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Discussione: 238° MG Col corpo capisco di David Grossman

  1. #16
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    Ho finito il primo racconto.
    Il titolo in realtà diceva già tutto
    Aspetto voi per il commento

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  • #17
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    Citazione Originariamente scritto da isola74 Vedi messaggio
    Ho finito il primo racconto.
    Il titolo in realtà diceva già tutto
    Aspetto voi per il commento
    spero di riuscire anche io a leggerlo per il fine settimana. Il tuo commento sibillino mi intriga non poco.

  • #18
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    Predefinito Finito Follia (spoiler), iniziato Con il corpo capisco

    Finito.
    Anch'io ho avuto la stessa impressione di Isola.
    Come ho scritto in un commento precedente, quando ho letto il momento in cui Shaul ha capito che Paul e Elisheva erano amanti, ho avuto il dubbio che Shaul si stesse immaginando tutto.
    La fine del racconto non scioglie del tutto il dubbio, è una fine non fine, che però fa capire quanto l'immaginazione e la follia di Shaul siano potenti, così potenti da indurre il lettore a credere che questo adulterio sia del tutto immaginato, anche se in nessun momento viene detto esplicitamente. La follia di questa immaginazione spiegherebbe le parti in corsivo che raccontano la fantasia di Shaul sul branco di uomini che si offrono di cercare Elisheva, perduta fra le colline, ma in cambio di lei stessa.
    La fine poi apre uno spiraglio di inquietudine, quando Shaul chiede ad Esti di passare dal luogo dove lei a trascorso la sua triste infanzia, quasi come se da lì potesse partire una nuova immaginata follia che ha per protagonista la cognata invece che la moglie.
    Mi è piaciuto molto la capacità di Grossman di scandagliare l'animo umano, di rendere ogni minima sfumatura dei sentimenti che agitano i due protagonisti, la sua maestria nell'intrecciare il racconto di Shaul con quello della vita di Esti, che viene resa con la stessa profondità di quella di Shaul. Ma mentre gli episodi della vita di Esti hanno la forza e la crudeltà dura ma serena della realtà, i racconti di Shaul hanno la morbidezza avvelenata delle immaginazioni malate di un folle.

    Sono curiosa di sentire gli altri commenti su questo primo racconto.

    Intanto ho iniziato "Con il corpo capisco".
    Ci sto ritrovando la stessa capacità dell'autore di scandagliare ogni piega del cuore di una persona, ma per il momento non mi sento così avvolta come mi era successo per "Follia". Forse perchè sono ancora troppo calata in questo primo racconto per potermi già sentire parte del secondo.

    Francesca

  • #19
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    A me mancano 15 pagine alla fine e quindi vi leggerò dopo per non rovinarmi il finale.

  • #20
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    Il finale di Follia mi ha lasciato veramente spiazzata. La storia sta tutto nel viaggio, nel racconto febbricitante di una passione insana, reale o non reale poco importa, tutti i giorni abbiamo davanti agli occhi ossessioni amorose che di amore hanno poco. Anche questa mi sembra tale, vera o immaginaria, in parte vera e in parte no, resta la sensazione di malessere che quel finale aperto lascia dentro il lettore.

  • #21
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    Anche io sono rimasta spiazzata dal finale, ma sono anche sicura che la storia del tradimento sia tutta un'invenzione della mente di Shaul....è come se lui l'avesse sempre temuto e alla fine se lo è dovuto costruire per forza.
    Quando lei torna dalla piscina l'accappatoio odora di cloro, lei ha i capelli bagnati eppure per lui questo è solo un esempio del perfezionismo della moglie! !
    La verità del racconto è che la mente umana è un'arma molto potente .
    Bravo Grossman a percepire le sottigliezze della passione che può portare a una lucida follia.

  • #22
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    Ho letto un terzo del secondo racconto e devo dire che è ancora più inquietante del primo.

    p.s. Che brutti nomi hanno tutti i personaggi di Grossman

  • #23
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    Anch'io ho iniziato il secondo racconto, circa una cinquantina pagine.
    Anche questo è su due livelli per così dire... c'è la storia raccontata e c'è l'aspetto introspettivo, tanto caro a Grossman. Mi sta incuriosendo, ma meno del primo perchè non riesco a capire dove vuole andare a parare, a parte descrivere il rapporto conflittuale della protagonista con la madre (che poi forse è la vera protagonista del racconto),

  • #24
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    Predefinito Finito "Con il corpo capisco"

    Finito anche il II racconto "Con il corpo capisco".

