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Pietà per gli insonni

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Discussione: Deaver, Jeffery - Pietà per gli insonni

  1. #1
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    Predefinito Deaver, Jeffery - Pietà per gli insonni

    Annuncio di bufera sulle contee del New England: una forte perturbazione a carattere ciclonico è in arrivo con venti a più di centotrenta chilometri all'ora. Il servizio metereologico prevede che il fiume Marsden tracimerà tra l'una e le due del mattino. Nelle ore che preannunciano la bufera e accompagnano il suo scatenarsi, si scatena anche - tra i boschi autunnali che separano il manicomio di Marsden dalla bella villa di Lisbonne e Owen Atcheson, a Ridgeton - la più forsennata delle fughe e la più spietata delle cacce all'uomo.
    A evadere dalla sua prigionia di psicofarmaci è Michael Hrubek, un gigante schizofrenico con alle spalle già sette fughe da altrettanti ospedali psichiatrici e una storia di accuse per stupro, omicidio e violenze, inchiodato in manicomio proprio per la testimonianza di Lisbonne in un caso di duplice omicidio avvenuto nel parco statale di Indian Leap. Riuscirà Hrubek, folle e geniale, convinto di essere la reincarnazione dell'assassino di Lincoln e impegnato in un costante dialogo con Dio, a raggiungerla prima che lo possano fermare?
    E quale mistero si nasconde in quel duplice assassinio attribuito a Hrubek?
    Attorno al mostro si stringe una morsa implacabile: sulle sue tracce si muovono la polizia locale e squadre di infermieri, un medico dell'ospedale - Richard Kohler - ambiguo e creativo e un cacciatore di taglie, Heck, che lancia sulle piste del fuggiasco Emil, un segugio bloodhound superaddestrato a braccare selvaggina umana. Anche Owen, il marito di Lisbonne, è a caccia di Hrubek, deciso a scovarlo, forse con l'intenzione di ucciderlo. Eppure niente e nessuno sembrano riuscire a fermare l'avanzata del gigante: e il suo procedere s'accompagna a una scia di violenza e distruzione. E ad altre morti. La resa dei conti - in una notte dove l'orrore sembra non avere fine - ha i ritmi sconvolgenti della bufera che scuote i boschi che circondano la villa Ridgeton e che avvolgono i suoi incoffessabili segreti.


    Molto bello anche questo, dove Deaver "gioca" con il tempo riuscendo ad ambientare un intero libro in una sola, terribile ed angosciante notte, scossa da una bufera sconvolgente e da una caccia all'uomo giocata su più fronti.

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  • #2
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    Concordo, davvero bello!
    Dal titolo fino all'ultima pagina.Senza perdere mai il ritmo Deaver ci accompagna con un'ottima caratterizzazione dei personaggi in una storia intricata ma ben articolata, alla fine tutti i tasselli finiscono al loro posto. Pazzia evidente ma anche quella più subdola, meno riconoscibile, forze della natura che si esprimono al massimo della loro potenza durante un'avvincente caccia all'uomo

  • #3
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    é stato uno dei primi libri di Deaver che ho letto, davvero incalzante, nemmeno una pagina inutile o in più del neccessario

  • #4
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    E' il secondo libro che leggo di questo scrittore. Quante cose è necessario sapere per scrivere un "noir"!!! Quasi un trattato scientifico sul fiuto dei cani, allevamento delle piante in serra, medicine per gli schizofrenici, caratteristiche delle armi ecc..ecc...Un libro scritto molto bene, naturalmente, che si legge molto volentieri, con continui colpi di scena, finale in un certo senso a sorpresa, tutto perfetto. Ma....quando i colpi di scena te un po' li aspetti, avendo già letto qualche libro dello scrittore, il tutto ti coinvolge un po' di meno. E' ora di passare ad un altro tipo di letture.

  • #5
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    Forse a qualcuno il paragone sembrerà azzardato, ma secondo me più che da Deaver questo romanzo sembra scritto da Stephen King, sarà per l’ambientazione molto “americana” e molto anni 90, sarà perché i due autori hanno in comune una caratteristica importante: la meticolosità che quasi sconfina nel puntiglio con cui trattano qualunque aspetto delle loro storie. Paragoni a parte, a Deaver va il merito di aver saputo mescolare il thriller psicologico e l’avventura on the road, creando un thriller ricco di suspense che sa tanto di romanzo americano. Tutto si svolge in una notte, una notte difficile su più fronti e per molte persone: da un lato una violenta bufera sta per abbattersi sul New England facendo tracimare il fiume ed il lago prospiciente la proprietà degli Aceson a Rigeton, quindi Lise, il marito Ouen e la sorella Portia devono affrettarsi a metterla al sicuro il più possibile; dall’altro proprio a casa loro sta dirigendosi Michael Rubeck, una montagna d’uomo affetto da schizofrenia paranoide ed evaso dall’ospedale psichiatrico dov’era in cura. Tra inseguimenti all’ultima astuzia, lavoro di braccia per trascinare sacchi di sabbia e creare sbarramenti all’acqua che minaccia di mandare in fumo le fatiche di una vita, ricordi passati e recenti e cose non dette, si sviluppa una storia coinvolgente e serrata. I colpi di scena non mancano, anche se stavolta posso vantarmi – una volta tanto – di aver capito cosa non quadrava ben prima del finale. E comunque, ancora una volta, Deaver ci dimostra con le sue storie che nulla è necessariamente come appare… nulla può essere dato per scontato… non è mai detta l’ultima parola, finché non si gira l’ultima pagina. Nella mia classifica personale “Pietà per gli insonni” non è in cima ai libri di Deaver, ma è comunque un buon thriller. Lo consiglio a chi predilige le ambientazioni aperte a quelle metropolitane.


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