti naturali legati con tuorlo d’uovo e tecniche antiche di pittura.
    Il color oro compare spesso nei suoi quadri, insieme antichi e fiabeschi.

    Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.
    (William Shakespeare)

    Anima mia
    chiudi gli occhi
    piano piano
    e come s’affonda nell’acqua
    immergiti nel sonno
    nuda e vestita di bianco
    il più bello dei sogni
    ti accoglierà.
    (Nazim Hikmet)

    Il sogno

    Se il sonno fosse (c’è chi dice) una
    tregua, un puro riposo della mente,
    perché, se ti si desta bruscamente,
    senti che t’han rubato una fortuna?
    Perché è triste levarsi presto? L’ora
    ci deruba d’un dono inconcepibile,
    intimo al punto da esser traducibile
    solo in sopore, che la veglia dora
    di sogni, forse pallidi riflessi
    interrotti dei tesori dell’ombra,
    d’un mondo intemporale, senza nome,
    che il giorno deforma nei suoi specchi.
    Chi sarai questa notte nell’oscuro
    sonno, dall’altra parte del tuo muro?
    Borges


    P.S. So che non era esattamente questo il modo richiesto di affrontare il quadro, ma non sono riuscita a fare altro...
    Ultima modifica di qweedy; 01-04-2019 alle 09:50 PM.

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  • #4
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    Qweedy, va benissimo
    Siete partite in quarta io pensavo che avremmo scritto le storie dopo, al momento dei commenti, ma in effetti non mi sono spiegata bene. Facciamo che IO la scrivo dopo, perché adesso ho già difficoltà a trovare il quadro giusto (sì, lo so, lo so, l'idea è mia ). Però al momento dei commenti ciascun partecipante (chi vuole, naturalmente) si inventerà qualcosa su ciascuna storia.

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  • #5
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    Cueva de las Manos - pitture rupestri - Argentina - Santa Cruz


    ... il ragazzo era stanco e affamato, ma la vista dell'ingresso della caverna lo animò di nuova energia. Erano passati i giorni stabiliti dalla tradizione per cercare nella selva lo spirito protettore. Grazie a lui erano stati superati i difficili giorni del digiuno.
    Tornato al villaggio gli anziani avevano preparato la ciotola con il colore. Il "suo" colore, quello suggerito dallo spirito.
    Accese una torcia per illuminare l'oscurità della caverna e si spinse verso il fondo. La volta si abbassò velocemente. Sentì il battito del cuore accelerare con lo stesso passo. All'improvviso vide le figure dipinte. Ecco il totem del suo clan e le impronte delle mani degli antenati.
    Si avvicinò, lasciando la torcia a terra e appoggiando poi la mano sinistra sulla parete, vicino alla sagoma del totem.
    Prese un lungo sorso di tintura. Esitò. Sentì che dopo averla spruzzata, non avrebbe lasciato sulla roccia solo il negativo dell'immagine della sua mano, ma anche la stagione dell'infanzia. I giochi nell'acqua bassa della grande ansa del torrente. Passò qualche istante. Inspirò profondamente e soffiò con tutta la sua forza ...

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  • #6
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    Per ora inserisco solo il quadro, Stanza a New York di Edward Hopper


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  • #7
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    Attendo ancora un giorno poi partiamo con i commenti ... non è necessario postare subito la storiella, per ora potete inserire solo il quadro, poi si penserà al resto

  • #8
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    Stavolta mi hai messo in difficoltà... Comunque ci provo.
    Il quadro è "Malinconia" di Edward Munch: http://www.verynerdpeople.it/wp-cont...Melancholy.jpg
    La storia è:
    Ho perso progressivamente contatto con gli altri esseri umani. Non sopporto più il rumore delle parole, la fissità degli sguardi altrui. L'unico suono che riesco ad ascoltare è quello del mare, il mare sconfinato in cui uno di questi giorni vorrei scomparire...

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  • #9
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    Bene, visto che vi ho messo in difficoltà continuo a farlo con piacere (ma metto in difficoltà anche me stessa )

    Ora proviamo noi a scrivere una piccola storia su ogni quadro. Chi non se la sente può commentare normalmente, ma proviamoci, è divertente.
    Cominciamo dal primo, e senza copiare dalla storia di Ondine se non volete una nota nel registro

    Joseph Lorusso "Amicizia, amore e desolazione".



