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Discussione: 237°MG-Le avventure di Washington Black di Esi Edugyan

  1. #1
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    Predefinito 237°MG-Le avventure di Washington Black di Esi Edugyan



    ..."Come ti chiami ragazzo?
    Wash?
    Washington. George Washington Black,signore."


    Chissà dove porterà questo viaggio
    così straordinario...

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  • #2
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    "George Washington Black, detto Wash, è uno schiavo di undici anni in una piantagione di canna da zucchero delle Barbados. Wash è terrorizzato dalla scelta del suo padrone di cederlo al fratello come servitore. Con sua sorpresa, tuttavia, l'eccentrico Christopher Wilde risulta essere un naturalista, un esploratore, un inventore e, soprattutto, un abolizionista. Presto Wash viene introdotto in un mondo di bizzarre invenzioni, in cui una macchina volante può trasportare un uomo attraverso il cielo, dove un ragazzo nato in catene può abbracciare una vita di dignità e libertà e dove due persone, separate da classi sociali distinte, possono vedersi solo come esseri umani. Ma quando un uomo viene ucciso e viene messa una taglia sulla testa di Wash, Christopher e Wash devono abbandonare tutto. Quello che segue è il loro volo lungo la costa orientale dell'America e, infine, verso un remoto avamposto nell'Artico. Presto la fuga spingerà Wash ancora più lontano, alla ricerca del suo vero sé. Dai campi di canna da zucchero dei Caraibi al lontano Nord, dai primi acquari di Londra agli inquietanti deserti del Marocco."




    Esi Edugyan, scrittrice canadese ha vinto due volte il Giller Prize, per i suoi romanzi Half-Blood Blues e Washington Black.

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  • #3
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    Ho ancora viva in me la capacità di stupirmi e
    questo romanzo mi sta dando l'opportunità
    di avvertire profondamente questa cosa
    dentro di me.

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  • #4
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    Predefinito capitolo 12

    L'innocenza e il senso di meraviglia di Washington per la natura del mondo gli consente di attraversare gli orrori mantenendo la speranza e lo stupore.
    E' sempre un prodigio vedere come anche in mezzo all'inferno la forza della vita ha comunque il sopravvento su ogni tragedia, se si mantiene aperto uno spiraglio di fiducia nel domani e di accettazione del presente.

    "La morte era una porta. Penso che sia ciò che desiderava che io capissi. Lei non lo temeva. Era di un'antica fede radicata nelle alte terre fluviali dell'Africa, e in quella fede i morti erano rinati, interi, tornati nelle loro terre d'origine, per camminare di nuovo liberi ".

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  • #5
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    Per me ,che ho amato attraversare la mia giovinezza
    con i racconti mirabolanti del grande scrittore Jules Verne,
    questo romanzo rappresenta una nuova e definitiva partenza verso cose che avevo lasciato da qualche parte sospese tra passato e silenzio.
    Ogni libro che ho letto nella vita è venuto per spiegarmi qualche cosa,per aiutarmi,per tenermi le mani.
    Allora adesso mi lascio accompagnare da un giovane ragazzo verso quel sogno mio di libertà ...

    La libertà vive dentro tutto quello che ancora mi resta da fare.
    Ci sono tempi in cui bisogna ripetere a se stessi questa cosa.

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  • #6
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    Sono a metà libro, e trovo perfetto il tuo paragone con Jules Verne, che io pure ho adorato, perchè Wash prende davvero il volo come fosse uscito dalla penna di Verne.
    Come si fa ad avere così tanta fede e fiducia nel futuro, da affidarsi completamente a un amico, a un incontro? Forse perchè non ha niente da perdere, forse perchè è puro e innocente? C'è da riflettere...

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  • #7
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    https://www.africarivista.it/benin-a...ahomey/126725/

    Sono andata a cercare notizie dell'antico Regno del Dahomey,il cui nome ha subito richiamato alla mia mente ricordi di letture di tanti anni fa...

    Un particolare mi ha colpito dell'articolo che lascio qui.
    Le antiche guerriere del Dahomey erano sempre armate fino
    ai denti,e portavano un chiodo legato al polso...
    Un chiodo.
    Un simbolo.
    Forse per questo Big Kit lasciò tra le mani di Wash quel chiodo arrugginito. perché potesse difendersi qualora fosse stato necessario..
    Ultima modifica di Shoshin; 06-20-2019 alle 03:41 PM.

