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Un luogo chiamato libertà

Mostra risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Follett, Ken - Un luogo chiamato libertà

  1. #1
    Charmed Member
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    Predefinito Follett, Ken - Un luogo chiamato libertà

    In questo romanzo siamo in Inghilterra nel XVIII secolo, epoca di grandi cambiamenti, con la 'rivoluzione industriale' alle porte e le colonie americane in procinto di proclamare l'indipendenza.
    La principale fonte di energia e' il carbone, estratto in abbondanza ma con metodi schiavisti nelle miniere scozzesi.
    Ed è per il possesso di nuovi giacimenti che la famiglia dei Jamisson, potenti proprietari terrieri, complottano e tramano minacciati da un improvviso dissesto finanziario.
    Con l'intrigo e l'inganno hanno messo a punto un piano che può farli brillantemente uscire dalle difficoltà. Ma non hanno fatto i conti col giovane McAsh, un minatore che ha deciso di spezzare le catene della schiavitù, e la bella Lizzie, figlia della piccola aristocrazia conquistata dagli ideali di indipendenza, alla ricerca di un luogo chiamato liberta'.

    Una storia d'amore, di vendette e di ambizioni, ma sopratutto una storia di coraggio.

    INIZIO
    Quando mi trasferii nell'High Glen House mi dedicai subito con passione al giardinaggio, e fu cosi' che trovai il collare di ferro.
    La casa era cadente e il giardino invaso dalle erbaccie.
    Una vecchia signora un po' matta vi aveva abitato per 20 anni senza dare mai neppure una mano di vernice.Poi lei era morta e io avevo comprato la casa dal figlio, concessionario della Toyota a Kirkburm, la citta' piu' vicina a 80 km.
    Forse vi domanderete perche' mai qualcuno acquisti una casa cadente a 80 km dal piu' vicino centro abitato.Ma io amo questa valle.Nei boschi ci sono cervi timidi, un nido d'aquila alla sommita' della cresta dei monti.
    In giardino, passavo meta' del tempo appoggiato al badile, a guardare le pendici verdeazzurri dei monti.
    Pero' scavavo, anche. Avevo deciso di piantare qualche arbusto intorno ad una costruzione secondaria: non e' bella, ha le pareti di assi e neppure una finestra, e volevo nasconderla con la vegetazione.Fu proprio scavando li che trovai una cassetta.
    Non era molto grande, piu' o meno come quelle che contengono dodici bottiglie di vino pregiato. Non era neppure lussuosa: era di legno non verniciato, tenuto insieme da chiodi arrugginiti. La spaccai con il badile.
    All'interno c'erano due oggetti.
    Uno era un grosso libro molto vecchio. Mi emozionai un po', forse era una Bibbia di famiglia con una storia affascinante scritta sui risguardi..le nascite, i matrimoni di persone vissute nella mia casa cent'anni fa. Ma rimasi deluso. Quando lo aprii, scoprii che le pagine erano marce e non riuscii a leggere nemmeno una parola.
    L'altro oggetto era un sacchetto di tela cerata. Era marcio anche quello e quando lo toccai con i guanti da giardinaggio si disintegro'.
    Conteneva un cerchio di ferro di una quindicina di centrimetri di diametro. Era ossidato, ma il sacchetto di tela cerata aveva impedito che arrugginisse.
    Era rozzo, probabilmente era stato fatto da un fabbro di paese e in un primo momento pensai che fosse un pezzo di carro o aratro.
    Ma perche' mai qualcuno lo aveva avvolto meticolosamente nella tela cerata per conservarlo?
    Il cerchio era spezzato ed era stato piegato. Comincia a pensare che fosse il collare imposto ad un prigioniero. Quando il prigioniero era fuggito, il cerchio era stato rotto con un pesante attrezzo da fabbro, quindi piegato per rimuoverlo.
    Lo portai in casa e comincia a pulirlo. Ma il lavoro procedeva lentamente allora lo immersi per una notte in un prodotto antiossidante e l'indomani mattina riprovai.
    Mentre lo lucidavo con uno straccio divento' visibile un iscrizione.
    Era incisa in caratteri antiquati e svolazzanti, impiegai un po' di tempo per decifrarla ma ecco cosa diceva:
    Quest'uomo e' proprietario di Sir George Jamminson di Fife
    A.D 1767
    Adesso e' qui, sulla mia scrivania, accanto al computer.
    Lo uso come fermacarte. Spesso lo prendo e lo rigiro tra le mani e rileggo l'iscrizione.
    Se il collare di ferro potesse parlare, mi chiedo, quale storia racconterebbe
    ...
    Ultima modifica di zaratia; 04-28-2008 alle 12:20 PM.