    Sembrerebbero due sconosciuti ma in realtà sono una donna e un uomo che si ameranno per tutta la vita, solo che ancora non lo sanno.
    Entrambi si sentono soli, entrambi si siedono ogni mattina allo stesso tavolo del bar, si guardano ma non hanno il coraggio di dirsi nulla, sentono di essere in qualche modo simili, finchè una mattina lei lascia la sua borsa accanto a lui, ordina il caffè e aspetta che qualcosa accada.
    Lui vorrebbe conoscere quella misteriosa donna ma non ne ha il coraggio, la sua vita è troppo complicata, ma forse "l'amore è una cosa semplice" come dice una canzone.

  • #10
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    Bene, messaggio afferrato Non preoccupatevi, ripeto che potete anche commentare come al solito

    Io ci provo ...

    Sta lì seduta e guarda il vuoto, mentre il caffé attende invano che lei lo gusti. Pensa a Juan, alla sua vita crollata in pochi minuti, alla loro casa messa su in quattro e quattr'otto con coraggio e passione. Gli anni insieme, così pochi anche se sembrano tanti. Sono trascorsi dieci giorni da quando le ha detto "Mi dispiace, la convivenza non fa per me". Ma certo, ha pensato lei. Se ne accorge adesso. Gli uomini sono così bravi a giustificarsi, tanto bravi quanto le loro scuse sono cretine. E comunque non è caduta dalle nuvole; si era accorta che negli ultimi mesi era distratto, assente. Sempre con gli occhi fissi su quel cellulare. Leggendo i messaggi di quell'americana, di certo. Eleanor, così si chiama, deve essere svampita proprio come l'omonima protagonista di quel libro. Quella stronza. E dire che prima le piaceva, quel nome.
    In ufficio ha detto di essere malata: non avrebbe sopportato gli sguardi indagatori dei colleghi ed era certa che sarebbe scoppiata a piangere alla minima sollecitazione.
    Oggi però ha deciso di uscire. Devo darmi una mossa, ha pensato. E ha indossato per la prima volta quel vestito, quello che le ha regalato sua sorella per il compleanno. Che bello, le aveva detto. E' troppo scollato, non lo indosserò mai, aveva pensato. Il suo atteggiamento ben studiato comunica una finta disinvoltura ma, in realtà, tutto contribuisce a crearle disagio: i vicini di tavolo, le cameriere che sorridono forzatamente, come oche giulive. E quella tazzina sporca lì davanti, che trascuratezza. Non c'erano altri tavoli liberi. Forse avrebbe dovuto andarsene subito, che ci fa in quel posto così estraneo?

    Ancora non ci credo, non voglio pensarci. Non so quanto ho bevuto, non riesco a sollevare la testa dal tavolo da quanto mi gira e dal sonno che sento piombarmi addosso senza dolcezza, come un macigno. Ma il sonno traditore si avvicina e poi fugge via. Mi sembra di vedermela ancora davanti, con quelle lentiggini e il ciuffo biondo che le cadeva sugli occhi. Venivamo spesso qui, insieme. Le piaceva questo posto, "i camerieri sono così carini e il caffé è così buono", diceva. In realtà si entusiasmava per tutti i locali che frequentavamo e per tutti i film che guardavamo e per tutti i libri che leggevamo insieme, prima di addormentarci o di fare l'amore. E il mio cuore si gonfiava perché ogni volta mi sorrideva come se fossi io a scatenare il suo entusiasmo, e per me ogni giorno era il primo giorno e i suoi occhi erano gli stessi di un anno fa e credevo che anche per lei fosse così. Quasi ho continuato a crederlo anche quando mi ha guardato innocente e mi ha detto che si era innamorata di un altro "così carino e così buono, so che capirai, perché anche tu sei carino e buono, sai, sto con lui già da un po' ma non sapevo come dirtelo". Poi però ha pronunciato il suo nome, "Juan" - uno spagnolo del cacchio! - e ho visto qualcosa nei suoi occhi, qualcosa che non avevo mai visto, qualcosa che andava oltre tutto l'entusiasmo per i locali e per i libri e per i film e per me, e ho capito che la mia Eleanor che si chiamava come la protagonista del suo libro preferito non c'era più e non ci sarebbe stata mai più. E ora non riesco più a versare una lacrima e la testa gira, gira, sento qualcuno che si avvicina, forse una cameriera ma non riesco ad alzare gli occhi, forse mi manderà via, chissà se riuscirò ad alzarmi, speriamo che qualcuno venga a prendermi.

