Un personaggio, il Duca d'Auge, che attraversa l'intero evo moderno, ricomparendo nel romanzo ogni 175 anni; un altro, Cidrolin, che negli anni Sessanta del XX secolo vive nella più totale inattività su un barcone ancorato nei pressi di Parigi; e poi due cavalli parlanti, Sten e Stef, e campeggiatori che si esprimono invece in una lingua inesistente, e alchimisti, e abati che studiano graffiti preistorici...alla sua quinta comparsa, il Duca si imbatte proprio in Cidrolin, e lo strano sodalizio che si crea fra i due li indurrà infine a salpare in una sorta di nuovo diluvio universale, alla fine del quale il barcone andrà ad arenarsi sulla cima di una torre.

Romanzo sul sogno, e fatto di sogni, I fiori blu spiazza continuamente il lettore con una fantasmagorica girandola di situazioni improbabili e irrelate, sostenute da una scrittura freschissima e scattante...non a caso la traduzione in italiano è di Italo Calvino!
Divertente per chi ama i giochi di parole "alla Queneau".