    Non mi ha convinto del tutto.
    Grandissima abilità di Grossmann nel rendere ogni minima sfaccettatura delle anime dei suoi protagonisti, ogni sfumatura delle loro relazioni.
    Ma è proprio la storia in sé che non mi ha preso veramente.
    Mi è sembrata un po' banale, banale il cliché della figlia che si ritrova al capezzale della madre vicina alla morte prematura con mille cose in sospeso da cercare di risolvere.
    Poco convincente la relazione fra la Nili e Kobi; pieno di luoghi comuni anche il disagio del ragazzo, orfano, con un padre che non lo capisce...
    Insomma a me tutta la storia mi è sembrata forzata e non mi ha mai permesso di sentirmi completamente presa davvero.

    Comunque il mio approccio con Grossmann è stato sicuramente positivo, e vorrei leggere qualcos'altro di lui, per vedere ancora all'opera questa sua incredibile capacità di introspezione e caratterizzazione psicologica dei suoi personaggi.


    Francesca

  • #25
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    Il secondo racconto che dà il titolo al libro ha una forte carica di ambiguità. L'attrazione e l'interesse reciproco tra la donna adulta e l'adolescente ha tante valenze, soprattutto erotico e sessuali che si mescolano a quelle educative e di formazione. Molto intrigante.

  • #26
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    Come dite bene anche questo racconto ha lo stesso impianto del primo anche se ne primo la voce interiore racconta una probabile fantasia o sogno mentre qui racconta un altro piano di realtà, l'oggi rispetto al passato del racconto.

  • #27
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    Finito!
    Torno domani per il commento, per ora dico solo che preferisco il primo racconto al secondo; )

  • #28
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    Predefinito Commento finale

    Eccomi qua!

    Sono contenta di aver letto questi racconti in minigruppo perchè probabilmente da sola mi sarei fermata al primo....
    Entrambi hanno il pregio di mettere in mostra la bravura di Grossman nello scandagliare l'animo umano, e nel carpire i sentimenti più intimi, anche quelli di cui qualche volta ci vergognamo.
    Nel primo racconto "Follia", esamina la passione amorosa e i suoi effetti sulla mente umana, che si ritrova a vivere su due realtà parallele. Il tradimento della moglie di Shaul è, secondo la mia interpretazione, tutto frutto della sua fantasia, eppure gli effetti che produce sono veri e dolorosi . Sembra che lui lo attendesse da sempre e, alla prima occasione, lo ha colto e coltivato. La fantasia è diventata realtà nel momento in cui Shaul ha trovato il coraggio di parlarne con la cognata, e immediatamente gli effetti del tradimento sono giunti anche su di lei, facendo riaffiorare un passato mai dimenticato.
    In pratica è la parola che da forza ai nostri sentimenti e alle nostre paure.
    E mi sembra di ricordare che ci sia un concetto del genere affermato nel secondo racconto (dovrei cercare per essere più precisa), in uno dei dialoghi assurdi tra Kobi e Nihli, forse sull'importanza della parola.
    Questo racconto, che da il titolo all'opera, mi ha lasciata con l'amaro in bocca, troppo surreale secondo me, senza un vero e proprio punto di approdo. Un rapporto incrinato tra madre e figlia che cercano di riavvicinarsi quando forse è troppo tardi, un ricordo del passato che ha avuto grande importanza ma che alla fine non si sa davvero come sia andato, quale sia stata la verità.
    Forse il messaggio di tutta l'opera è questo: la verità è quella che noi percepiamo come tale, e se non abbiamo la lucidità (o forse la fortuna) di coglierla in pieno, ne resteremo schiacciati per sempre.

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  • #29
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    Finito!

    Per motivi diversi anche il secondo racconto mi è piaciuto molto, sia per l'importanza data all'intelligenza del corpo di comprendere e comunicare in maniera autonoma la propria storia oltre che le proprie emozioni sia per la struttura complessa messa in atto, con tutti i livelli di narrazione e di realtà/racconto. Sicuramente ci sono livelli più profondi in cui scavare e che si avvicinano man mano che procede il racconto, che conoscendo il finale aperto dell'altro, non mi ha asciata stupita, anzi sorpresa per come Grossman poi riesca a chiudere tanta complessità di scrittura e di contenuti.

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