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    ... no una storia non riesco a trovarla

    Quello che mi colpisce di più sono le due figure contrapposte. La donna che sembra animarsi, attirata dalla luce e l'uomo addormentato, quasi che sfugga alla luce.

    Mi fa pensare a una possibile citazione in chiave "contemporanea" di quest'opera (Michelangelo - Tomba di Lorenzo Il Magnifico con le statue del Crepuscolo e dell Aurora )


    Ultima modifica di lettore marcovaldo; 01-12-2019 alle 02:14 PM.

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  • #12
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    Citazione Originariamente scritto da Ondine Vedi messaggio

    Joseph Lorusso "Amicizia, amore e desolazione".


    “Credo che la vera arte serva a scavare a fondo dentro ognuno di noi”.

    Joseph Lorusso dipinge la semplice vita di tutti i giorni, rappresenta le persone nella quotidianità, mentre compiono gesti normali.
    In questo quadro la figura femminile appare estremamente rilassata, tranquilla, guarda lontano, forse fuori dalla finestra, e i suoi pensieri sono piacevoli.
    La figura maschile, al contrario, è sfinita, distrutta, addormentata per la stanchezza, per la prostrazione o per il dolore. Chissà se ha qualcuno seduto vicino a lui.
    Strane queste poltrone che pare d'essere in treno anzichè in un bar.
    Curioso che la donna non abbia vicino a sè la borsetta, mentre l'uomo ha vicino a sè uno zainetto, che non si capisce se gli appartiene. E che ha suggerito a Ondine una bellissima storia piena di speranza.

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  • #13
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    Questa è la nuova proposta su cui scrivere quello che vogliamo, riporto il commento della proponente qweedy.

    Remnev Dormiente che sogna



    Andrey Remnev è un artista russo, nato, circa cinquant’anni fa, in un piccolo paesino sulle colline vicino Mosca
    Come i pittori del passato, utilizza pigmenti naturali legati con tuorlo d’uovo e tecniche antiche di pittura.
    Il color oro compare spesso nei suoi quadri, insieme antichi e fiabeschi.

    Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.
    (William Shakespeare)

    Anima mia
    chiudi gli occhi
    piano piano
    e come s’affonda nell’acqua
    immergiti nel sonno
    nuda e vestita di bianco
    il più bello dei sogni
    ti accoglierà.
    (Nazim Hikmet)

    Il sogno

    Se il sonno fosse (c’è chi dice) una
    tregua, un puro riposo della mente,
    perché, se ti si desta bruscamente,
    senti che t’han rubato una fortuna?
    Perché è triste levarsi presto? L’ora
    ci deruba d’un dono inconcepibile,
    intimo al punto da esser traducibile
    solo in sopore, che la veglia dora
    di sogni, forse pallidi riflessi
    interrotti dei tesori dell’ombra,
    d’un mondo intemporale, senza nome,
    che il giorno deforma nei suoi specchi.
    Chi sarai questa notte nell’oscuro
    sonno, dall’altra parte del tuo muro?
    Borges

  • #14
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    Ricordo che naturalmente la storia non è obbligatoria

  • #15
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    Commento anch'io così

    JORGE TEILLIER
    LA BELLA ADDORMENTATA DEL XX SECOLO

    Elle avoit eu le temps de songer..."
    Charles Perrault.

    Cosa sognava la Bella Addormentata
    nel suo sogno che durò cent’anni?
    Sognava la musica muta
    di oboe impolverati,
    o il bollire di pentole
    trascurate dalle cuoche?

    Sognava i lavori
    di sua sorella la Primavera
    che senza sforzo le preparava
    un merletto di peschi
    per le sue nozze infinite?
    O quei ditali d’oro
    che lei dimenticò di consegnarle
    perché gli aghi la amassero?

    Talora sognava di essere una cerva
    e che il cuoco pietoso
    la feriva per salvare la nuora da un’orchessa.
    O sognava che suo figlio era il giorno
    e l’aurora sua figlia
    e che suo nonno era il tempo
    e pretendeva di divorarli.

    Talora sognava boschi
    dove non c’erano scoiattoli né lupi,
    né principi che smarriscono la strada
    né bambini che credono alle fate.

    Talora sognava tempi
    in cui domandarsi cos’è un uccello
    e nei quali la luna è solo
    una moneta inservibile.

    Amico, non chiedere mai
    cosa sognava la Bella Addormentata,
    ricordati questo proverbio:
    non c’è miglior risveglio che il sogno.

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