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Discussione: Cosa ne pensate di Fabio Volo come scrittore?

  1. #31
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    Fabio Volo (come tanti altri autori) può piacere o non piacere. Oggettivamente non è un autore con la A maiuscola, ma è lecito che piaccia e sia letto.

    La cosa importante è non considerare degli esseri inferiori a noi coloro che leggono ed apprezzano Fabio Volo.
    Di 'celodurismo' i forum tematici traboccano e non se ne sente proprio il bisogno.

  2. The Following 5 Users Say Thank You to malafi For This Useful Post:


  3. #32
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    Citazione Originariamente scritto da malafi Vedi messaggio
    Fabio Volo (come tanti altri autori) può piacere o non piacere. Oggettivamente non è un autore con la A maiuscola, ma è lecito che piaccia e sia letto.

    La cosa importante è non considerare degli esseri inferiori a noi coloro che leggono ed apprezzano Fabio Volo.
    Di 'celodurismo' i forum tematici traboccano e non se ne sente proprio il bisogno.
    10 100 1000 thanks.


  4. #33
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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    E dove sta scritto che qualcuno non possa trovare piacere in una cena da Bottura e la sera dopo trovare altrettanto piacere indugiando in un Big Mac?
    Sono due cose diverse ma la lettura è libertà, io non ho mai letto Volo (perché non mi piace come personaggio) ma non ho problemi a dire che ho letto molti romanzi della Kinsella, per dire, passo dal "commerciale" al classico senza nessun tipo di problema o pregiudizio.
    Attualmente sto leggendo Bel-Ami di Maupassant e (reggiti forte) Anna Karenina non mi è piaciuto.

    Si tratta proprio del tipo di dibattito che speravo di avere in questo forum, per cui sono molto felice di parteciparvi.
    Dunque: per carità la lettura è libera e non si discute. Detto questo, io non ho mai visto brigate di professori di letteratura occhialuti con I promessi sposi sotto il braccio e il manganello pronti a massacrare i lettori di Fabio Volo o Federico Moccia.
    Quanto al concetto di “considerare essere inferiori i lettori di Volo,” come scrive Malafi, pur rileggendo tutti gli interventi di questa discussione, non trovo quando sia stato espresso né da chi.
    Il fatto non è tanto che la “letteratura” arricchisca e i libri “commerciali” (non so come chiamarli, mi scuso per questa definizione maldestra) svaghino. Il fatto per me è che anche nel divertissement si può fare meglio, che trovo i libri “commerciali” poveri nel linguaggio, superficiali e banali. Poi certamente che si può aver voglia di passare due ore a leggere Fabio Volo, come si può aver voglia di passare due ore a guardare Sex and the City o a sfogliare Cosmopolitan.
    Certo per chi ha dimestichezza con la letteratura, i suoi differenti registri, le sue sottilezze etc. una scappatella da Fabio Volo è un péché mignon. Quello che mi preoccupa è la posizione del “va bene tutto, l’importante è che si legga, che poi sia Thomas Mann o l’autobiografia di Francesco Totti non si possono esprimere giudizi di valore perché i gusti son gusti.” Perché a parer mio contribuisce a un impoverimento dell’offerta culturale, specie per i lettori in erba (penso ai giovani lettori) che quando entrano in libreria trovano pile di romanzi di Fabio Volo e di Donato Carrisi mentre Gli occhiali d’oro di Bassani sta nascosto in uno scaffale impolverato.
    [Ovviamente non sostengo che chi ha commentato in questa conversazione sostenga la posizione che ho espresso qua sopra! ]
    Poi ovviamente ognuno legge quel che vuole, ci mancherebbe altro. Mi piace dibattere ma non sono una persona cattiva ^^

