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La ragazza che giocava con il fuoco

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Mostra risultati da 46 a 59 di 59

Discussione: Larsson, Stieg - La ragazza che giocava con il fuoco

  1. #46
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    Gli ingredienti per farne una lettura da divorare ci sono tutti: una trama scorrevole, dei personaggi intriganti di fattura ormai consolidata col primo romanzo, un mistero da risolvere. Benchè si prefiguri come un libro di dimensioni piuttosto grosse, risulta digeribilissimo ed è difficile staccarsi da esso. Certo, manca quel tocco di brillantezza e di lucidità... sicuramente l'ideale per una lettura coinvolgente ma al contempo poco impegnativa. 3/5.

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  • #47
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    Io l'ho finito proprio oggi, diciamo che non mi è dispiaciuto e che ho preferito questo secondo capitolo al primo, però ho trovato comunque delle pecche: a parte il finale che davvero mi ha ricordato una parte del film "Kill Bill Vol. 2" e, come tanti, l'ho trovato abbastanza ridicolo. Nel complesso il libro è abbastanza scorrevole, secondo me, fatta però eccezione per quel centinaio di pagine circa in cui tutti brancolano nel buio e tu sei lì che quasi hai già capito tutto... che noia!
    Il mio voto è un 3 su 5! Finale a parte, il personaggio di Lisbeth è uno dei miei preferiti, insieme a Zala e a Miriam Wu. Trovo che Mikael non abbia brillato particolarmente in questo secondo capitolo...

  • #48
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    Se il primo libro della trilogia mi aveva convinto per lo stile dell'autore ma poco per la storia, questo proprio non ce la fa! Non mi convince e mi ha annoiato terribilmente.
    La storia da surreale diventa quasi ridicola, con ripetizioni che ti portano alla disperazione e danno l'impressione di servire solo ad allungare il racconto. I personaggi non sono più credibili e gli eventi addirittura esagerati... nel finale poi il tutto scoppia in assurdità quasi esilaranti... (meglio che non le commenti qui perché rivelerebbero parte delle sorprese del racconto!)
    quando l'ho finito ho deciso fermamente che non leggerò mai il terzo! peccato non essermi fermata al primo.

  • #49
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    Mi piace Lisbeth Salander. E' un personaggio complicato, ma devo ammettere che la preferisco di gran lunga al saccente Mikael Blomqvist.
    Nulla a che spartire con il primo capitolo della trilogia. Colpi di scena al limite del surreale, troppa fantasia e situazioni inverosimili.
    I personaggi però son delineati benissimo. Miriam Wu la immagino come una vestale. Paolo Roberto un Rocky Marciano dei poveri (svedesi).
    Niedermann un cyborg che avrebbe fatto la sua porca figura in un film di Cameron, ma fuori luogo come fratellastro di Lisbeth.

    Confido nel terzo capitolo della saga per affermare che il compianto Stieg è davvero un buon romanziere.

  • #50
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    Ho letto questo libro circa due anni fa, ancora devo leggere l'ultimo volume che vaga nella mia biblioteca da un anno a questa parte..

    Devo dire che il personaggio di Lisbeth spicca su tutti, è cosi geniale ma anche problematica e chiusa.
    In questo secondo libro, che non è come il primo che parlava di una storia a se, ho visto una Lisbeth veramente intigrante, una grande ragazza..
    La sua storia è veramente appassionante ed è un vero peccato che Stieg sia morto dopo aver pubblicato il terzo libro, mi sembra di aver letto da qualche parte che aveva pensato di andare avanti fino ad un ipotetico decimo volume..

    Prossimamente sicuramente inizierò il terzo libro per chiudere questa trilogia, se posso dare un voto 7,5

  • #51
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    Predefinito La triade di Larsson

    Sicuramente son libri molto interessanti e godibili. Le trame sono convincenti e ottimamente congegnate. Sono dei veri "noir" moderni, sopratutto là dove le tecnologia moderna diventa protagonista. Sono soggetti interessantissimi da cui trarre film e sceneggiati, la fantasia e l'immaginazione dell'autore sono eccellenti e leggendoli il tempo passa in modo molto piacevole, non si vorrebbe mai smettere di leggere. Questo è il merito (grandissimo) principale di questo autore. Dal punto di vista letterario e artistico non oso pronunciarmi. Si potrebbe prendere una gran cantonata.

  • #52

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    Si, è un bel libro ma tutto sommato perde qualche cosa rispetto al primo. A volte esagera anche con la fantasia......

  • #53
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    La cosa veramente bella di questo libro è il modo in cui è stato tratteggiato il personaggio di Lisbeth Salander. E ci credo che è inverosimile, magari ce ne fosse in giro qualcuna come lei. Ma il suo modo di essere è credibile, sebbene talvolta non lo siano tantissimo le reazioni, che tuttavia trasmettono un senso di liberazione ai lettori o forse soprattutto alle lettrici. Una che la vita e il sistema hanno reso vittima su tutti i fronti, ma che non accetta di esserlo a nessun costo.
    Qualche parte secondo me è superflua, a momenti sembra che lo scrittore voglia allungare il brodo, quando poi non ce ne sarebbe assolutamente bisogno: l'adrenalina che scorre nelle ultime 100 pagine vale la lettura del libro. Leggerò il seguito
    (e forse anche il primo, mai letto )

