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Confesso che ho vissuto

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Discussione: Neruda, Pablo - Confesso che ho vissuto

  1. #1
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    Predefinito Neruda, Pablo - Confesso che ho vissuto

    Le memorie, pubblicate postume, di questo grandissimo uomo e grandissimo letterato sono la dimostrazione che la poesia si può ritrovare in ogni aspetto della vita: tutti i suoi ricordi rappresentano dei frammenti di poesia sia quando colgono la bellezza nei singoli elementi della quotidianità (e, soprattutto, della natura, profondamente amata e rispettata da Neruda), sia quando descrivono gli eventi storici e politici del ‘900, vissuti in prima persona dall’autore con grande passione ed intensità. Con lui la poesia ha assunto un ruolo sociale, una sorta di “artiglieria letteraria”, uno strumento che ha accompagnato tante lotte infiammando gli animi di tanti popoli. La sua vita merita in pieno il titolo di questo testo autobiografico……….non è prerogativa di molti vivere e conoscere tanti paesi diversi (grazie anche agli incarichi diplomatici) e essere coinvolto negli eventi più significativi non solo per il paese ospitante ma per tutta l’umanità.
    Le memorie iniziano dalla sua infanzia in un paesino del Cile ed arrivano fino a 10 giorni prima della sua morte (settembre 1973) avvenuta quasi in concomitanza con il colpo di Stato in Cile e l’uccisione del Presidente Allende. Neruda ripercorre questo arco temporale di circa settanta anni con toni a volte accesi, a volte delicati, a volte con il trasporto passionale che accompagna l’impegno politico, a volte con una notevole dose di ironia nei confronti di se stesso e degli innumerevoli personaggi che arricchiscono questa particolare autobiografia. Numerosi sono personalità che, in quel periodo, hanno lottato per la libertà e moltissime sono entrate in contatto con il poeta cileno come Gandhi, Nehru, Che Guevara ma anche tantissimi artisti e intellettuali Hikmet, Garcia Lorca, Picasso, Arthur Miller, Moravia, Elsa Morante, Guttuso. Le pagine che descrivono le posizioni e gli interventi degli intellettuali durante la guerra di Spagna (per citare uno degli eventi descritti) sono così appassionanti che fanno immergere completamente il lettore nel clima di quegli anni. Ma la stessa passione Neruda la mette nel riportare le sensazioni vissute a declamare le sue poesie a contadini o operai in apparenza irrigiditi in maschere impenetrabili, quasi diffidenti, ma che riescono alla fine a commuoversi e piangere come bambini. Nonostante alcune visioni che sono sicuramente filtrate dall’occhio a volte parziale dell’uomo di partito (Neruda viene eletto nel 1945 senatore nelle liste del Partito comunista), l’autore riesce ad avere l’onestà intellettuale di riconoscere, se presente, anche la grandezza dl nemico: sono bellissime le immagini del suo confronto dialettico, durante la sua fuga dal Cile, con un esponente reazionario del partito più di destra del Cile, a cui l’autore non esita a riconoscere un grande spessore e una profonda onestà perché fermamente convinto delle idee che rappresentava.
    Tra le tante esperienze di una vita vissuta così intensamente, una in particolare mi ha profondamente commosso: Neruda, si trova, intorno agli anni ’50, in Italia e, come in quasi tutti i paesi in cui ha vissuto le diverse peripezie di esiliato, viene ben presto invitato a lasciare il Paese (e nonostante ciò le descrizioni che fa dell’Italia e degli italiani sono ricche di caldi apprezzamenti). Parte da Napoli con il treno, con cambio a Roma: qui, a sua insaputa, si è radunata una grande folla, compresi numerosi artisti e intellettuali (Carlo Levi, Alberto Moravia, Elsa Morante, Renato Guttuso…….), che intraprende una pacifica, ma non per questo meno decisa, battaglia con le forze di polizia che avevano in custodia lo scomodo ospite. Il tono di questi momenti è estremamente commovente e coinvolgente……..ho avuto quasi la sensazione di essere in quella folla che gridava “Pablo deve rimanere” e che ha gioito quando finalmente è arrivato il permesso di rimanere in Italia. Il soggiorno di Neruda prosegue quindi a Capri, in una villa messa a disposizione da un suo ammiratore (il periodo di Neruda nell’isola è egregiamente rappresentato nel film Il postino con Troisi).
    Commentare un’opera di tale livello non è facile, non è facile cogliere gli aspetti più importanti descritti e non è assolutamente possibile far percepire il tono poetico di alcune parti di queste memorie …….. è un grande testo autobiografico e storico che merita veramente di essere letto da tutti.

  2. #2
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    sicuramente da questa sera inizio a leggerlo.

  3. #3
    Motherator
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    elena sei fantastica quando fai le recensioni, non occorre neanche che legga il libro

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    elena sei fantastica quando fai le recensioni, non occorre neanche che legga il libro
    No ti assicuro che vale la pena leggerlo !!!!

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