  5. The Following 2 Users Say Thank You to Alcesti For This Useful Post:


  6. #34
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    Citazione Originariamente scritto da Alcesti Vedi messaggio
    Si tratta proprio del tipo di dibattito che speravo di avere in questo forum, per cui sono molto felice di parteciparvi.
    Dunque: per carità la lettura è libera e non si discute. Detto questo, io non ho mai visto brigate di professori di letteratura occhialuti con I promessi sposi sotto il braccio e il manganello pronti a massacrare i lettori di Fabio Volo o Federico Moccia.
    Quanto al concetto di “considerare essere inferiori i lettori di Volo,” come scrive Malafi, pur rileggendo tutti gli interventi di questa discussione, non trovo quando sia stato espresso né da chi.
    Il fatto non è tanto che la “letteratura” arricchisca e i libri “commerciali” (non so come chiamarli, mi scuso per questa definizione maldestra) svaghino. Il fatto per me è che anche nel divertissement si può fare meglio, che trovo i libri “commerciali” poveri nel linguaggio, superficiali e banali. Poi certamente che si può aver voglia di passare due ore a leggere Fabio Volo, come si può aver voglia di passare due ore a guardare Sex and the City o a sfogliare Cosmopolitan.
    Certo per chi ha dimestichezza con la letteratura, i suoi differenti registri, le sue sottilezze etc. una scappatella da Fabio Volo è un péché mignon. Quello che mi preoccupa è la posizione del “va bene tutto, l’importante è che si legga, che poi sia Thomas Mann o l’autobiografia di Francesco Totti non si possono esprimere giudizi di valore perché i gusti son gusti.” Perché a parer mio contribuisce a un impoverimento dell’offerta culturale, specie per i lettori in erba (penso ai giovani lettori) che quando entrano in libreria trovano pile di romanzi di Fabio Volo e di Donato Carrisi mentre Gli occhiali d’oro di Bassani sta nascosto in uno scaffale impolverato.
    [Ovviamente non sostengo che chi ha commentato in questa conversazione sostenga la posizione che ho espresso qua sopra! ]
    Poi ovviamente ognuno legge quel che vuole, ci mancherebbe altro. Mi piace dibattere ma non sono una persona cattiva ^^
    Noooooooo, ma quale persona cattiva?!?! Ci mancherebbe altro, siamo qui per discutere.
    Purtroppo, per esperienza personale, i lapidatori del lettore (per loro) mediocre esistono eccome e ci sono professoroni o pseudo tali che se ti vedono leggere "Games of Thrones" ti guardano storto e storcono il naso; così come esistono quelli che si ritengono un gradino sopra perché hanno letto tutta" La Recherche" proustiana.
    Chi mi conosce un po' anche in questo forum sa che in un libro io cerco soprattutto il "piacere" della lettura, che per me significa essenzialmente una trama ben scritta e coinvolgente (non banale) e che non mi faccia venire il mal di testa o un attacco di narcolessia quando apro il libro. Ho letto classici che corrispondevano a queste caratteristiche e ne ho goduto, altri che ho defenestrato dopo poche pagine; il limite è senza dubbio mio, forse mi mancano le "basi" e la tenacia per affrontare certi autori ostici ma non ritengo per questo di avere qualcosa in meno rispetto a chi li legge. Questo è il mio pensiero.
    Sul fatto di "educare le giovani generazioni" al buon leggere temo che prima sia necessario educarle A LEGGERE, visto che la tendenza in questo senso è deprimente.
    In libreria, come in ogni esercizio commerciale, trovi Fabio Volo in pole position semplicemente perché VENDE di più di Dostoevskij, triste realtà, concordo con te.

  7. #35
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    Questa interessante discussione è già stata fatta altrove.

    Tutto ciò che oggi reputiamo alta letteratura, all’epoca in cui fu prodotto non lo era affatto. Così come la figura dell’artista non sempre è stato il massimo rappresentante della cultura, anche i pittori prima e gli scrittori dopo non erano “modelli” per la società.

    Anzi, talvolta chi vendeva la propria opera era considerato al pari dei “peccatori mercanti”. Oggi reputiamo Giotto il genio per antonomasia, colui che, primo fra tutti, ha rivoluzionato il mondo della pittura. All’epoca, invece, quelli come lui erano mercenari che usavano le proprie doti per fare denaro. Né più né meno di ciò che oggi fa Fabio Volo.

    Giotto era il Fabio Volo del Medio Evo se mi si passa l’azzardo.

    Non che Fabio Volo sarà ricordato tra qualche secolo, questo tenderei ad escluderlo. Non sarà ricordato perché i tempi cambiano, e cambiano molto rapidamente, forse troppo. Oggi ci sono possibilità di scelta e livelli culturali altissimi. All’epoca di Giotto nessuno, tranne pochi addetti ai lavori, sapeva chi fosse e nessuno si poneva domande come quelle che ci poniamo noi oggi.

