E’ una raccolta di racconti che ruota, come negli altri libri scritti da questa autrice, intorno al concetto di arte ma questa volta le storie non riguardano solo i “grandi” artisti che ne hanno fatto la storia ma è l’arte vista e interpretata dalla gente comune. I primi racconti tratteggiano anche la vita di grandi pittori quali Manet, Van Gogh, Modigliani ma visti sempre con gli occhi di figure che rivestono un ruolo per lo più di comparse nella vita di questi artisti e che in parte ne subiscono il fascino e in parte giudicano le loro espressioni artistiche incomprensibili e inaccettabili così come il loro stile di vita. In ogni caso l’arte è considerata il mezzo con cui ogni singolo individuo riesce ad esternare i propri sentimenti e alcune storie di gente comune che si esprime attraverso creazioni “artistiche” sono molto toccanti.
Questo libro per me non ha lo spessore dei precedenti (è lontano anni luce in quanto a profondità rispetto, ad esempio, a La passione di Artemisia) ed è il primo di questa autrice che ho finito con difficoltà e senza grande entusiasmo, anche se ci sono alcuni racconti piuttosto piacevoli