  2. #2

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    l'inizio sembra promettente... mi interessa!

  3. #3
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    Ben scritto , se non l'avessi già letto, mi avresti fatto venir voglia di leggerlo
    Ultima modifica di elisa; 07-20-2010 alle 09:12 PM. Motivo: edit caratteri

  4. #4

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    segnato nella pseudo lista...ma tu l'hai letto??o l'hai appena iniziato a leggere?

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da non_so_dove_volare
    segnato nella pseudo lista...ma tu l'hai letto??o l'hai appena iniziato a leggere?
    Io l'ho letto e sicuramente lo rileggero'

  6. #6
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    eh si quindi propio da segnare nella LISTA.. eh eh ma quanto e lungaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  7. #7

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    immensaaaaaaaaaaaaaa....

  8. #8
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    Stupendo, davvero bellissimo! Tra i migliori di Follett, al pari di "una fortuna pericolosa"!

  9. #9
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    Citazione Originariamente scritto da Poirot
    Stupendo, davvero bellissimo! Tra i migliori di Follett, al pari di "una fortuna pericolosa"!
    la penso come te, dopo però a "I pilastri della terra"

  10. #10
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    letto quest'estate a me è piaciuto ,lo consiglio

  11. #11
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    L'ho appena iniziato, lo finirò di sicuro ma sinceramente non mi sembra tra i migliori scritti da Follet. Mi sembra una storia, presa sicuramente da vita vissuta dai minatori dell'epoca, ma triita, ritrita e scontata. Spero di sbagliarmi e che riesca ad entusuasmarmi.

  12. #12
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    Finito, la fine peggio dell'inizio - voleva scrivere storia?, solo un accenno molto sbiadito dei problemi dell'epoca - scritto in fretta - troppe situazioni e nessuna sviluppata a dovere - no non mi è piaciuto.

  13. #13
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    Finito ieri sera.
    Mi è piaciuto: una bella storia avventurosa (e di amore) che mi ha tenuta incollata alla lettura dalla prima all'ultima pagina.

  14. #14

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    Iniziato ieri. Speriamo che sia il solito Follett.

  15. #15
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    Predefinito Giovani coraggiosi si insinuano nelle pieghe della storia

    Un’altra storia di giovani indomiti e ribelli di questo maestro del romanzo storico. Ambientato nel ‘700 tra la Gran Bretagna e i futuri Stati Uniti D’America, alcuni giovani non si rassegnano al loro destino di schiavi o figli o mogli sottomesse, e lottano con tutte le loro forze per sovvertire il sistema che li vuole schiacciare.
    Come in tanti altri romanzi di questo autore, le donne sono protagoniste di primordine, anche nelle immancabile parentesi dedicate agli amplessi sessuali. Si ritrova poi il rapporto morboso tra la madre opportunista e il figlio debole, già esplorato più approfonditamente anni prima ne “I pilastri della terra” e sempre sulla stessa falsa riga, le ragazze, personaggi secondari, che invece cercano una scorciatoia alla fatica del vivere, ingabbiando altri personaggi più o meno positivi.
    Ken Follett inoltre non manca mai di tratteggiare con merito la società, gli usi e costumi di un’epoca ormai passata, che noi popoli latini per lo più ignoriamo.
    Un romanzo assolutamente avvincente, come sempre, se non si ha già il palato uso al ben noto e quindi ormai prevedibile stile dell’autore.

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