    Fabio Volo, personalmente, non l’ho mai letto. Né mai credo lo farò. I motivi che potrei addurre sono gli stessi di chi, due secoli fa, criticava i venditori di parole. Coloro, cioè, che scrivevano più frasi possibili, senza badare alla qualità, perché erano pagati a cottimo. La scrittura dell’800 è prolissa e deliziosa al tempo stesso. I libri di Dumas e dei grandi russi sono stipati di parole, con la stessa logica con cui i camion vengono oggi imbottiti di merce fin quasi a rovesciarsi.

    Nel XIX secolo chi veniva pizzicato con un romanzo in mano era giudicato un ozioso. Al pari di chi oggi guarda molta televisione. L’uomo quando giudica il proprio tempo sbaglia sempre, perché la storia gira veloce, troppo veloce.

    Non tirerei somme definitive. Non direi che Fabio Volo è letteratura da macello solo perché i professori non lo portano sotto braccio come i Promessi Sposi. E’ sempre la storia che emette sentenze, e pure quelle non sono mai definitive.

  8. The Following 3 Users Say Thank You to Zingaro di Macondo For This Useful Post:


  9. #36
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    Citazione Originariamente scritto da Zingaro di Macondo Vedi messaggio
    Questa interessante discussione è già stata fatta altrove.

    Tutto ciò che oggi reputiamo alta letteratura, all’epoca in cui fu prodotto non lo era affatto. Così come la figura dell’artista non sempre è stato il massimo rappresentante della cultura, anche i pittori prima e gli scrittori dopo non erano “modelli” per la società.

    Anzi, talvolta chi vendeva la propria opera era considerato al pari dei “peccatori mercanti”. Oggi reputiamo Giotto il genio per antonomasia, colui che, primo fra tutti, ha rivoluzionato il mondo della pittura. All’epoca, invece, quelli come lui erano mercenari che usavano le proprie doti per fare denaro. Né più né meno di ciò che oggi fa Fabio Volo.

    Giotto era il Fabio Volo del Medio Evo se mi si passa l’azzardo.

    Non che Fabio Volo sarà ricordato tra qualche secolo, questo tenderei ad escluderlo. Non sarà ricordato perché i tempi cambiano, e cambiano molto rapidamente, forse troppo. Oggi ci sono possibilità di scelta e livelli culturali altissimi. All’epoca di Giotto nessuno, tranne pochi addetti ai lavori, sapeva chi fosse e nessuno si poneva domande come quelle che ci poniamo noi oggi.

    Fabio Volo, personalmente, non l’ho mai letto. Né mai credo lo farò. I motivi che potrei addurre sono gli stessi di chi, due secoli fa, criticava i venditori di parole. Coloro, cioè, che scrivevano più frasi possibili, senza badare alla qualità, perché erano pagati a cottimo. La scrittura dell’800 è prolissa e deliziosa al tempo stesso. I libri di Dumas e dei grandi russi sono stipati di parole, con la stessa logica con cui i camion vengono oggi imbottiti di merce fin quasi a rovesciarsi.

    Nel XIX secolo chi veniva pizzicato con un romanzo in mano era giudicato un ozioso. Al pari di chi oggi guarda molta televisione. L’uomo quando giudica il proprio tempo sbaglia sempre, perché la storia gira veloce, troppo veloce.

    Non tirerei somme definitive. Non direi che Fabio Volo è letteratura da macello solo perché i professori non lo portano sotto braccio come i Promessi Sposi. E’ sempre la storia che emette sentenze, e pure quelle non sono mai definitive.
    Interessante riflessione, ma credo che sia importante rilevare la differenza tra la società medievale, la società ottocentesca e la società contemporanea.