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  • #54
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    Capisci di aver letto un buon libro quando non vorresti che finisse, quando non riesci a staccarti dalle pagine e qualunque cosa tu faccia, il pensiero va sempre lì… e ne vorresti ancora e ancora. Ecco, questo mi è successo con questo secondo volume della trilogia Millennium, “la ragazza che giocava con il fuoco”.
    Qui troviamo ancora Michael Blomkvist e Lisbeth Salander, questa volta, però, divisi e alle prese con qualcosa di più grande di loro: un giro di prostituzione che ha radici nel passato, in Russia e nella Svezia degli anni 80. Ma in questo libro, per ragioni che vi appariranno ovvie leggendo la trama, emerge in tutta la sua grandezza il personaggio di Lisbeth, colei che tutti hanno sempre creduto una psicotica violenta, ma che in realtà è una vittima del sistema e della crudeltà umana. Non si può non affezionarsi e tifare per questa ragazza mingherlina ma dannatamente acuta ed intelligente, che che ne dicano le perizie psichiatriche. E non si può non avere voglia di prendere a sberle più di un poliziotto, più di un giornalista… è facile trarre conclusioni affrettate e sparare sulla Crocerossa… ma la verità può essere più grave e spesso ben diversa da come potrebbe sembrare.
    Vi ho incuriosito almeno un po’? Beh, spero di sì, perché questo libro merita di essere letto, come peraltro il primo della trilogia, “uomini che odiano le donne”. Per quanto mi riguarda, io vado a cominciare il terzo!

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  • #55
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    nonostante non sia il mio genere preferito, questa trilogia mi tiene con gli occhi attaccati alle pagine e non sento per nulla il peso della sua mole...
    a metà forse si dilunga troppo, diciamo che avrebbe potuto benissimo sfoltire un centinaio di pagine nel mezzo e aggiungere qualcosa alla fine: è vero che c'è anche il terzo capitolo della saga, ma il primo si concludeva con molte più spiegazioni e con un completo ritorno alla vita quotidiana... qui il capitolo conclusivo proprio non c'è!
    A differenza del primo, questo l'ho letto proprio a Stoccolma e spesso accostavo la mappa della città al luogo per capire meglio gli itinerari presi dai personaggi... trovo un gusto particolare nel vivere il luogo descritto in un libro che sto leggendo
    comunque lo consiglio e leggerò sicuramente il terzo!

  • #56
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    Citazione Originariamente scritto da velmez Vedi messaggio
    nonostante non sia il mio genere preferito, questa trilogia mi tiene con gli occhi attaccati alle pagine e non sento per nulla il peso della sua mole...
    a metà forse si dilunga troppo, diciamo che avrebbe potuto benissimo sfoltire un centinaio di pagine nel mezzo e aggiungere qualcosa alla fine: è vero che c'è anche il terzo capitolo della saga, ma il primo si concludeva con molte più spiegazioni e con un completo ritorno alla vita quotidiana... qui il capitolo conclusivo proprio non c'è!
    A differenza del primo, questo l'ho letto proprio a Stoccolma e spesso accostavo la mappa della città al luogo per capire meglio gli itinerari presi dai personaggi... trovo un gusto particolare nel vivere il luogo descritto in un libro che sto leggendo
    comunque lo consiglio e leggerò sicuramente il terzo!
    Hai ragione, il capitolo conclusivo non c'è, ma c'è un perché! Il terzo libro comincia proprio da lì! E d'altra parte la conclusione del primo libro è quasi "felice", quella del secondo è traumatica e repentina sebbene tanto cercata.

  • #57
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    Ho apprezzato molto questo secondo capitolo della trilogia soprattutto per l'approfondimento del personaggio di Lisbeth che mi piace molto. Pagine che scorrono veloci, scrittura piacevole che mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine. Ora non vedo l'ora di leggere il terzo!!

  • #58
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    Non si può che parlare bene anche di questo secondo tomo della saga Millennium, anche perché molto ben scritto e se la parte centrale risulta sotto tono è proprio perché possa valorizzare il salendo che c'è nel finale. Tecnicamente ineccepibile, si sente lo scheletro dentro la storia, forse potrebbe essere un suo limite, ma siccome non deve passare alla storia come un capolavoro direi che è è un limite superabile. Lettura agostiana perfetta.

  • #59
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    Molto più accattivante del primo, decisamente con meno pause morte e più colpi di scena. Finalmente si è scoperto cosa è successo a Lisbeth e alla sua famiglia quasi per puro caso: un inchiesta sul traffico di prostitute ha portato a sviluppi impensabili e macabri. Mi sarebbe già piaciuto se si fosse concentrato solo sul lavoro di Dag e Mia, ma il loro inaspettato omicidio e quello che ne è derivato hanno reso tutto davvero intrigante. All'inizio c'erano forse troppi personaggi che agivano ognuno seguendo i propri interessi ed era un po' difficile seguire bene tutti i percorsi, ma quando si è cominciato a far luce sulla vicenda è stato naturale proseguire con la lettura sempre più scorrevole.
    Riflettendoci, concordo col fatto che magari un paio di cose nel finale potevano essere evitate e che Ronald dopo che viene rivelata la sua identità sembra un'altra persona rispetto a prima. Però per Lisbeth riesco a immaginare poche alternative, sicuramente non era credibile se si arrendeva subito senza provare a lottare. Il suo personaggio è molto interessante e complesso: non è la classica buona e ha anche lei le sue colpe, ma indubbiamente è una vittima che ha avuto come unica scelta quella di farsi giustizia da sé.
    Parlando più specificamente della narrazione della storia, immagino che la scelta di narrare in una parte la caccia a Lisbeth e rimandare il suo punto di vista a quella successiva sia stata voluta per far crescere l'ansia e le aspettative, però nonostante le indicazioni dei giorni per me è stato difficile dover tornare indietro e collegare le sue reazioni ai vari eventi, avrei preferito una narrazione unica.

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