Lo scrittore è nato a Kabul ed ha ottenuto asilo politico in Francia.
Terra e cenere è un romanzo breve o un racconto lungo di 82 pagine ed affascina per la metafora che è il fulcro di tutto il libro, il dolore non può che essere silenzio, sordo e muto, come è sordo il bambino a cui i russi hanno sterminato la famiglia e pensa che con le vite abbiano portato via anche le voci e i suoni.
Straziante senza nessuna caduta nella facile commozione.
Un popolo che soffre da così tanto tempo non può che avere poche parole, implacabili e crude, poetico nella sua atrocità e verità indiscutibile, non c'è possibilità di cambiare l'ordine delle cose.