    La rivoluzione industriale prima e - soprattutto - l'avvento della cosiddetta società di massa dopo ha cambiato completamente i connotati del pubblico fruitore dell'opera d'intelletto. Potenzialmente oggi un'opera può essere fruita da milioni di persone, cosa completamente impensabile all’epoca di Dumas. La società dei consumi richiede – per sua stessa natura – la produzione continua di stimoli “culturali”, da cui la pletora di nuove uscite letterarie ogni settimana: l’economia del libro nel 2017 è un’industria che non ha niente a che vedere con quella di un secolo prima. È soltanto negli anni ’50, con il lancio delle collane economiche da parte di numerose case editrici italiane, Rizzoli in testa, che si inizia a utilizzare l’espressione di consumi per quanto riguarda i libri. Non credo sia un dettaglio anodino.
    Quanto all’uomo, che ci si vuol fare, ha passato la storia intera a giudicare la storia a lui contemporanea, alle volte a torto, alle volte a ragione (personalmente son ben contenta che Gunther Anders, Adorno o Pasolini si siano degnati di riflettere sul loro tempo).
    Ma a questo punto credo che stiamo un po’ andando, come si suol dire, off topic...

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  11. #37
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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    Noooooooo, ma quale persona cattiva?!?! Ci mancherebbe altro, siamo qui per discutere.
    Purtroppo, per esperienza personale, i lapidatori del lettore (per loro) mediocre esistono eccome e ci sono professoroni o pseudo tali che se ti vedono leggere "Games of Thrones" ti guardano storto e storcono il naso; così come esistono quelli che si ritengono un gradino sopra perché hanno letto tutta" La Recherche" proustiana.
    Chi mi conosce un po' anche in questo forum sa che in un libro io cerco soprattutto il "piacere" della lettura, che per me significa essenzialmente una trama ben scritta e coinvolgente (non banale) e che non mi faccia venire il mal di testa o un attacco di narcolessia quando apro il libro. Ho letto classici che corrispondevano a queste caratteristiche e ne ho goduto, altri che ho defenestrato dopo poche pagine; il limite è senza dubbio mio, forse mi mancano le "basi" e la tenacia per affrontare certi autori ostici ma non ritengo per questo di avere qualcosa in meno rispetto a chi li legge. Questo è il mio pensiero.
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    Io sì! Cattivo, se posso andar contro malafi!

  12. #38
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    Citazione Originariamente scritto da c0c0timb0 Vedi messaggio
    Io sì! Cattivo, se posso andar contro malafi!
    Ah bhe....contro Malafi puoi infierire, ti autorizzo.

  13. #39
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    Citazione Originariamente scritto da c0c0timb0 Vedi messaggio
    Io sì! Cattivo, se posso andar contro malafi!
    Attento. Vanto conoscenze importanti.
    E' una minaccia.



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  15. #40
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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    E dove sta scritto che qualcuno non possa trovare piacere in una cena da Bottura e la sera dopo trovare altrettanto piacere indugiando in un Big Mac?
    Concordo. Ma parliamo di Big Mac.
    Un altro discorso e' il paninazzo con l'hamburger unto e bisunto comprato nel barettino all'aereoporto. La Kinsella la potrei paragonare al Big Mac....

  16. #41
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    Non è così semplice, per i non addetti ai lavori, stabilire il confine tra la "buona letteratura" e la cosiddetta "letteratura commerciale". Dipende dalle propensioni e caratteristiche del lettore.
    Personalmente la mia classifica tiene conto del piacere della lettura e del ricordo ciò che mi lascia nel tempo l'opera letta.
    Non ho però ancora mai letto Fabio Volo, artista di multiforme ingegno che fa tante cose. (la letteratura però è un'arte molto difficile e complessa.)

  17. The Following 4 Users Say Thank You to Grantenca For This Useful Post:


  18. #42
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    Citazione Originariamente scritto da Grantenca Vedi messaggio
    Non è così semplice, per i non addetti ai lavori, stabilire il confine tra la "buona letteratura" e la cosiddetta "letteratura commerciale". Dipende dalle propensioni e caratteristiche del lettore.
    Personalmente la mia classifica tiene conto del piacere della lettura e del ricordo ciò che mi lascia nel tempo l'opera letta.
    Non ho però ancora mai letto Fabio Volo, artista di multiforme ingegno che fa tante cose. (la letteratura però è un'arte molto difficile e complessa.)
    Eh eh eh...
    Grande Grantenca! Che devo dirvi, a me piacciono tanto i suoi interventi. In questo caso ancor di più ciò che potrebbe essere ridondante: la frase racchiusa tra le parentesi!

  19. The Following User Says Thank You to c0c0timb0 For This Useful Post:


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