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  • #8
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio


    Sono a metà libro, e trovo perfetto il tuo paragone con Jules Verne, che io pure ho adorato, perchè Wash prende davvero il volo come fosse uscito dalla penna di Verne.
    Come si fa ad avere così tanta fede e fiducia nel futuro, da affidarsi completamente a un amico, a un incontro? Forse perchè non ha niente da perdere, forse perchè è puro e innocente? C'è da riflettere...
    Forse la spiegazione sta in quello che dice Tich a suo padre...
    "I bambini sanno tutto della bellezza.Sono gli adulti che hanno dimenticato"

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  • #9
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    Guerriere del Dahomey

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    Citazione Originariamente scritto da Shoshin Vedi messaggio

    Sono andata a cercare notizie dell'antico Regno del Dahomey,il cui nome ha subito richiamato alla mia mente ricordi di letture di tanti anni fa...

    Un particolare mi ha colpito dell'articolo che lascio qui.
    Le antiche guerriere del Dahomey erano sempre armate fino
    ai denti,e portavano un chiodo legato al polso...
    Un chiodo.
    Un simbolo.
    Forse per questo Big Kit lasciò tra le mani di Wash quel chiodo arrugginito. perché potesse difendersi qualora fosse stato necessario..
    Mi colpisce molto il simbolo del chiodo, non sapevo.

    Come molto mi ha colpito l'episodio iniziale in cui Wash non riconosce Big Kit che serve il cibo, per le molte sofferenze che il corpo di lei aveva subito.
    Ultima modifica di qweedy; 06-21-2019 alle 12:32 PM.

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    Finito! Grazie Shoshin per avermi incuriosito con questo romanzo, l'ho apprezzato molto.

    Penso che anche tu l'abbia finito ieri, il Dahomey ritorna anche nelle ultime pagine, oltre che all'inizio.

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  • #12
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    Finito! Grazie Shoshin per avermi incuriosito con questo romanzo, l'ho apprezzato molto.

    Penso che anche tu l'abbia finito ieri, il Dahomey ritorna anche nelle ultime pagine, oltre che all'inizio.
    Ho ancora qualche pagina da leggere.
    Mi sono persa dentro un'enciclopedia a cercare
    notizie degli abitanti del mare citati nel libro.

    I nudibranchi ed altri piccoli e sconosciuti animali...

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  • #13
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    Citazione Originariamente scritto da Shoshin Vedi messaggio
    Ho ancora qualche pagina da leggere.
    Mi sono persa dentro un'enciclopedia a cercare
    notizie degli abitanti del mare citati nel libro.

    I nudibranchi ed altri piccoli e sconosciuti animali...
    Eccoli, i nudibranchi:



    Come nei libri di Verne, ci sono molte osservazioni naturalistiche.

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  • #14
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    Mi ha colpito l'attaccamento che Wash dimostra verso Titch, mi ha fatto pensare a chi viene adottato e ha questa spinta incredibilmente forte a ricercare i propri genitori naturali. In fondo Titch non ha avuto problemi ad abbandonarlo più volte, le riflessioni negative di Tanna su Titch mi sembrano molto ragionevoli. Forse per Wash Titch rappresenta la famiglia che non ha mai avuto, per questo lo insegue da un paese all'altro. O forse rappresenta colui che l'ha liberato, gli ha dato la possibilità di mettersi in salvo, di scoprire i propri talenti e di assaporare la libertà.

    A me è piaciuta molto la figura di Big Kit.



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  • #15
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    Ho finito stasera questo romanzo.
    Il viaggio porta sempre un poco di
    stanchezza.
    Ho inseguito due vite lacerate da dolori diversi,divise da differenze enormi.
    Ho attraversato molta strada,sino a ritrovarmi
    seduta in mezzo alla sabbia di un deserto lontano.
    Con il vento sul viso ed il freddo nel cuore.
    Forse speravo che Washington riuscisse a ritrovarsi
    negli occhi chiari di Titch e nel suo pensiero,dopo tutto il suo peregrinare.
    Ma il legame che nel suo cuore era così disperatamente forte,non ha trovato corrispondenza nella nebbia calata nella vita di Titch.

    Un romanzo vivo,scritto con passione e vicinanza a ciò che si racconta.
    Mi sono appassionata alle cose belle narrate con grande dolcezza,così come mi sono rattristata di fronte agli avvenimenti crudeli e alla solitudine vissuta con grande dignità e coraggio da un ragazzo che potrebbe somigliare a tanti altri giovani ragazzi di oggi,nati così tanto lontano,da sognare orizzonti diversi e più rassicuranti.

    Grazie Qweedy per aver condiviso questa lettura.

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