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copertina libro

Non avevo capito niente

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Discussione: De Silva, Diego - Non avevo capito niente

  1. #1
    Amelia Member
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    Predefinito De Silva, Diego - Non avevo capito niente

    Ciao, ecco un romanzo che vi consiglio come lettura estiva: piacevole, frizzante, ironico, divertente! De Silva scrive molto bene, e mette insieme pensieri non male.
    Troppo buffo, poi, quando cita i suoi mobili Ikea per nome!

    Un estratto: "Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza averne bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati."

    Questa la trama:

    "Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva."
    Ultima modifica di elydark; 07-29-2008 alle 11:56 AM.

  2. #2
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    Leggero, divertente, spassoso.......un'ironia molto "napoletana" ........ottimo come relax sotto l'ombrellone !!!!!

  3. #3
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    Un libro cui mi sono affezionato.

    Mi ha catturato un giorno d'ottobre, mentre ero in una centralissima libreria di Bologna, e l'ho letto in tre giorni.

    Mi ha divertito molto l'avventura del ... collega Malinconico. Alcune cose in comune: il pensiero "laterale", una visione tragicomica della vita, un ambiente di m... dove esercitare

    Lo considero un romanzo più profondo di quanto possa sembrare.

  4. #4

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    un libro che ho consigliato a molti colleghi e che ho tanto regalato in queste feste natalizie...

    Sono un praticante avvocato, e credetemi che questo libro centra in pieno molte problematiche della nostra professione...ma nello stesso tempo è spassosissimo!!

    direi un da comprare e da tenere nella propria libreria!

  5. #5

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    Divertentissimo, ironico, simpatico. Estratti di vita reale.
    Lo leggevo in autobus e ridevo da sola

  6. #6

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    Un protagonista migliore non sarei riuscita ad immaginarlo,perchè il migliore degli uomini non è,eppure colpisce,affascina per la sua semplicità,per la sua naturale capacità di apprendere i meccanismi della vita e farne pura filosofia.

  7. #7

    Predefinito non avevo capito niente

    A rieccomi! Il libro non solo ben scritto e divertente ma con tanta leggerezza affronta temi legati all' etica e alla morale del lavoro. Io non potevo non ridere di gusto. consigliato a chiunque!

  8. #8

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    Mi incuriosiva ma non sapevo se fosse il caso di comprarlo.. Direi che mi avete convinta!

  9. #9

    Predefinito Ho adorato questo libro!

    ogni tanto mi capita di leggerne delle pagine a caso... racconta la realtà con semplicità disarmante!
    invece io credo che il protagonista sia proprio il migliore fra gli uomini! per questo vive ai margini della società... consigliatissimo!

  10. #10
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    Bellissimo questo libro!!!!!
    Consigliato a tutti, regalatelo a botta sicura, non farete mai e con nessuno un buco nell'acqua!!! (soprattutto con gli avvocati!!!!)
    Molto leggero, le pagine volano che neanche te ne accorgi.
    Molto realistico, vi ritroverete in tantissimi degli episodi raccontati.
    Abbastanza profondo nell'affrontare certi temi come gli amori contorti, l'etica professionale, il rapporto difficile con i propri figli, la felicità (e anche l'infelicità!!!) delle piccole cose della vita... ma sempre con quella leggerezza che fa spuntare un sorriso sulle labbra... sempre e comunque...
    Molto molto molto divertente, vi sorprenderete a ridere di gusto una pagina sì e una no...

    Scene molto esilaranti, come quella del volpino sotto shock, personaggi unici come l'uomo ombra Tricarico, Mimmo il Borsone... ma anche Alagia con la sua mania gastronomica settimanale...
    ... e poi tanti tanti tanti pensieri... su tutto, sulla musica, sulla camorra, sulla vita... pensieri a cura del nostro strampalato avvocato Malinconico... che si rende conto delle cose solo dopo che le ha fatte...

  11. #11
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    [QUOTE=risus;161649]Bellissimo questo libro!!!!!
    Consigliato a tutti, regalatelo a botta sicura, non farete mai e con nessuno un buco nell'acqua!!! (soprattutto con gli avvocati!!!!)

    straquotone!

  12. #12
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    Inutile dire che, in quanto appartenente alla categoria forense, non posso perdermi questo romanzo...inserito in wishlist!

    e magari qualche collega di studio se lo troverà sotto l'albero! Grazie per la dritta come sempre....

  13. #13
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    Per quanto mi riguarda, metto senza esitazione questo romanzo tra i migliori letti negli ultimi anni !
    Molto divertente, non perde mai il ritmo Sottoscrivo in toto quanto è già stato inserito nei commenti precedenti.
    Ogni ulteriore aggiunta di parole è superflua ! Leggetelo !

    Voto 5/5 + .

  14. #14
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    "...Se però lo scenario politico era piuttosto vivace e differenziato, lo stato musicale
    delle cose (essendo la musica una sorta di tesseramento mistico delle generazioni di
    sinistra) era piuttosto immobile. Nel senso che in quegli anni dominavano i
    cantautori, cioè musicisti di livello amatoriale che adattavano dei testi
    sproporzionatamente lunghi, e comprensibili a sprazzi, a delle partiture riproducibili
    con un paio di mesi di lezioni di chitarra.
    La cosa incredibile è che, oltre a vendere camionate di dischi (alcuni dei quali
    contenevano un solo pezzo su un’unica facciata), i cantautori italiani potevano
    contare su un pubblico sterminato di depressi manierati che non solo imparavano a
    memoria i loro versi con una dedizione da talebani, ma li cantavano pure, facendo
    addirittura a chi si ricordava per primo la strofa più ostica. La cifra distintiva di questi
    artisti, tuttavia, non era l’impegno politico, che era implicito (infatti, quando nelle
    interviste domandavano a un cantautore notoriamente politicizzato: «Ma lei è un
    cantautore impegnato politicamente?», quello dava risposte tipo: «Cosa vuole che le
    dica, io scrivo quello che sento; scrivo per esprimere me stesso e le mie sensazioni: se
    poi questo sia impegno politico, non lo so»), quanto piuttosto la predominanza
    smaccata del testo sulla musica, che dunque finiva per costituire il valore aggiunto di
    un’opera letteraria minore con istanze di cambiamento del mondo.
    In altre parole, il cantautore italiano della seconda metà degli anni Settanta era un
    militante politico senza tessera che aveva zippato le sue aspirazioni letterarie e/o
    poetiche nel file popolare della canzonetta tirata un po’ per le lunghe (salvo,
    s’intende, qualche nobile eccezione, che negli anni ha dimostrato la propria
    eccezionalità, confermando la regola).
    I cantautori - la verità - non è che piacessero poi così tanto (più che altro erano un
    modo di menarsela), tant’è che quando irruppe la disco-music (che va be’, era una
    merda, ma almeno contemplava qualche prospettiva di leggerezza), i nuovi giovani
    non ci pensarono due volte a defenestrarli in cambio di un po’ di divertimento e di
    qualche chiavata..."

    Quello che pensa Vincenzo Malinconico dei cantautori

  15. #15
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    Non mi capitava da un po" di riuscire a trovare /anzi a rubare/ il tempo per leggere d"un fiato 300 pagine di romanzo. Consigliato per una lettura piacevole e a tratti divertente

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